New Romantic, Pop Romantic, Elettronica Wave, Electro Tecno Pop e Synth Pop - pag. 394 -

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Elettronica Wave, Elettro Pop, Electro Tecno Pop e Synth Pop

Il perfezionamento dei sintetizzatori, la nascita delle batterie elettroniche Ð famosa quella degli inglesi Sisters Of Mercy a cui verra' dato addirittura un nome, Doctor Avalanche Ð e dei primi campionatori, segna la nascita dell'elettronica wave. Anch'essa e' figlia del punk in quanto l'approccio dei suoi utilizzatori avviene inizialmente nella maniera piu' semplice: poche note ripetute (riff di tastiere, insomma) con pochi accordi ripetuti di tastiere, niente soli virtuosi di tastiere.
Tra il 1977 ed il 1978 escono due albums interessanti per coinvolgimento sonoro e piglio avanguardistico: sono gli esordi su vinile dei newyorkesi Suicide e dei Devo dell'Ohio, questi ultimi prodotti da Brian Eno.
L'omonimo primo album del 1977 dei Suicide di Alan Vega (voce) e Martin Rev (synth) e' elettronica ipnotica e claustrofobica, dall'impatto duro, ma alla lunga snervante.
In "Q. Are we not men? A. We are Devo!", i Devo si destreggiano tra ritmi frenetici e tastiere robotiche, un certo mood funky e le istanze punk a loro contemporanee, ma alla lunga sono snervanti pure loro.
Migliori nel far convivere punk e funk risultano sia i Pere Ubu che i Talkin Heads.
Gli Ultravox di Londra sono loro coetanei. I tre albums della loro prima incarnazione, "Ultravox!" (1977), "Ha! Ha! Ha!" (1977) e "Systems of Romance" (1978), prendono formalmente le distanze dal primo punk grazie all'uso delle tastiere mescolando ritmi robotici, riff di hard rock e pop romantico. Gli Ultravox, abbandonati da Foxx, trovano un nuovo leader in Midge Ure che li porta su un terreno leggermente piu' pop rispetto a John Foxx. "Vienna" (1980) e' il vertice del loro synt pop.
Soffuse ed elaborate orchestrazioni elettroniche sono presenti nei magici scozzesi Cocteau Twins. Interessantissimi sono poi i britannici Japan e Gary Numan, antesignani, in Inghilterra, della scelta electro tecno pop.
Infine un discorso particolare meritano i Depeche Mode (nella foto), il gruppo principale della wave elettronica inglese. Partiti con due albums di banale techno pop, in "Construction Time Again" (1983) mettono in mostra arrangiamenti e strutture armoniche piu' complesse, accanto a istanze piu' electro. Ma e' nel 1986, che esce il loro vero capolavoro. Si tratta di "Black Celebration" nel quale convergono la new wave piu' creativa, il post punk piu' immediato, il dark piu' tenebroso ed una ricerca elettronica non cervellotica. I Depeche Mode produrranno l'anno successivo "Music For The Masses (Mute, 1987), un altro buon disco e dieci anni dopo con "Ultra" (Mute, 1997) daranno vita al loro LP piu' orecchiabile.
Idealmente, comunque, nel 1986 con "Black Celebration" dei Depeche Mode finisce l'importanza storica, la finezza culturale e la sensibilita' artistica della new wave.

Un'altra ondata, intanto, sta evidenziandosi facendo proseliti:
si tratta del rock alternativo.


Il New Romantic ed il Pop Romantic

La musica New Romantic e' un particolare sottogenere della musica new wave e synth pop che comincio' a svilupparsi nei primissimi anni '80, principalmente in Gran Bretagna. Ne facevano parte, ognuno a modo suo, Duran Duran, Spandau Ballet, Smiths, Simple Minds, Culture Club, Talk Talk, ecc.
I Duran Duran, che spopoleranno nelle classifiche nella meta' degli anni' 80 e nelle fantasie delle teenagers, realizzano qualche brano interessante nei primi lavori ("Planet Earth", "New Religion", "The Chauffeur", "New Moon On Monday"). Un'altra band legata al New Romantic (anche se inizialmente con velleita' sperimentali) sono gli Eurythmics. Il primo album, "In the Garden" (1981), cerca di rifarsi alle esperienze elettroniche tedesche, ma risulta acerbo. Partiti da gradevoli sonorita' synth pop ("It's My Life", "Such A Shame", "Tomorrow Started"), i Talk Talk di Mark Hollis approderanno poi a nuove frontiere del rock strumentale.
Dalla Scozia i Simple Minds dopo due interessanti dischi dal fascino roxymusichiano incidono "New Gold Dream" (1982) dove una ritmica trascinante, a volte quasi dance e gli interscambi voluminosi tra chitarra e tastiere, li conducono ai vertici delle classifiche mondiali.
Gli Smiths di Manchester ridaranno energia e vitalita' al pop romantico con albums divertenti ed eleganti e con il loro capolavoro "The Queen Is Dead" (1986).



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