Pollution
Franco Battiato
Pollution
Franco Battiato
1972 Bla Bla

brani
Il silenzio del rumore
31 dicembre 1999 ore 9
Areknames
Beta
La mia patria di Smetana
Plancton
Pollution
Ti sei mai chiesto quale funzione hai ?

Voto : 7 .



Pollution - Franco Battiato - Bla Bla / Ricordi 1972

artista
Franco Battiato - sint VCS3, tastiere, chitarra elettrica, violino, basso, batteria, batteria elettronica.
autori dei testi : "Frankenstein" cioe' Pino Massara, al secolo Giuseppe Previde Massara, produttore ed autore di tutti i brani insieme a Franco Battiato.

Franco Battiato "Pollution".

La copertina rappresenta una delle mattonelle che servirono alla pavimentazione della piazza S. Stefano in Bologna, con un mezzo limone nel quale e' stato conficcato un bullone. L'album e' sottointitolato "gesto sonoro in sette anni dedicato al Centro Internazionale Studi Magnetici". "Pollution" e' definito da Battiato come "la trascrizione di un percorso musicale autolesionista, il gesto finale di un artista ingrato". E' un album dissacratorio evidente sin dalle prime battute, con il recitato di Franco Battiato sulle Leggende del Bosco Viennese di Strauss nel primo brano.
In "Pollution" l'elemento portante del messaggio di Battiato e' una denuncia cruda della civilta'.

"Il silenzio del rumore" dopo la parte recitativa esplode in un ritmo rock incalzante e trascinante, sorretto da uno splendido organo.
"31 dicembre 1999 ore 9" e' strumentale con tocchi brevi e significativi.
"Areknames" e' una bella filastrocca ''araba'' ( da notare che alcune parole sono semplicemente italiane ma lette al contrario ).
"Beta" ha inizio cantilenante ma poi sviluppa sonorita' psichedeliche a cui sottostanno litanie arabo/mediterranee; un piano guida la linea melodica sorretto da una struttura musicale notevolissima.
"La mia patria di Smetana" offre melodia classica ma con un sintetizzatore che, intervenendo nel brano sorregge il recitato di Battiato.
"Plancton" ha un bel arpeggio di chitarra acustica che sorregge un sintetizzatore che ( a sua volta) sorregge frasi avveniristiche in un solo estremamente coinvolgente; l'intervento della voce riverberata racconta la musica e la profezia della progressiva trasformazione dell'uomo in pesce per sopravvivere all'estinzione delle risorse disponibili sulla terraferma. Un brano ricchissimo di spunti e di idee musicali tutte racchiuse in 5 favolosi minuti.
"Pollution" ha inizialmente il suono della risacca che pian piano sfuma per dar posto ad un ipnotico ciclare di un sint e da rapidi interventi di chitarra acustica. Quindi il tema principale fa il suo ingresso con un crescendo di coro e chitarre e si realizza con l' intervento drammatico e ''piangente'' di un sint, con la voce di Battiato che descrive una formula fisica...
"Ti sei mai chiesto quale funzione hai?" e' strumentale. Si tratta di tre minuti e mezzo di sofferenza descritta da archi realizzati elettronicamente che sviluppano un tema triste, sempre inframezzato da interventi elettronici, per poi sfociare in un pianto... un pianto vero che accompagna il dubbio del descritto nel titolo del brano: "Ti sei mai chiesto quale funzione hai?"; difficile trovare parole adatte, stupendo e' dir poco.

La musica elettronica in questo secondo lavoro discografico di Franco Battiato e' il giusto mezzo per accompagnare testi a sfondo biologico e talora fantascientifico; qui con un tocco in piu' di ecologia pura, come quando in "Plancton" si profetizza la progressiva trasformazione dell'uomo in pesce per sopravvivere all'estinzione delle risorse sulla terraferma.
In "Pollution" Battiato riprende e racchiude in se' motivi biologici e scientifici e per intenzioni va sicuramente al di la' del precedente "Fetus", e pure nella sua struttura collagistica offre un prodotto piacevole e provocante. Un album "troppo avanti" all'epoca in cui fu realizzato, 1972, e in effetti tanto attuale oggi.
Gli strumenti, dal basso alla chitarra e al piano, sono spesso filtrati e restituiti attraverso un VCS3. Tutto sommato la ricerca elettronica che il compositore siciliano opera in "Pollution" risulta originale e sembra vicina a certe esperienze tedesche che prendono spunto dalla musica contemporanea e dai Pink Floyd ad esempio.
"Pollution" ha un suono ricco con uso abbondante di strumenti tipicamente rock. "Fetus" e "Pollution" sono generalmente considerati i suoi album migliori dagli amanti del rock progressivo.

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