Younger Than Yesterday
Byrds
Younger Than Yesterday
byrds
1967 Columbia

brani
So You Want To Be a Rock & Roll Star
Have You Seen Her Face
C.T.A. - 102
Renaissance Fair
Time Between
Everybody's Been Burned
Thoughts and Words
Mind Gardens
My Back Pages
Girl With No Name
Why
It Happens Each Day
Don't Make Waves
Voto : 8- .

TESTI
DELL' ALBUM

Younger Than Yesterday - Byrds - Columbia 1967

band
Roger McGuinn - voce, chitarra elettrica Rickenbacker 360 12 corde, sitar, tastiere, effetti elettronici.
Michael Clarke - batteria e percussioni.
Chris Hillman - voce, basso.  David Crosby - voce, chitarre elettriche ed acustiche.
guests : Hugh Musekela - tromba.  Clarence White - chitarra elettrica solista.

Byrds "Younger Than Yesterday".

I Byrds hanno suonato : folk, folk-rock, rock, rock' n roll, raga rock, country-rock, space-rock, psichedelia. "Younger Than Yesterday" del 1967 e' un album di folk-rock magicamente pervaso da una psichedelia che sembra nebbiolina ... foschia ... una psichedelia dai contorni orientaleggianti ("raga rock", verra' coniato proprio per i Byrds). Nel LP coabitano benissimo ritmi e stili caratteristici delle tre diverse anime del gruppo: il tintinnio elettrico di McGuinn con la sua fida Rickenbacker 360 12 corde (che rappresenta il suono magico dei Byrds), il sempre occhieggiante innamoramento per il country di Hillman ed i deliri onirici, splendidi, fantastici : di Crosby.
Quando incidono l'album, i Byrds sono in quattro. Oltre a quelli citati, c'e' Michael Clarke alla batteria, mentre Gene Clark, portabandiera dei primi lavori targati folk-rock, ha deciso di lasciare i clamori della scena per poi rientrare, di li' a poco, come raffinato solista. I due genietti della band, McGuinn e Crosby, ben si amalgano raccordandosi agli spruzzi di tradizione Usa firmati Hillman. Con "Younger than Yesterday" i Byrds toccano i vertici di una psichedelia sognante gia' messa a punto nel precedente "Fifth Dimension" del 1966.

"So You Want To Be a Rock & Roll Star" si sviluppa in un rock elettro/acustico grazioso e movimentato; e' un inno ironico e disincantato che mette in guardia contro gli inganni delle luci della ribalta, dietro le quali stanno gli urletti delle ammiratrici (incisi nel brano), l'avidita' dell'industria discografica ed i tanti trabocchetti dei manager. Gli assoli sono affidati alla tromba, leggera ed insinuante, di Hugh Musekela.
"Have You Seen Her Face" e' una love song con un assolo dirompente di chitarra fatto di note taglienti quanto mai prima.
"C.T.A. - 102" paga il tributo byrdiano al mito dello spazio; il brano presenta un riff ripetitivo, quasi interminabile; sembra un segnale radio inviato agli extraterrestri. Il brano e' dedicato ad un quasar, e si mantiene ancora sui ritmi bluegrass, ma con una folle corsa di disturbi elettronici; un brano ispirato dalla musica di Karlheinz Stockhausen.
In "Renaissance Fair" la dolcezza dei Byrds emerge, sognante cronaca di una delle prime adunate rock, contrappuntata dalle note liquide della chitarra di McGuinn.
"Time Between" e' una bella canzone con il bel assolo di Clarence White.
"Everybody's Been Burned" e' una bella ballata incantata nella quale, alla dolcezza del sound (con un McGuinn quasi jazzistico), fa da contraltare la profezia cruda dell'olocausto nucleare.
"Mind Gardens", parabola crosbyana che aleggia sostenuta dal sitar : limpida, cantata nitidamente; offre una psichedelia orientaleggiante (raga-rock, appunto).
"Thoughts and Words" stupisce; col sound chitarristico registrato a rovescio.
"My Back Pages" di Dylan viene resa piu' elettrica dai Byrds che si appoggiano su una dolcissima tastiera e regalano un assolo di dodici corde tanto bello quanto semplice nel ripercorrere le note del cantato; una frase di questo brano (tributo dei tributi a Dylan) da' il titolo all'album.
"Girl With No Name" e' un' altra bella canzone nella quale fa capolino Clarence White.
"Why" presenta la dodici corde di McGuinn che impazza a lungo nell'inciso solista e con uno splendido finale quasi strascicato, fatto di accordi secchi ed interventi solistici.
"It Happens Each Day" suona leggermente acida, ma soporifera e sognante quel tanto che basta.
"Don't Make Waves" e' una tipica song alla Byrds : rockeggiante ed allegra.

"Younger", assieme a "Fifth Dimension", celebra l'esplodere della fantasia creativa dei Byrds. Il folk-rock e' ancora presente, ma sfocia in una psichedelia "leggera". "Younger" e' un lavoro che fa sognare. E' un insieme di pezzi che sembrano levitare a qualche metro dal suolo, con quelle voci tese, con le chitarre che cercano le ottave piu' alte.
Questo disco rappresenta il contributo artistico piu' valido ed importante lasciato dai Byrds alla musica del loro tempo. Il complesso, che si era presentato fin dall'inizio come l' alternativa fantastica all'intellettualismo dylaniano, esce dalla tradizione del maestro del Greenwich Village ed inaugura un nuovo filone che rimescola folk, blues, jazz, oriente, elettronica e dissonanze vocali. McGuinn alla chitarra ed Hillman al basso disegnano figure armoniche sempre piu' complesse e le ballate di Crosby (come "Everybody's Been Burned" e "It Happens Each Day") puntano in direzione di un sofisticato canto d'autore. "Younger Than Yesterday" e' un piccolo capolavoro.

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  I CAPOLAVORI DEL ROCK  
pagina a cura di   Graziano Edi Corazza
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