Cream
Wheels of Fire
Wheels of Fire
Cream
1968 Polydor

brani
White Room
Sitting on top of the World
Passing the Time
As You Said
Pressed Rat and Warthog
Politician
Those Were the Days
Born under a Bad Sign
Deserted Cities of the Heart
Crossroads
Spoonful
Traintime
Toad

Voto : 8 .


TESTI
DELL' ALBUM

Wheels of Fire - Cream - Polydor 1968

band
Jack Bruce - basso, voce principale, chitarra acustica, violoncello, armonica a bocca.
Eric Clapton - voce, chitarre elettriche.
Peter "Ginger" Baker - batteria, percussioni, timpani, marimba, campane tubolari, tamburello, voce.

guests : Felix Pappalardi - organo, Hammond, clavicembalo, violino, violoncello, campanelli, tromba, viola, flauti, campane svizzere.
Pete Brown - testi.

Cream "Wheels of Fire".

I Cream furono tra i primi gruppi ad alterare il formato della canzone rock con lunghe jam libere dal vivo; brani impostati sull'improvvisazione libera di chitarra, basso e batteria. Divennero ben presto "superstars" del rock vendendo quindici milioni di album in tre anni.
I componenti di questo power-trio, formato nell' autunno 1966, erano tutti e tre veterani del blues revival. Il chitarrista Eric Clapton era lo stesso "enfant prodige" che si era rivelato negli Yardbirds e che aveva appena partecipato all'incisione del leggendario Bluesbreakers di John Mayall. Il batterista Peter "Ginger" Baker, abile a tutte le percussioni, aveva suonato prima con Alexis Korner e poi nella Graham Bond Organisation. Il bassista scozzese Jack Bruce gli era stato compagno di strada prima di entrare nei Manfred Mann. Bruce e Clapton si erano conosciuti nei Powerhouse, una formazione allestita per pochi mesi da John Mayall (che annoverava anche Steve Winwood alle tastiere).
Il doppio "Wheels of Fire" (Polydor, 1968) e' un album interessantissimo. Presenta tanto la versione blues corposa (il disco registrato dal vivo), quanto quella piu' pop-rock (il disco registrato in studio che presenta comunque dei blues). Felix Pappalardi si guadagna qui il titolo di quarto Cream, producendo e suonando diversi strumenti.

L'epica cadenzata di "White Room" con intervalli coristici presenta immortali riff di Clapton; ma anche gli altri due salgono in cattedra con un drumming potente ed il canto poderoso di Jack.
"Sitting on top of the World" e' un blues, corposo, in perfetto equilibrio del trio chitarra-basso-batteria e voce. Molto bello ed in leggera salita nel finale.
Particolare simbiosi tra musica classica e pop, grazie all'intervento della viola, amalgamata alla chitarra in "Passing The Time"; Pappalardi interviene con i pedali dell' organo per dare forza ad i suoni bassi. Campanellini addolciscono ancor di piu' il brano. Jack canta benissimo mentre gli altri due sorreggono il cantato con i cori. Poi i tre aggrediscono il tutto facendo diventare il brano vero pezzo rock. Finalino dolce come all' inizio.
Bellissima "As You Said", dove e' un violoncello a dialogare con la voce e la chitarra acustica di Jack Bruce. Autentico gioiellino di Bruce in chiave leggermente psichedelica.
Il lavoro certosino con la tromba ed ogni tipo di flauti del produttore Pappalardi funziona alla grande in "Pressed Rat And Warthog", un'ottima canzone semi-psichedelica con un breve frenetico lavoro di Clapton in finale di song. E' Baker che recita nel brano, mentre Bruce siede al basso.
"Politician" e' un ottimo blues caratterizzato da un riff quasi fastidioso. Ancora una volta trio in cattedra. in realta' e' Bruce il vero artefice del sound-Cream, che lo marchia con il suo canto grintoso e con i suoi impetuosi giri di basso.
"Those Were the Days" e' un altro gran bel pezzo in leggera psichedelia nel quale vengono inseriti interessanti suoni percussivi. Non e' un caso che sia stato scritto da Baker. D' effetto le campane tubolari e quelle svizzere. Brevi inserimenti di Clapton.
Blues sugli allori con "Born under a Bad Sign" con Clapton che entra ed esce in distorsione.
"Deserted Cities of the Heart" apre come un rock elettroacustico grazie alla presenza della chitarra acustica, della viola e del violoncello che si prendono brevi spazi; poi si trasforma in una grande cavalcata finale di Clapton sorretto dagli altri due.
"Crossroads" e' un medley che racchiude in se' due canzoni di Robert Johnson "Crossroads Blues" e "Traveling Riverside Blues", con uno dei piu' esaltanti assoli di Clapton.
"Spoonful" di Willie Dixon e' grandiosa. Il trio mette in campo la sua performance piu' bella in assoluto. Clapton qui svetta con quella sua chitarra pulita e distorta mai in eccesso. Una goduria seguire tutto il percorso rock del brano.
"Traintime" e' di Bruce. Qui il bassista da' prova di ottime doti di cantante, aiutandosi con l' armonica a bocca. Clapton e' assente. Baker e' moderato. Il brano e' troppo lungo per essere giocato solo da voce, armonica e (modesta) batteria.
"Toad" e' composto da Baker. Dopo l' iniziale poderoso riff di ingresso il batterista registra il suo assolo piu' prestigioso. In quegli anni si usava ...

Nell'agosto del 1968 fu pubblicato "Wheels of Fire". Felix Pappalardi non si limito' solo alla produzione, ma interferi' maggiormente nelle sessioni in sala di registrazione, apportando effetti elettronici e suonando diversi strumenti classici (clavicembalo, violino, violoncello, tromba, ecc.).
Il disco dal vivo rispetto a quello in studio e' quasi bellissimo, grazie ad eleganti assoli di Clapton e di Baker ed a jam trionfali anche se alcune meno indovinate.
Le parti live sono state suonate a San Francisco al Fillmore West.
Ma e' bello anche il disco in studio, ricco di pop e rock con leggere sferzate psichedeliche.
Nonostante il grande successo conseguito, in seno alla band cominciarono a manifestarsi diversi dissensi. Come molti grandi musicisti virtuosi, infatti, i tre erano profondamente egocentrici, al punto da assumere ripetutamente atteggiamenti da prima donna, soprattutto nei concerti. Il risultato fu l'inevitabile addio, ufficializzato in un concerto tenuto alla Royal Albert Hall, il 26 novembre 1968.
Nel 1972 e' stato pubblicato "Live II", che contiene le loro piu' importanti jam dal vivo, mentre il primo volume conteneva dei blues piu' convenzionali.

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pagina a cura di   Graziano Edi Corazza
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