Jazz Rock, Scuola di Canterbury, Musica d'Avanguardia - pag. 158 -

- pag. 159 - ROCK: 50 ANNI!   g.edi.c.


Il sound di Canterbury

Canterbury e' una cittadina del Kent ad un centinaio di chilometri da Londra, molto provinciale e conservatrice. In questo brandello d'Inghilterra e' sorto negli anni '60 del secolo scorso il movimento piu' originale del rock inglese. Una vera corrente a se' stante nel panorama dei generi prendendo spunti dal jazz d'avanguardia, dall'elettronica minimale di Terry Riley, dal folklore, e piu' di tutto, forse, dalla musica totale irradiata da Frank Zappa e' dai primissimi e sperimentali Pink Floyd. Il tutto fuso, con forsennato genio, per cesellare atmosfere personalissime che ri omaggiano la psichedelia di un certo underground musicale con cenni elettronici e progressive.
La diversita' che contraddistingue questa stirpe di artisti musicali non e' altro in effetti che la confessione del proprio io: folle cosmico e capriccioso quello di Daevid Allen nei Gong, malinconico e delirante, perdutamente innamorato quello di Robert Wyatt, sia nei LP's solitari, sia nei Soft Machine, svagato ed iconoclasta Kevin Ayers,... e tutti... estroversi, stralunati, stracolmi di gioia di vivere.
Prolungamento ed apice dell'underground inglese, la Scuola di Canterbury segna anche il momento in cui il rock inglese riesce a liberarsi dai suoni folk e blues, e si avvicina invece alle dottrine piu' colte del jazz e della musica contemporanea.
Principali esecutori di tale musica i Soft Machine ed i Gong, seguono a ruota Matching Mole, Caravan, Nucleus,, Henry Cow, Khan con quel bellissimo LP "Space Shanty" (Deram, 1972), Hatfield and the North, National Health... Ognuno con un proprio stile doc.
L'albero principale di Canterbury ha dato origine negli anni '70 ad una serie di filiazioni a catena. Ayers ed Allen sono stati i piu' prolifici di discepoli. Ayers ha allevato David Bedford e Mike Oldfield. Nei Gong di Allen hanno militato il percussionista Pierre Moerlen, il tastierista Tim Blake, la cantante Gillie Smyth ed il chitarrista Steve Hillage (fondatore dei Khan). Tutti piu' o meno fedeli agli ideali eccentrici ed anti conformisti dei padri fondatori dell' accademia di Canterbury.


Il jazz rock o meglio dire: il jazz elettrico

Il jazz rock, migliore la definizione di jazz elettrico, di Miles Davis che arriva nel 1969 a rappresentare subito la prima unione dei due generi. Soprattutto da un disco ponte, quel "In a Silent Way" del 1969, di magico effetto soprattutto per i musicisti che vi lavorarono: John McLaughlin - chitarra elettrica - andra' a formare la Mahavishnu Orchestra, ma prima riuscira' a dare alle stampe un proprio interessante lavoro da solista "Extrapolation" del 1969; Chick Corea - piano elettrico - costituira' i Return to Forever; Wayne Shorter - sax tenore - e Josef Zawinul - piano elettrico, tastiere - si uniranno per dar vita ai Weather Report; Herbie Hancock - piano elettrico - formera' un proprio sestetto: gli Headhunters.
Tutti, successivamente, apporteranno del nuovo nel campo del Jazz elettrico trasportandolo anche nei territori piu' rock oppure approfondendo lo stile.
Si deve, dunque, al talent scout Miles Davis del 1968/1969 avere scovato questi straordinari musicisti, averli inseriti nella sua musica, inventando con loro un affascinante disco ed un nuovissimo suono: il jazz elettrico (jazz rock).
Di quell'influenza in quell'ambiente se ne approprieranno i Nucleus di Ian Carr, e le orchestre di Keith Tippett. Al jazz rock si avvicineranno anche i Soft Machine della seconda stagione, ed in particolare Hugh Hopper, ma anche Santana vi fara' il suo ingresso con un bellissimo album del 1972 "Caravanserai" anticipatore, anch'esso, per certi versi, della New Age.
Nei complessi di jazz rock militarono alcuni degli strumentisti piu' originali della musica inglese, in particolare i pianisti Dave Stewart e Dave McRae, il chitarrista Allan Holdsworth, e veterani come Jack Bruce (Cream), Chris Spedding (Sharks, Nucleus) e Bill Bruford (Yes, King Crimson).
Il jazz, quindi, riprende fiato e vive in simbiosi con il rock anche nei King Crimson. Ma Canterbury, aperta a tutte le esperienze creative, e' per natura la piu' vicina ai nuovi jazzisti, e riuscira' a fare anche del spettacolare jazz rock. Si puo' tranquillamente affermare che quel suono termina nel bellissimo album del 1974 di Robert Wyatt "Rock Bottom". Piu' sfumate risulteranno le interazioni con gli improvvisatori degli anni '70 ed '80, in particolare la band guidata da Derek Bailey che, sullo slancio, prendera' d'assalto le avanguardie americane.

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