London Calling
Clash
London Calling
Clash
1979 CBS

brani
London Calling
Brand new Cadillac
Jimmy Jazz
Hateful
Rudie Can't Fail
Spanish Bombs
The Right Profile
Lost in the Supermarket
Clampdown
The Guns of Brixton
Wrong 'em Boyo
Death or Glory
Koka Kola
The Card Cheat
Lover's Rock
Four Horsemen
I'm not down
Revolution Rock
Train in vain

Voto : 8--.



London Calling - Clash - CBS 1979

band
Joe Strummer - voce principale, chitarre, chitarra ritmica, pianoforte ed effetti.  Topper Headon - batteria e percussioni.
Mick Jones - voce, chitarre, chitarra solista, pianoforte ed effetti.  Paul Simonon - basso e voce.
guests : Mickey Gallagher - tastiere, organo Hammond.  The Irish Horns - fiati.

Clash "London Calling".

"London Calling" dei Clash (CBS,1979) non e' un album di punk! Anche se nei testi di Joe Strummer (vero nome : John Mellor : nato nel 1952, morto nel 2002) si respira ancora parzialmente lo spirito nichilista ed iconoclasta del movimento.
E' album di rock! Di tante canzoni che recuperano parecchie radici musicali vecchie e nuove : rock' n' roll, blues, jazz, rockabilly, ska, funk, reggae, surf, ecc.
E' un album vario e fantasioso; e parecchio. Vario nei suoni e nei timbri. A volte con l' alternanza alla voce di Strummer e Jones (in alcuni brani, anche con la compresenza di entrambi, in dialogo); anche il bassista Simonon firma e canta una canzone del disco : "The Guns of Brixton".
"London Calling" e' il terzo LP della formazione londinese che succede a "The Clash" (1977) ed a "Give 'em Enough Rope" (1978). "London Calling" esce nei negozi nel dicembre 1979.
Dopo i due primi albums di Punk Rock, i Clash sentono nel 1979 la voglia di esprimersi in un cambiamento radicale della loro musica; sanno ormai che il punk, dei quali sono tra i fondatori (vedi : 1977 : album omonimo), e' nel suo spirito immediato, ingenuo ed anticonformista : terminato.
Gli albums dei Ramones (omonimo, 1976, USA), Sex Pistols ("Never Mind the Bollocks" 1977, GB) e degli stessi Clash : sono gia' archiviati nel 1979. La morte per eroina del bassista dei Sex P”stols, Syd Vicious, il 2 febbraio 1979 viene presa, in seguito, come data che sancisce la fine del Punk.
Quella musica e quella moda sono stati una vera e propria truffa alla stessa generazione punk, divenendo subito commercializzabili e commercializzati.
I Clash : no! Sono rimasti fedeli ai propri fans attuando delle vere e proprie contrattazioni con la CBS per contenere i costi di vendita dei loro dischi. Proprio "London Calling" del 1979 ne rappresenta un esempio significativo. Uscito in quell' anno come doppio LP viene venduto nei negozi al prezzo di un singolo LP!

