Hymn of the Seventh Galaxy
Chick Corea
Return To Forever
Hymn of the Seventh Galaxy
Chick Corea
Return To Forever
1973 Polydor
brani
Hymn of the Seventh Galaxy
After the Cosmic Rain
Captain Senor Mouse
Theme to the Mothership
Space Circus
part I
part II
The Game Maker
Voto : 7+ .
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Hymn of the Seventh Galaxy - Chick Corea Return To Forever - Polydor 1973
band
Chick Corea - piano elettrico, pianoforte, organo, clavicembalo, gongs, synt.
Stan Clarke - basso, fuzz bass, bell tree.
Bill Connors - chitarra elettrica ed acustica.
Lenny White - batteria, percussioni, congas e bongos.
Chick Corea Return To Forever "Hymn of the Seventh Galaxy".
Armando Anthony "Chick" Corea inizia a suonare il pianoforte gia' all' eta' di quattro anni. Trasferitosi a New York entra negli ambienti jazz e conosce verso la fine degli anni '60 Miles Davis che lo convince ad adottare il piano elettrico rispetto al pianoforte. Con Davis, Corea realizza due pietre miliari : "In a Silent Way" (1969) e "Bitches Brew" (1970). Nel 1972 Chick Corea suona anche nel disco di Carlos Santana "Caravanserai". Sempre nel 1972 Corea realizza il suo primo album solo dal titolo "Return To Forever". Il passo successivo e' quello di dar vita al suo quartetto di jazz rock con il nome di Return To Forever. Escono nel 1973 "Light as a Feather" e "Hymn of the Seventh Galaxy".
In "Hymn of the Seventh Galaxy" il tipico suono e la metrica jazz rock del piano elettrico sono evidentissimi. Corea affonda sui tasti del suo piano Fender dando ritmo e brillantezza al brano che risulta comunque in parte monocorde, nonostante l' incipit gradevole, ripreso piu' volte anche dalla chitarra elettrica.
"After the Cosmic Rain" ha spessore con una fase iniziale moderata dove e' il basso di Clarke a delinearne la trama. Sul pezzo incidono diversi cambi repertini di rtmo che mettono in luce le notevoli abilita' tecniche dei quattro. Il pezzo e' piu' bello nelle fasi meno accelerate. La chitarra elettrica si prende le urla del brano mentre Lenny White lavora alle percussioni stupendamente. Alla fine ne risulta un gran bel pezzo di jazz rock.
Individuato in "Captain Senor Mouse" il fraseggio orecchiabile che torna piu' volte nel brano, questo viene perso non appena i quattro virano nel tempismo e nel virtuosismo. Nella parte centrale Corea e' una delizia al piano elettrico ed al clavicembalo, sorretto da White alla grande. In finale di brano la chitarra elettrica incanta.
In "Theme to the Mothership" e' ancora Connors a salire in cattedra per quasi quattro minuti. Poi il piano elettrico viene in avanti e Corea da' lezioni con la mano destra anche quando va in fase di relax.
"Space Circus" e' parecchio melodico "part I" con un pianoforte molto soft con tasselli di piano elettrico; "part II" dimentica le linee melodiche della prima parte per intraprendere un gioioso e cadenzato motivo. Belli i fraseggi di Corea e grintosi quelli di Connors che regala note simil-Hendrix e simil-Zappa. Ne esce un gran bel pezzo che in questa "part II" e' decisamente piu' rock che jazz.
"The Game Maker" presenta una prima fase di riposo con un jazz rock moderato. Non appena Connors e Corea cominciano a rincorrersi con abilita' : il brano perde di colore.
Con quattro abilissimi strumentisti dalle capacita' tecniche straordinarie e con l' assenza totale dei fiati il jazz rock dei Return To Forever e' distinguibilissimo. "Hymn of the Seventh Galaxy" dell' agosto del 1973, prodotto da Chick Corea per la Polydor, e' un disco gradevole, non cervellotico, ben elaborato, a tratti anche orecchiabile. Scritto per 5/6 da Corea e da Clarke che firma solo "After the Cosmic Rain", "Hymn of the Seventh Galaxy" e' un LP nel quale i quattro strumenti non risultano affatto affogati ma ben equilibrati. A Bill Connors viene lasciato spazio per qualche solo brillante : mai lungo. L' unica nota negativa del disco e' legata alle accelerazioni
virtuose che fanno dimenticare la parte melodica, spesso gradevole.
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