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Beach Boys Pet Sounds
1966 Capitol Voto : 8+ .
brani
Wouldn't it Be Nice
You still Believe in Me
That's not me
Don't Talk (Put your Head on my Shoulder)
I'm Waiting for the Day
Let's Go away for awhile
Sloop John B
God only Knows
I Know there's an Answer
Here Today
I Just Wasn't Made for these Times
Pet Sounds
Caroline, No
band
Brian Wilson - voce principale, basso, chitarre elettriche ed acustiche, piano, tastiere, effetti, danelectro bass.
Mike Love - voce principale. Carl Wilson - chitarre e voce. Al Jardine -chitarra e voce. Dennis Wilson - batteria, voce.
guests: Jim Gordon - batteria. Tony Asher, Terry Sachen - testi.
Le canzoni dei Beach Boys hanno un suono riconoscibile quanto quello di Beatles e Dylan e pochi altri. Superata la fase dei grossi successi surf, genere da loro inventato, a 45 giri il genialoide Brian Wilson volle misurarsi con i grandi Beatles che in quegli anni sfornavano dischi innovativi con una cadenza impressionante. Cosi' Brian si mise a progettare "Pet Sounds" agli inizi del 1966 come un'unica collana di canzoni legate al tema antico del rapporto a due. Visionarieta' languida ed un'ombra di malinconia nei testi di Tony Asher. Il disco, man mano che veniva composto da Brian, piaceva molto poco agli altri della band che nella fase di registrazione ebbero spazi nei cori, ma ben pochi negli strumenti. In effetti "Pet Sounds" era molto piu' il disco di Brian Wilson che lo aveva composto e suonato dall'inizio alla fine girando per tutti gli studi discografici moderni di quell'epoca, alla ricerca di nuovi suoni da inserire nell'album... dei Beach Boys. Il LP fu registrato tra gennaio ed aprile del 1966 ed usci' nei negozi a maggio. "Pet Sounds" e' decisamente un album molto bello ed e' eccezionalmente storico.
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Beach Boys "Pet Sounds".
L'inizio e' sbalorditivo: "Wouldn't it Be Nice" apre corale in un beat ingigantito da sovraincisioni di tastiere e piano e clavicembalo e cori con tanto di parte centrale orchestrale.
L'incedere delicato di "You still Believe in Me" e' abitato da voli leggeri di clavicembalo, clarinetti, campanelli di biciclette e dalla voce di Brian, una voce in una euforia sospesa.
Densa e variopinta, una pochino surreale appare "That's not Me", con una ottima linea di percussioni e basso sorvolate stavolta dal canto un po' aspro di Mike Love.
"Don't Talk (Put your Head on my Shoulder)" offre agrodolce messo in moto da un'autentica selva di strumenti: viola, violoncello, vibrafono, timpani; una canzone superba tra i vertici delle pop song.
"I'm Waiting for the Day" presenta un forte drumming con frequenti cambi di tempo, muovendosi su linee orchestrali d'archi e di flauti. Bella.
"Let's Go away for awhile" e' un soffice interludio strumentale soave, vagamente jazzato orchestrale.
"Sloop John B." e' un stravagante folk caraibico sorretto da una moltitudine di sonorita' e coretti che intervengono in falsetto; incanta il sovrapporsi di Brian e Mike alla voce; la canzone e' puro divertimento.
"God only Knows" e' una bellissima canzone d'amore, cantata da un vellutato Carl Wilson, bravo ad inserirsi leggero tra corni francesi, legni, archi, ottoni ed un danelectro bass.
E' una pop tango giocosa "I Know there's an Answer"; la song offre strati di sax ed un tracciato di piano e tastiere sul quale semplici percussioni danno un leggero ritmo al brano.
"Here Today" e' una pop song movimentata con l'ormai tipico coretto affiatato; il riff d'organo musica accenni semplici di pop psichedelico.
"I just Wasn't Made for these Times" e' un ottimo connubio di voci e fiati, ed introduce gli effetti spaziali del Theremin.
E' strumentale "Pet Sounds", la title track, con una chitarra easy rock che volteggia tra spruzzate di trombe e di sax ed il gioco semplicissimo delle percussioni ricavato da bottigliette vuote: pensata geniale di Mr. Brian Wilson.
"Caroline, No" vede un Brian melodico insinuarsi tra le note del clavicembalo prima, ed un tenue tappeto di flauti poi... fino all'incontro con il rumore di un treno registrato in un ipotetico passaggio a livello.
"Pet Sounds" e' un gran disco insomma, di belle e bellissime canzoni pop, meritatamente famoso. Volendo essere pignoli, manca forse l'hit super -, una "Good Vibration" tanto per capirci. Il bello e' che questa famosissima song venne registrata praticamente nelle stesse sessions di "Pet Sounds", ma pubblicata, purtroppo, come singolo a se' stante e divenuta piu' famosa dell' album che avrebbe dovuto ospitarla, riutilizzando ancor meglio il Theremin (strumento della paleo elettronica ospite di li' a poco negli spartiti di tante bands innovative, ma gia' presente in diverse colonne sonore di film di fantascienza).
"Pet Sounds" comprende un numero imprecisato di invenzioni sonore: nuove, per l' epoca.
Era la ricerca di Brian Wilson nel competere con le invenzioni sonore delle canzoni dei Beatles. Altri musicologi sostengono che i Beatles abbiano preso spunto da "Pet Sounds" per entrare in studio nel 1966 elaborando, sotto la supervisione di George Martin, canzoni ancor piu' perfezionate.
La Storia del Rock ci fornisce comunque due considerazioni precise. Sia "Revolver" dei Beatles che "Pet Sounds" sono dello stesso anno. E si tratta di due LP che presentano novita' rivoluzionarie nel campo della produzione del suono in sala di registrazione.
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