Parable of Arable Land
Red Crayola
Parable of Arable Land
Red Crayola
1967 International Artists
brani
Hurricane Fighter Plane
Transparent Radiation
War Sucks
Pink Stainless Tail
Parable of Arable Land
Former Reflections Enduring Doubt
Voto : 7 .
TESTI
NON DISPONIBILI
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Parable of Arable Land - Red Crayola - International Artists 1967
band
Mayo Thompson - voce, chitarra elettrica solista e ritmica, armonica ed effetti.
Frederick Barthelme - batteria, percussioni. Steve Cunningham - chitarra elettrica ritmica e solista.
Red Crayola "Parable of Arable Land".
I Red Crayola di Mayo Thompson fecero parte dell' oscuro contingente di complessi psichedelici del Texas. Con il loro primo album contribuirono (assieme ad altri grandi gruppi leggendari come Blues Magoos, Velvet Underground, Mothers of Invention & Frank Zappa, 13 Floor E.) a rivoluzionare il concetto di psichedelia e di musica rock. Furono tra i massimi complessi psichedelici dell' inizio dell' era psichedelica.
Pochi musicisti rock hanno la statura di compositore d' avanguardia che Mayo Thompson ha dimostrato nell' arco della propria tumultuosa carriera.
Thompson veniva dal free-jazz, aveva militato in un gruppo di folk satirico, ed era vissuto fra i folk-singer del luogo, prima di formare nel 1966 i Red Crayola. Al suo fianco assunse Frederick Barthelme, altro visionario sperimentatore (fratello del piu' celebre Donald, e presto avviato anche lui alla narrativa), ed il chitarrista Steve Cunningham.
"Parable of Arable Land" registrato nel marzo 1967, ma in gran parte composto l' anno prima, e' uno dei piu' interessanti dischi della psichedelia mondiale.
Thompson aveva in mente una musica d' avanguardia per complesso rock. Il rumore e' protagonista incontrastato di questo loro primo disco d' esordio.
"Hurricane Fighter Plane" apre oscuramente e psichedelicamente il disco, ottenebrata da un suono cupo e continuo di sottofondo, a ritmo di galoppo che si protrae anche nella parte cantata che e' piu' fruibile e meno caotica, con una coda di "frullato" per armonica ed ogni sorta di percussioni e stranezze.
In "Transparent Radiation" il folk-rock per voce ed armonica e' filtrato e distorto, comunque assorbibile; dopo un po' ... pero' ... viene sommerso da un pandemonio generale : l' indiscutibile R. C. style.
"War Sucks" assomiglia ad una sfrenata danza di guerra all' insegna di un tribalismo alquanto epilettico; il brano e' combattivo, cacofonico e trascinante, e tutti gli strumenti battono il tempo della danza mentre Thompson inveisce contro la guerra.
"Pink Stainless Tail" offre vibrazioni metalliche e subsoniche, riff stonati, cacofonia, note deformate nel timbro ed iniziale feedback : il "nonsense sonoro" trasporta il pezzo in altri mondi. Un corposo rock cantato con linee arabeggianti e dark si inserisce tra le pieghe del brano riconducendolo al mondo terrestre. La parte conclusiva lo allontana ancora dal mondo reale confinandolo in una psichedelia turbata dal gracidare chitarristico ed ossessionata da voci confuse e percussioni incredibili.
"Parable of Arable Land" presenta interessanti novita' sonore, in cui rumori percussivi e stridori di seghe appaiono come una sfinente danza primitiva nella quale i R. C. propongono inesplorate variazioni timbriche minimaliste.
Rumori percussivi, schitarrate convulse, voci confuse, fischi in "Former Reflections Enduring Doubt". Ogni diavoleria sonora per confondere, agitare, disperdere ... Quindi il brano entra in un dark sound di primaria invenzione stilistica, intenso, profondo e viscerale. Un pezzo prodromo, sicuramente, di avventure elettriche che giungeranno al mondo del rock dopo qualche anno con altri gruppi.
In questo primo disco dei Red Crayola la struttura dei brani e' libera ed aperta, in grado di accogliere una strumentazione pressoche' infinita, dall' elettronica ai campanelli, compresi motorette e martelli e con lo scopo dichiarato di sfruttare tutte le possibilita' (anche cacofoniche) di ogni strumento (fino a renderne irriconoscibili alcuni). La loro ricerca si sviluppo' in direzione di tutto cio' che puo' essere percepito dall' orecchio umano. A tanto rigore programmatico e concettuale fa riscontro un gusto per il nonsense che si esprime in una maniacale predilezione per i rumori e per le percussioni stravaganti.
Il caos creativo viene raggiunto all' inizio od al termine di una fase pseudo-rock introduttiva, piu' o meno scalmanata, sottolineata da frenesia percussiva e da un pullulare di effetti elettronici. Le canzoni degenerano in mini-sinfonie psichedeliche per flussi ed espansioni di coscienza, sventrate da soluzioni sonore atonali, uragani armonici apparentabili soltanto alle piu' radicali session del free-jazz. La musica dei Red Crayola riproduce uno sballo piu' che un viaggio allucinogeno alla pari di alcune composizioni dei Velvet Underground e dei Pink Floyd del lato in studio di Ummagumma.
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