Arbeit Macht Frei
Area
Arbeit Macht Frei
Area
1973 cramps
brani
Luglio, Agosto, Settembre (nero)
Arbeit Macht Frei
Consapevolezza
Le Labbra del Tempo
250 kilometri da Smirne
L' Abbattimento dello Zeppelin
Voto : 9-- .
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Arbeit Macht Frei - Area - Cramps 1973
band
Demetrio Stratos - voce, organo, percussioni, tamburello. Paolo Tofani - chitarra elettrica, sintetizzatori.
Eddy Victor Busnello - saxofono. Patrizio Fariselli - tastiere, sintetizzatori, Moog.
Patrick Djivas - basso. Giulio Capiozzo - batteria, percussioni.
Gianni Sassi - produttore degli Area, firma i testi sotto lo pseudonimo di Frankenstein.
Area "Arbeit Macht Frei".
Gli Area erano un "international popular group", come diceva la copertina del loro primo album, con il cantante greco Demetrio Stratos che veniva dal gruppo beat "I Ribelli", il bassista francese Djivas ed il sassofonista belga Busnello.
Il loro album d'esordio "Arbeit Macht Frei" del 1973 e' un disco essenziale nel rock italiano degli anni '70, pieno di diverse influenze ed assolutamente originale nella sua essenza. La voce di Stratos e' stupefacente, usata come uno strumento, e la base musicale e' potente, formata da musicisti di prim'ordine. Sono presenti influenze della musica jazz, poco folklore orientale, molto free-jazz e psichedelia assolutamente originale : ma la musica degli Area e' difficile da etichettare : anche se si riconoscono i profili di un loro particolare modo di fare jazz-rock progressive.
In "Arbeit Macht Frei" sono gia' presenti tutte le componenti che faranno la storia degli Area : l'impeto strumentale e la contaminazione sul piano musicale; l'impegno umano e politico sul piano ideologico.
Musicalmente "Arbeit Macht Frei" offre ottimi spunti che vanno dall' improvvisazione free -jazz al rock, anche se in minor parte. In questo contesto il disco unisce avanguardia e jazz-rock regalando alcune situazioni molto godibili e trascinanti che hanno reso caratteristico il suono "Area".
"Luglio, Agosto, Settembre (nero)" e' un brano che sintetizza le soluzioni offerte dal gruppo. Il pezzo presenta uno strepitoso (ed orecchiabile) tema strumentale di sapore leggermente orientale. Quindi apre esplorando territori free-jazz, incorporando un crescere vocale ed elettronico che si getta nuovamente nel tema melodico (ma piu' accelerato) iniziale.
"Arbeit Macht Frei" ha un inizio psichedelico percussivo con un basso che pulsa poche note e strani rumori che riempiono gli spazi. Il sax entra e disegna jazz puro, mentre gli altri strumenti lo seguono su binari piu' elettrici. Anche Demetrio ne prende parte quando il pezzo e' gia' piu' ritmico. Poi il sax sovrasta le linee di piano Fender e grintosi si intercalano nel bel mezzo del brano i sintetizzatori turbandolo maggiormente. Anche la chitarra elettrica chiede la sua parte e Demetrio vibra da far suo...
"Consapevolezza" e' un brano pop-jazz-rock... con vocalizzi cantati di Stratos e sferzate elettriche... Riposanti note soffuse dal sax paiono quietarlo a meta' guado... ma il rock riprende con energia ed il canto vibrato ed il sax lo lacerano...
"Le Labbra del Tempo" ha un inizio rockeggiante con una fase jazzata rinvigorita dai piatti della batteria e dal piano Fender in evidenza. Il basso poi prende corpo ma giungono note rassicuranti. E' la voce di Stratos che prepara la carica dirottando il brano, infine, ai confini dell' hard rock.
"250 kilometri da Smirne" apre in un fluidificante jazz-rock ottimamente sostenuto dal reparto ritmico. Djivas fa il suo breve assolo rincorso dai sintetizzatori e dalla chitarra elettrica che paiono giocare tra loro. Il brano poi rientra nei canoni jazz-rock.
"L' Abbattimento dello Zeppelin" presenta basso e batteria che dettano legge mentre la chitarra elettrica sferza note su note con brevi gorgheggi di Stratos. Siamo nell' hard jazz-rock. Il pezzo si ferma sopra un fiume di effetti elettronici stridenti e dirompenti in chiave free-jazz sopra i quali Demetrio sperimenta il suo modo di cantare. Il brano non scivola nel caos ma si riappropria di motivi jazz-rock.
A contribuire alla riconoscibilita' artistica degli Area e' senza dubbio la presenza di Demetrio Stratos, una delle voci piu' interessanti e tecniche del panorama italiano. Le interpretazioni di Demetrio sono caratterizzate da un'estensione vocale invidiabile e da un' emissione altrettanto potente.
Nei suoi principi musicali "Arbeit Macht Frei" e' assolutamente innovativo (tutte le musiche sono opera di Fariselli), ed e' comunque privo di "estremismi" caotici.
Questo e' un album che suona indubbiamente "jazz-rock progressivo" con una contaminazione di piu' musiche che suonano in parte ardite ma naturali. Ad iniziare dalla voce araba che apre il disco.
Per quanto riguarda invece l'impegno contenutistico del progetto Area basta prendere i testi, districati tra metafore ed ermetismi di non facile lettura e per nulla convenzionali, tutti firmati da Gianni Sassi (produttore degli Area) sotto lo pseudonimo di Frankenstein.
Nella prima line-up degli Area compare il bassista Patrick Djivas che pero' lascia il gruppo per entrare nelle file della PFM. Per il secondo disco "Caution Radiation Area" viene sostituito da Ares Tavolazzi.
Raccogliendo matrici musicali diverse - dal jazz al progressive passando per l'avanguardia - gli Area si sono rivelati il gruppo piu' coraggioso ed originale del rock italiano.
L'album d'esordio "Arbeit Macht Frei" (dal famigerato motto dei campi di sterminio nazisti "Il Lavoro Rende Liberi"), e' stato registrato in un cascinale della bassa padana.
Prima della prematura scomparsa del cantante, avvenuta il 13 giugno 1979, Demetrio Stratos diede vita ad alcune incisioni di sola voce: "Metrodora" e "Cantare la Voce", nelle quali riaffiora, a tratti, il vertice espressivo delle sue sperimentazioni vocali con gli Area.
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