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Neo Classicismo, Estetismo, Romanticismo Rock, Rock Sinfonico
In Inghilterra si devono al neo classicismo dei Moody Blues e dei Nice i primi germogli di progressive nei loro primissimi albums. Altri fanno risalire il nuovo filone a parti dell'album del giugno 1967 dei Beatles: "Sergent Pepper's". Piu' precisamente al brano "A Day in a Life". E' un dato di fatto che in quegli anni diverse bands rock si unirono ad orchestre per fare un album. E' il caso non solo di Beatles, Moody Blues, Nice, ma anche Deep Purple, Pink Floyd e perfino, piu' tardi, nel nuovo millennio i Metallica.
Precedentemente al rock progressivo, qualche mese prima, infatti, prese il via il neo classicismo con Moody Blues, Procol Harum, Bee Gees. I piu' fedeli trascrittori di classici furono i Nice, i Beggar's Opera, e piu' tardi gli E.L.O., ed i Renaissance.
Il neo romanticismo rock ha inizio con i Moody Blues in "Days of Future Passed" del 1967 ed i Nice con "The Thoughts of Emerlist Davjack" del 1968; quest'ultimi un tantino piu' psichedelici rispetto ai neo classici Moody Blues.
- N. B.: Ma e' facile comprendere quando siamo gia' nei territori piu' articolati del Rock Progressivo e quando siamo ancora in quelli piu' semplici del Rock Romantico: in effetti tutti i gruppi rock progressivi erano rock romantici inizialmente, essendo capitanati da veri e propri virtuosi del proprio strumento che risentivano in fase compositiva dei loro stessi studi classici.
Per dovere di informazione il primo album completamente progressive e' il primo LP dei King Crimson (autunno 1969). Ma altri hanno scritto che "Ars Longa Vita Brevis" dei Nice del novembre 1968 sia il primo album di rock progressivo (anche se c'era una orchestra di mezzo).
Il Flash Rock
Qualche anno piu' tardi il rock sinfonico, quello romantico, quello progressivo ebbero grandi trasformazioni tecnologiche grazie all'apporto nei gruppi di strumentazioni monumentali e nuovissime tastiere. Furono soprattutto ELP, YES e Genesis che produssero dischi dominati da vortici di iper futurismo musicale, corredati nei concerti da scenografie gigantesche. Dominano qui, in tutti i suoi pirotecnici travestimenti, mellotron, moog ed organo elettronico, massima realizzazione della tecnologia musicale.
Il Flash Rock, cosi' definito, ma anche Art Rock: presenta Yes, Emerson Lake and Palmer, Genesis al loro tecnicismo e virtuosismo piu' elevato. Protagonisti celebrati di questo estetismo sono i tastieristi Keith Emerson, Rick Wakeman, Tony Banks.
Nella seconda generazione del rock progressivo si contano gli Audience di "House On The Hill", guidati da Howard Werth, i Barclay James Harvest, i primi Electric Light Orchestra (ELO).
L'ultima variante e' rappresentata dai supergruppi della ballata progressiva degli anni '80, UK e Asia che costituiscono l'ultimo atto di questa lunga saga. L'ultimo sussulto romantico verra' con i Marillion ed i Porcupine Tree.
aneddoto: gli ELP, gia' ricchissimi nel 1972, chiesero a Salvador Dali' di disegnare una copertina per un loro album; la cifra stratosferica chiesta dal geniale pittore indusse il gruppo ad un semplice disegnatore; per la cronaca la copertina commissionata era per "Trilogy", del 1972 e la richiesta di Dali' fu di 50.000 sterline.
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Curiosita' dell'Epoca Progressive
L'influenza delle armonie vocali di Beach Boys e Beatles si fece sentire in molti gruppi del rock progressivo. Negli anni '90 del secolo scorso verranno riscoperti centinaia di gruppi minori, esorditi nei primi anni '70, quando psichedelia e progressive rock erano diventati molto popolari: i Quatermass su tutti; i Pussy, un quintetto che registro' soltanto "Plays" (Morgan Bluetown, 1969 - Background, 1993 - Demon, 2001); i Cirkus, autori di "One" (RCB, 1971); i Jody Grind, titolari della suite in quattro movimenti "One Step On" (Transatlantic, 1969); i Dr Z, dell'album concept mistico filosofico "Three Parts To My Soul" (Vertigo, 1971); i Julian's Treatment, autori di un concept fantascientifico, il doppio album "A Time Before This" (1970); i Dark di Steve Giles, titolari di "Round The Edges" (1972); i Titus Groan di Titus Groan ("Dawn", 1970), propulsi dalle tastiere di Stuart Cowell e dai fiati di Tony Priestland, buoni imitatori di Black Widow e Colosseum nella lunga suite "Hall Of Bright Carvings".
Non si scordino poi gruppi come i Man, gli Spooky Tooth ed i Catapilla, che avevano un suono alla Van Der Graaf, ma piu' jazzati e con una strana voce femminile trattata con echi (un'atmosfera molto bizzarra e sperimentale).
I Thunderclap Newman realizzarono un solo disco, "Thunderclap Newman" (MCA, 1973), con l'hit "Something In The Air" (1973).
I Nektar proposero un misto di improvvisazione melodica, jazz rock ed elettronicav su "Journey to the Center Of The Eye" (Bellaphon, 1972).
I Ben, soprattutto, registrarono un album, "Ben" (Vertigo, 1971), contenente quattro jam jazz rock per sassofono (Peter Davey), organo, chitarra e batteria.
n.d.a.: Con ogni probabilita' le prime sperimentazioni di rock progressivo si devono a Graham Bond; nel 1965, lui, uno dei padri fondatori del rhythm and blues inglese introdusse, per primo, innovazioni tecniche in sala di incisione. Adotto' l'organo Hammond, l'amplificatore Leslie, il Mellotron, il nuovo strumento a tastiera capace di emulare un'intera sezione d'archi, di fiati o di voci miste. Tutti strumenti musicali che qualche anno dopo faranno da fulcro dominante per le suite di rock progressivo.
Strano ma vero: prima band assoluta ad appropriarsi dei canoni del rock progressivo in un album e' la statunitense Steve Miller Band con "Children of the Future" del maggio 1968. E' probabile che nella lunga suite collage della prima facciata la band volesse inglobare della psichedelia: ne usci' del progressive!
La terza ondata di progressive...
Nel 1971, quando molti complessi della prima ondata sono entrati in crisi, spunta la terza generazione, caratterizzata da una fusione di suoni romantici, progressivi, psichedelici con vibrati decadenti, cacofonici: sono i Roxy Music, leader della nuova generazione, con al seguito i Be Bop Deluxe di Bill Nelson, e tre gruppi armati di violino: i Curved Air, i Cockney Rebel e gli scozzesi String Driven Thing. Questi ultimi con Graham Smith al violino, sono immortalati su "The Machine That Cried" (Charisma, 1973), "Please Mind Your Head" (1974) e "Keep Yer ' and On.
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