"London Calling" apre con un riff ed una ritmica accattivanti. Subito Strummer prende per mano la song ed il basso fa da ponte alle strofe. Ritornello corale che entra subito in testa. Una grande canzone dei Clash che assomiglia ad un punk che ha perso per strada tutto il suo grezzo.
"Brand new Cadillac" e' un rock'n'roll di Vince Taylor. Diventa un rockabilly nelle mani dei quattro, elettrizzato piacevolemente. Ha anche un bel solo di Mick Jones ed una batteria che pesta senza strordire. I suoni appaiono proprio d' altri tempi con Strummer che fa il rocker.
"Jimmy Jazz" apre fischiettando ... presenta subito un basso bluesato e giocoso sorretto da chitarre acustiche che sembrano godersela ... pure i fiati entrano nel gioco della song in maniera funkeggiante e piu' avanti jazzando scherzosamente. Strummer ironizza con le sillabe tra colpetti di pianoforte.
"Hateful" e' un punkerello temporeggiato da basso e batteria. L' incipit e' rockeggiante e solare : sul quale i Clash entrano con cori altrettanto gradevoli.
"Rudie Can't Fail" e' un altro rockerello funk-ska bandistico parecchio divertente con suoni percussivi sparsi tra le pieghe della song.
"Spanish Bombs" sembra uscire dagli anni '50 americani. Ha un andamento ritmico semplice, ma modernizzato elettro-acusticamente, sorretto anche dall' organo nel finale. Una bella canzone, piu' pop che rock.
"The Right Profile" e' una gradevole song dalla ritmica monotematica. Presenta una chitarra elettrica grintosetta con fiati funky che danno spessore al brano e Summer che istrionizza.
"Lost in the Supermarket" ha inizialmente leggerissime chitarre new wave immerse in una pop song che basso e grancassa temporeggiano. Il solo di chitarra centrale suona tanto beatlesiano.
"Clampdown" apre bella tosta con un bel filo di organo Hammond. Quindi prende le distanze dal tema iniziale diventando un punk rock senza cattiveria. La parte centrale e' un pop rock con un altro motivo differente. Ritorna, quindi, il punk rock parecchio pop : fino alla fine.
"The Guns of Brixton" : su struscii iniziali di vinile prende vita il reggae strambo di Paul Simonon che offre un altro lato dinamico del gruppo.
"Wrong 'em Boyo" e' un autentico ska che agilmente si mescola ad un rock 'n' roll : con fiati, canti e controcanti e note lunghe di Hammond. Lo apre una pre song che una voce ferma per far ripartire la canzone ...
"Death or Glory" e' un rock easy sulla linea della title-track, immediato, orecchiabile e grazioso. Un brano strofa-strofa-ritornello. Un pezzo che, per certe assonanze, suona come le prime canzoni degli Who.
Non si discosta molto "Koka Kola" dalla precedente canzone. Qui i coretti sono sintonizzati sulle frequenze sia degli Who che dei Kinks.
Bellissimo pezzo : "The Card Cheat". Mosso anche da un bel pianoforte honky tonk e' percorso da una chitarra che suona brevi note heavy e fiati alla Bowie.
Muove anni '60 anche "Lover's Rock" con Strummer davanti a dei controcanti falsettati. La chitarra suona dapprima leggera, quindi prende un po' di corpo, mentre il brano assume interferenze rolingstoniane.
Spinge sul rock piu' grintoso "Four Horsemen" con le chitarre che interagiscono tra di loro.
"I'm not down" sembra un surf dei primissimi anni '60. Viene indurito da un buon tessuto ritmico con note stridule di chitarra che sanno anche diventare fraseggi rock interessanti.
E' una cover "Revolution Rock" : ha tutte le caratteristiche della tipica reggae song ... chitarra stoppata, basso ingrossato, fiati, organo. Strascicata dalla meta' e verso la fine.
"Train in vain" e' una ballad elettrica con brevi note e ripetute di armonica, dai semplci giri d' accordi. Gradevole e scorrevole come una tipica song alla Clash : mordi e fuggi.

Le prime prove sonore nel 1979 per "London Calling" sono iniziate al Vanilla, uno studio di Londra. Quindi la produzione passa ai Wessex Studio della CBS, sotto la guida di Guy Stevens.
I brani racchiusi in "London Calling" sono anche una celebrazione della tradizione musicale americana ed inglese.
Tre i brani non Clash : "Brand New Cadillac" di Vince Taylor, "Revolution Rock" di Jack Edwards e Danny Ray, "Wrong'em Boyo" di Clive Alphonso.
"London Calling" e' album vario; omogeneo in alcune sequenze di brani e disomogeneo per gli altri pezzi.
"Train in vain" inizialmente era una ghost track del doppio LP.
Anche la copertina ha una sua storia : e' il bassista dei Clash, Paul Simonon, fotografato da Pennie Smith nell' atto di infrangere con rabbia il suo strumento sul palco durante il concerto al Palladium di New York : il 21 settembre 1979. La foto vuole riprendere, in chiave ironica, il primo album in bianco e nero di Elvis Presley.
Ma nei suoni di "London Calling" : di cosi' dirompente, di rottura con il passato, di punkizzato non ci sono tracce. Anzi il recupero dei vecchi suoni e' per i Clash un appropriarsi dei canoni stilistici del rock' n' roll, facendolo a modo loro, s' intende, ma debitamente : "London Calling" e' comunque un atto di pace e non di guerra. I generi sembrano fondersi ed anche confondersi. "London Calling" dei Clash del 1979 e' un tributo al Rock di un' Epoca! E' il loro Amore per il Rock!

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