Le Donne nel Rock, Conclusioni ROCK: 50 ANNI! - pag. 000 -

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Le Donne nel Rock

Le donne nel rock sono spesso state o sono ancora cantanti front woman di una band. Grandi dischi rock pubblicati da donne soliste ce ne sono. Ma sono pochini. In moltissimi casi e' difficile pero' catalogarli come Rock. Volendo tracciare le coordinate storiche del moderno cantautorato al femminile, e' probabile che la scelta cadrebbe su pochi dischi: "Eli And The Thirteenth Confession" di Laura Nyro (1968), "Tapestry" di Carole King (1971), "Blue" di Joni Mitchell (1971), Janis Joplin "Pearl" (1971), Patti Smith "Horses" (1975).
Le origini della musica al femminile vanno cercate negli anni '30 e '40 del secolo scorso tra le pioniere del rock'n'roll, blues, jazz, gospel, rhythm'n'blues, country ed hanno personaggi come Ma Rainey, Bessie Smith, Billie Holiday, Mahalia Jackson, Etta James: distanti dalla musica rock, quanto il pop, soul, folk, degli anni Õ50 e '60, di cantanti ed interpreti come Petula Clark, Dusty Springfield, Aretha Franklin, Diana Ross, Joan Baez, Carole King.
Per parlare di Rock Donna si fanno poi questi nomi Tina Turner, Janis Joplin, Patti Smith, e la Alanis Morisette di "Jagged Little Pill" del 1995. Moltissime donne che si sono cimentate con il Rock in realta' facevano folk, folk soul, minimalismo, pop d'atmosfera: vedi Joni Mitchell, Laura Nyro, Nico, Marianne Faithfull, Rickie Lee Jones, Kate Bush, Sinead O'Connor, Loreena Mc Kennitt, Ani DiFranco, Neneh Cherry. In maniera differente hanno affrontato il rock negli anni '90: Liz Phair, Bjork, Sheryl Crow, Courtney Love.
Una classificazione delle migliori interpreti femminili nel mondo della canzone vede Aretha Franklin con "I never loved a man the way I love you" (1967) ai primi posti. Ed in ottima posizione "Eli And The Thirteenth Confession" di Laura Nyro (1968), Dusty Springfield con "Dusty in Memphis" (1969), Carole King "Tapestry" (1971), "Blue" di Joni Mitchell (1971), Janis Joplin "Pearl" (1971), Patti Smith "Horses" (1975), Mary J. Blige, "My life" (1994) PJ Harvey con "Stories from the city, stories from the sea" (2000).

ROCK: 50 ANNI! non e' una classifica, ma una classificazione

In ROCK: 50 ANNI! i primi cinquant'anni del Rock ho voluto evitare una classifica generalista su mille o diecimila titoli perche' avrebbero comportato analisi esageratamente riduttive con poche righe riassuntive per ciascun disco. Infatti non esiste una Classifica Universale dei Dischi del Rock anche se ogni rivista musicale ne ha stilata almeno Una. E ROCK: 50 ANNI! non e' una classifica, ma una classificazione dettagliata sui Grandi Dischi del Rock e sui generi nati dal Rock. In ROCK: 50 ANNI! compaiono sia Grandi Dischi del Rock, sia LP's che meritano applausi per l'originalita', ma non per la bellezza complessiva dell'album. Alcuni autentici critici di Rock hanno classificato come capolavori dischi originali certamente, ma caotici, rumorosi, nevrotici e confusionali (volutamente) come quelli di Captain Beefheart o dei Red Crayola o dei Pere Ubu o dei Royal Trux o dei Faust o dei My Bloody Valentine. Sono originali, pionieristici, e rappresentano comunque suoni e generi significativi. Ma capolavori, no!
Nessuno detiene il metro con il miglior giudizio sul Bello Assoluto. Ed un disco non meriterebbe un voto, ma un giudizio complessivo che (comunque) c'e' nella recensione. Il voto e' stato inserito per semplificare la bellezza di un album. E' sembrato piu' esauriente mettere dei voti : 7+, 8-, 9, ecc. piuttosto che i pallini: in quanto i voti da uno a dieci con i segni accrescitivi (+) e diminutivi (-): presentano maggiore ampiezza per un giudizio che non i pallini.


