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Black Sabbath Black Sabbath
1970 Warner Voto : 8- .
brani
Black Sabbath
The Wizard
Behind the Wall of Sleep
N. I. B.
Evil Woman
Sleeping Village
Warning
band
Tony Iommi - chitarre elettriche ed acustiche, effetti. Ozzie Osbourne - voce principale, armonica.
Bill Ward - batteria, percussioni. Geezer Butler - basso.
Verso la fine del 1969 gli Earth di Birmingham cambiano nome in Black Sabbath. Con pochissima pubblicita' alle spalle e tanto tam tam a voce, i Quattro si fanno una reputazione di gruppo dai suoni oscuri e potenti. L'alone di credenze mistiche e connubi con il mondo occulto fanno il resto. I Black Sabbath piacciono parecchio alle nuove generazioni affamate di rock duro ed i Quattro incidono questo loro primo disco. La copertina e' mefistofelica, un sorta di manifesto occulto: in un tranquillo giorno apocalittico di una satanica campagna inglese, casa da fiabe nello sfondo, foglie autunnali ed alberi spogli tutt'intorno, una sagoma nera in mezzo...
Insomma un nuovo gruppo apparve nel 1970 in quell'Inghilterra pronta a fagocitare tutto quanto l'hard rock stesse proponendo. Il suono presente in "Black Sabbath" e' una miscela di rock oscuro ed heavy metal che avra' una forte influenza nella genesi di numerose bands successive. I ritmi lenti ed inquietanti saranno elementi che influenzeranno molto altri generi; e migliaia di gruppi metal dichiareranno di essere state ispirate dai Black Sabbath per la loro musica.
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Black Sabbath "Black Sabbath".
Le danze si aprono sotto una cappa di pioggia e di tuoni, con lugubri campane; quindi un riff solido apre ufficialmente "Black Sabbath", che subito si quieta preparando la scena alla voce tagliente e potente di Ozzie Osbourne. Il pathos e' denso, nel quale si fanno luce le belle capacita' percussive di Ward e la corposita' avvolgente del basso di Butler. La coda del pezzo e' sicuramente degna di nota, una accelerata elettrica sulla quale un solo primario di Iommi pone la sua firma. Grande.
"The Wizard" introduce qualche gustoso elemento; sulla ritmica quasi jazz si infila l'armonica suonata da Ozzie Osbourne, col risultato di una strana atmosfera mossa.
"Behind the Wall of Sleep" ha un'introduzione saltellante con un eccitante antagonismo tra basso e chitarra fino all'esecuzione stessa di Ozzie Osbourne; ne esce una piccola grande canzone, un saggio di perizia strumentale e l'essenzialita' di un arrangiamento ottimo.
"N. I. B." si appoggia completamente sul riff di Iommi, con una melodia un po' scontata che trova l'assoluzione in un chorus diabolicamente mellifluo, con un tamburello sul canale sinistro ed un solo conclusivo lancinante di metallo elettrico.
"Evil Woman", e' una cover; il pezzo e' godibile ma non eccelso, con una ritmica prevedibile che neppure il gran lavoro di Butler al basso riesce a riscattare, e con Iommi e Osbourne che la risollevano di un po'.
"Sleeping Village" suona come un interludio strumentale con il quasi recitato dell'introduzione e col sottofondo di un cupissimo arpeggio con tanto di scacciapensieri.
In "Warning" Butler la cover ha inizialmente un gran giro di basso mentre Tony Iommi disegna le sue visioni elettriche. Ozzie Osbourne e' bravo e gigione in un'interpretazione davvero appropriata, anche se per tre quarti si tratta di un pezzo strumentale molto rock. Bill Ward sa quando e' il momento di tirare il freno, farsi soffice ed anche sparire... e tornare... lasciando il palco a quel mattatore invasato di Iommi che occupa troppi spazi solisti in questo brano.
"Black Sabbath" e' un disco genitore dell'heavy metal? Beh, Si'. Musicalmente presenta molta attenzione ai timbri ed al corpo del suono, ed ha capacita' di governare anche le pause ed Ð in un certo senso Ð di far suonare anche il silenzio, cosa non facile. Gia' nell'hard rock successivo non si trovano quasi piu' questo modo di fare heavy rock. Un bel disco: un interessante miscuglio di hard rock e di heavy metal, ma... anche una spolverata di psichedelia ed una strizzatina d'occhio al nostalgico blues elettrico. In quegli anni del secolo scorso, fine '60, primissimi '70 il rock duro aveva ancora radici distinguibili!
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