Heroes
David Bowie
Heroes
David Bowie
1977 RCA

brani
Beauty and the Beast
Joe the Lion
Heroes
Sons of the Silent Age
Blackout
V-2 Schneider
Sense of Doubt
Moss Garden
Neukoln
The Secret Life of Arabia

Voto : 7+ .



Heroes - David Bowie - RCA 1977

artist
David Bowie - voce principale, tastiere, chitarre, sax, koto.
guests : Dennis Davis - batteria, percussioni.  Robert Fripp - chitarra elettrica solista.  Carlos Alomar - chitarra elettrica ritmica.
George Murray - basso.  Brian Eno - pianoforte, tastiere, sintetizzatori, manipolazioni sulle chitarre elettriche.
cori : Tony Visconti, Antonio Maas.

David Bowie "Heroes".

David Bowie (al secolo David Jones) e' stato un artista ed un personaggio eclettico del/nel panorama Rock. Ha attraversato sia in senso longitudinale che parallelamente tutti gli stili ed i generi del Rock, dalla meta' degli anni Sessanta ad Oggi. A volte e' stato un precursore, altre un osservatore attento che sapeva come cavalcare la Moda Musicale in vigore. Dopo albums parecchio belli come "Hunky Dory" (1971) e soprattutto il suo capolavoro "... Ziggy Stardust..." (1972), David Bowie incide albums in chiave soul-rock : "Diamond Dogs" (1974), "Young Americans" (1975), "Station To Station" (1976, quest' ultimo : un disco si' di soul-rock, ma anche di rhythm and blues fuso con l'elettronica-plastificata).
Bowie vive in questo periodo a Los Angeles, in un isolamento da star, parecchio dimagrito, quasi uno scheletro, in piena tossicodipendenza dalla cocaina. Chi lo va a trovare dice che e' sul punto di morire...
Dalla depressione e dalla droga David Bowie riesce a riscattarsi in parte decidendo di cambiare citta'. Si trasferisce da Los Angeles a Berlino. Ricomincia a scrivere, a dipingere, a sperimentare con l' amico Brian Eno nuove sonorita'. E' la nuova svolta artistica per Bowie. Nel giro di pochi mesi da' vita a tre LP : "Low" (1977), "Heroes" (1977), "Lodger" (1978). I tre dischi, successivamente, vengono catalogati proprio come la sua trilogia elettronica : una trilogia artistica che propone un Rock che va a mescolarsi con una Elettronica Avanguardistica; la fusione, soprattutto in "Heroes" (1977), e' ancora orecchiabile e gradevole.

Apre sommessamente "Beauty and the Beast"; quindi prende il ritmo di una dance rockeggiante con coretty soul. Intervengono tessuti decisi elettrici ed elettronici che non impreziosiscono il brano. Interessante il grazioso ritornello vocale di Bowie.
Chitarra elettrica devastante e portante in "Joe the Lion", mentre basso e batteria temporeggiano con elementarieta'. I controcanti risultano graziosi. Il clima surreale dalla song non e' tra le cose migliori di Bowie.
In "Heroes" le note lunghe e gelide di Fripp si appoggiano sulle tastere melodiche e vibrate di Eno, mentre batteria e basso offrono un 4/4 dannato che fa agitare. Bowie espone il suo canto, a tratti recitativo, a tratti quasi una preghiera melanconica. Il pezzo, parecchio elettronico-rockeggiante, ha nella sua melodia accattivante la sua forza. Quindi cresce Bowie con la voce quasi disperata, mentre i cori gli fanno eco. Nel finale i synt ripetono strisce vibranti.
Gran bel brano "Sons of the Silent Age" con il sax che decolla in acrobazie strane e dopo il quale vengono stilizzate sonorita' sixty con i tipici coretti. Il pezzo appare comunque nuovo : grazie alle soluzioni elettroniche astratte di Eno. Basso e batteria, soprattutto i piatti, danno ancora piu' spessore alla song.
E' un rock sghembo"Blackout", piuttosto aspro. Fripp entra ancora con note lunghe dando dinamicita' ad un pezzo gia' percussivamente movimentato. Eno irrompe con pochi fraseggi elettronici ma ripetitivi.
"V-2 Schneider" e' un gran bel pezzo vibrante con synt e basso ed ottimamente effettato anche dal sax. E' dominato da soluzioni ritmico-elettroniche che sono un omaggio a Florian Schneider dei Kraftwerk. L' incipit dissonante di sax centrale di Bowie lascia poi lo spazio al suo canto che registra solo le parole "V-2 Schneider". Quindi un muro di chitarre elettriche lo trascina alla fine.
"Sense of Doubt" e' permeata da tastiere glaciali che si alzano dal fondo e si susseguono con eleganza mentre lampi di pianoforte, suonato negli accordi bassi, penetrano il brano. E' un pezzo di calma sonora, una ambient music della quale Brian Eno e' maestro. La song offre spezzoni fantascientifici che richiamano alla mente i Tangerine Dream di "Phaedra" (1974) con i synt a tratteggiare la marea.
Aperta da un vento che poi rumoreggia "Moss Garden" offre il koto (strumento tradizionale giapponese a corda) suonato da Bowie che regala note orientaleggianti gradevoli. Il brano rilassante e morbido e' un proto-new age elettronico con brevissime tempeste rumoreggianti.
Invaso da tastiere freddissime e da un sax squillante note sgraziate "Neukoln" e' brano ancora nebuloso ed oscuro. Il pezzo si dilata con piu' strati elettronici incisi, offrendo poi a Bowie una conclusione parecchio free-jazz.
"The Secret Life of Arabia" e' un brano decisamente cadenzato e dacadente nel canto. Una dance soul che risente deil' esperienza soul rock americana di Bowie. Una canzone fortemente dance nella quale fanno anche la loro presenza un battito di mani (clapping) e la chitarra elettrica nella tipica pennata dance di 4/4 in battere.

Dei tre lavori discografici, quello che e' passato alla Storia del Rock e' il secondo : "Heroes" del 1977, registrato agli Hansa By the Wall di Berlino. Tutti i brani portano la firma di David Bowie, ma il lavoro di arrangiamento da parte di Eno e' strabiliante. Perfino Robert Fripp viene chiamato a Berlino come lead guitar ed il suo contributo nella title-track e' eccezionale!
"Heroes" del 1977 e' disco meno oscuro del precedente "Low" e per questo piu' ascoltabile. Di fatto i brani sul lato A (non c' erano ancora i cd musicali...!), proprio perche' cantati : risultano meno avanguardistici e piu' solari, non nei testi, piuttosto cupi e pessimisti. Su questo lato le chitarre elettriche di Carlos Alomar e Robert Fripp lanciano fraseggi elettrici rumorosi sui quali i synt di Eno danno bagliori ripetuti che sbalordiscono.
La voce di Bowie in questo LP raggiunge, forse, la sua perfezione, usata spesso come strumento all' interno del brano.
Il lato B e' ancora piu' originale... Qui la Musica Elettronica e le sue particolari sonorita' sperimentali hanno il sopravvento nei vari solchi del disco. Il Rock esce di scena ed e' assente dalla struttura avanguardistico-elettronica dei brani dominati dai synt, a tratti, glaciali.
Curiosita' : "Neukoln" : il nome deriva da un quartiere di Berlino dove lavoratori turchi abitavano orribili casermoni costruiti di fronte al Muro.
"Heroes" (1977) rappresenta il miglior ibrido della lunga carriera di David Bowie. Un Capolavoro per alcuni, un Ottimo Disco per altri.

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