Live / Dead
Grateful Dead
Live / Dead
Grateful Dead
1969 Warner Bros Records
brani
Dark Star
Saint Stephen
The Eleven
Turn on your Love Light
Death Don't Have no Mercy
Feedback
And We Bid You goodnight
Voto : 9--- .
I TESTI
DELL' ALBUM
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Live / Dead - Grateful Dead - Warner Bros Records 1969
band
Jerry Garcia - voce e chitarra elettrica solista. Bill Kreutzmann - batteria.
Tom Constanten - tastiere. Phil Lesh -basso e voce.
Bob Weir - chitarra elettrica e voce. Mickey Hart - percussioni.
Ron 'Pigpen' McKernan - voce, congas ed organo in "Death Don't Have no Mercy".
Robert Hunter - testi.
Grateful Dead "Live / Dead".
"Live / Dead" del 1969, cattura su disco la vitalita', l' energia e la purezza di una band assolutamente unica al mondo : i Grateful Dead. Dei molteplici album dei Grateful Dead, psichedelici come il precedente "Aoxomoxoa" o country-folk come il successivo e bellissimo "Workingman's Dead", questo live e' il piu' significativo lavoro discografico della band californiana perche' li rappresenta come realmente erano. Sono i Grateful Dead al cento per cento : con la loro vera e pura forma musicale, quel rock acido venato di blues che hanno contribuito ad inventare. "Live / Dead" ferma il tempo : ci invita in quei loro magici concerti che erano vere feste lisergiche. "Live / Dead" e' uno sballo per la mente, ma e' anche musica che nutre lo spirito.
"Dark Star" apre il doppio disco; e' una lunga suite di 23 minuti di puro rock-acido "doc" al cento per cento; e' un brano fatto di scale ascendenti e discendenti che portano la mente su galassie lontanissime. Improvvisazione, chitarre e tastiere pizzicate, effetti elettrici e tappeti strumentali sono quanto di piu' bello questo stile musicale abbia mai concepito. La grandezza del brano e' completata dalla complicita' dei testi visionari del poeta Robert Hunter.
"Saint Stephen" esce da "Aoxomoxoa", ma la versione qui rappresentata e' leggermente piu' rockeggiante ed anche piu' lunga, alternando fasi gioiose a grande rock.
Sono dieci i minuti per "The Eleven", scritta da Hunter e Lesh; e' un' altra di quelle corse rock che non si sa dove portano... cosa propongano. La band e' al completo per un rock che a volte pare liquefarsi per poi solidificarsi.
E' una cover "Turn on your Love Light" di J. Scott e D. Malone. Nelle chitarre di Garcia e Weir diventa un pezzo di rock "sballato" di 15 minuti. Sono quelle cose che i Dead amavano fare dal vivo. Prendere un pezzo e' ri-farlo a modo proprio.
Oltre dieci minuti per "Death Don't Have no Mercy", uno stupendo blues rubato al rev. Gary Davis. Qui il blues assume dimensioni cosmiche oltre che psichedeliche. Alla tastiera sognante e leggermente liquida il compianto Ron "Pigpen" McKernan : morto l' 8 marzo del 1973.
Quasi nove di "Feedback"... senza commento...!!! Senza dubbio un prodromo per tutti i "rumorismi" di tante band degli anni '80 e '90.
E' un traditional "And We Bid You Goodnight" di soli 36 secondi a chiudere il doppio album - che oggi e' impacchettato in un unico cd -.
Non sara', forse per alcuni, il migliore album della lunga storia dei Dead, e nemmeno quello registrato meglio, ma "Live/Dead" del 1969 e' il piu' genuino e solare ed introspettivo dei lavori discografici dei G. D. La sola "Dark Star" vale la bellezza del doppio disco live ed il genio di Garcia (morto il 9 agosto del 1995) la conduce al massimo gradino della psichedelia americana ... I Grateful Dead con il loro apparente minimalismo gettano non solo le basi di una musica intrigante e profonda ma ne raggiungono il vertice esplorativo, coniugando blues cosmico con rock-acido, esortandoci ad uscire da noi stessi ...
Non c' e' nulla di ortodosso, qui. Niente concessioni al gusto corrente. Un blues di base, quello si'... ma poi solo esperimenti e corse in avanti, poesia e puro feedback sonoro.
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