Ultimissime cose...

In ROCK: 50 ANNI! mancano i dischi live, che poi sono il best in concerto dei gruppi. Come non nominare il triplo degli Yes o degli ELP, il doppio degli Zeppelin, il live degli Who, quello dei Renaissance, o di Peter Frampton? Ecc. ecc. Alcuni live sono inseriti in ROCK: 50 ANNI! quale rappresentazione del genere espresso; ma soprattutto quando il live e' un disco che incorpora brani inediti o brani talmente dilatati nell'esecuzione concertistica da rappresentarne essenza stessa della band. Ecco perche' l'inserimento del live di James Brown, dei Grateful Dead, degli Allman Brothers, di Joe Cocker, dei Quicksilver Messenger Service, MC5, ecc.
Mancano i Greatest Hits; alcuni dei quali raccolgono vere gemme; mi vengono in mente in questo momento, per questioni anche affettive: Funkadelic, Simon & Garfunkel, Leonard Cohen, Donovan, America, Earth Wind & Fire, Otis Redding, Chicago, Abba, E. L. O., Jim Croce, Canned Heat, Small Faces, ecc. ... Ma in ROCK: 50 ANNI! le collezioni di canzoni da vari dischi sono state volutamente evitate preferendo gli Originali Grandi Dischi.
ROCK: 50 ANNI! non finisce qui! ANTONY AND THE JOHNSONS "The Crying Light" del 2009, BESNARD LAKES "The Besnard Lakes Are The Roaring Night", del 2010; JONATHAN WILSON "Gentle Spirit" del 2011 potrebbero comparire nelle prime pagine del prossimo ROCK 100! in quanto serve qualche anno prima di classificare nuovi recenti dischi perche' devono sedimentare un tantino per passare dalla recensione/cronaca alla Storia del Rock. E magari inseriro' anche 33 giri sfuggiti a ROCK: 50 ANNI!: LP's non eccezionali in toto, ma, comunque, dischi belli. Penso al primo album di Leonard Cohen, al pop sinfonico di "Painted From Memory" di Elvis Costello & Burt Bacharach, al pop orchestrale di "Rebel" di John Miles, a Gram Parsons: "GP"... a "Running on Empty" di Jackson Browne, "Long Player" dei Faces, "Stillusion" di Peter Sinfield; ai Moody Blues di "In Search of the Lost Chord", a Lou Reed di "Transformer", ai Supertramp di "Breakfast in America", ai Kinks di "Arthur"..., a "Rumors" dei Fleetwood Mac, ad "Alone Together" di Dave Mason, ed a tanti altri,... parecchi anche italiani...

"Rock Will Never Die"

In conclusione "Rock Will Never Die". Non l'ho scritta per primo io questa frase, e' di Neil Young; anche se Sting negli anni 90' rilascia banalmente una dichiarazione che "il rock e' morto"! Si capisce cosa volesse dire Sting. Che il rock ormai e' business, immagine, circo.... Ma il rock ha uno spirito che non morira' mai fino a quando ci saranno ragazzi che avranno voglia di divertertirsi suonando strumenti elettrici ed una batteria.
Il roots rock, genere musicale nato negli Stati Uniti intorno alla meta' degli anni '80 del secolo scorso, esistera' sempre. The Beat Farmers, The Long Ryders, Bob Seger, John Mellencamp, John Doe, T-Bone Burnett, Bread, Billy Joel, James Taylor, Hall & Oates, Bryan Adams, avranno ancora eredi in tutto il mondo. Non importa se non li emuleranno con l'essere originali od inventando un nuovo genere. Idealmente, poi, l'Alternative Rock non finira' mai; ovvero restera' tale fino a quando una band non arriva al successo e firma un contratto con una major.
Il Rock e' nato nelle cantine od in soffitta attaccando una chitarra elettrica ad un amplificatore. E questo gesto e' tanto Semplice quanto Grande! Perche' e' prima di tutto: Divertimento!.
      Tutto qua. Grazie a tutti Voi.      Graziano Edi Corazza


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