If I Could only Remember my Name
David Crosby
If I Could only Remember my Name
David Crosby
1971 Atlantic
brani
Music Is Love
Cowboy Movie
Tamalpais High (at about 3)
Laughing
What Are Their Names
Traction in the Rain
Song with no Words (Tree with no Leaves)
Orleans
I'd Swear there Was Somebody here
Voto : 9--- .
I TESTI
DELL' ALBUM
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If I Could only Remember my Name - David Crosby - Atlantic 1971
artist
David Crosby - chitarra gigante acustica, voce principale e cori, chitarra acustica ed elettrica, armonica.
guests : Jerry Garcia - chitarra elettrica solista, pedal steel guitar. Graham Nash - voce.
Bill Kreutzman, Mike Shrieve - tamburello, batteria. Mickey Hart - batteria, percussioni.
Phil Lesh - basso, voce. Jorma Kaukonen - chitarra acustica e chitarra elettrica solista.
Paul Kantner, Grace Slick, Joni Mitchell, Ethan Crosby (fratello di David) - voce. Laura Allen - voce ed autoharp.
Jack Casady - basso, chitarra acustica. David Freiberg - basso, voce.
Neil Young - chitarra elettrica, basso, congas, vibrafono, voce. Gregg Rolie - piano, tastiere.
David Crosby "If I Could only Remember my Name".
Con questo "If I Could only Remember my Name" del 1971, l' era del flower power volge al termine; i sogni di ''pace, amore, & musica'' entrano per l' ultima volta in un bellissimo disco.
David Crosby, eterno hippie, proveniva, o meglio si era fatto le ossa nel gruppo dei Byrds. Poi insieme a Stephen Stills, ex Buffalo Springfield, e Graham Nash, ex Hollies, aveva fondato quella premiata ditta sintetizzata con le loro iniziali : C S & N.
L' esordio fu formidabile, con l' album omonimo del 1969. Ma i tre divennero ancora piu' grandi quando a loro si aggiunse un' altra leggenda del rock : il canadese Neil Young, anch' egli proveniente dalle file dei Buffalo Springfield. Il nome venne allargato in C S N & Y, e la California vide il loro capolavoro "Deja' Vu" presto ai vertici leggendari del Rock. Allo scioglimento del supergruppo, ecco Crosby affrontare la prova solista.... ma non era solo ... tutti gli artisti principali che avevano dipinto quegli affreschi musicali della ''love generation'', forse consapevoli che il tempo dei sogni ad occhi aperti stava finendo, si riunirono all' amico David Crosby, per consegnare ai posteri l' ultimo colpo di coda di quella corrente lisergica.
"Music Is love", ad opera di Crosby/Nash/Young, ha un pastorale inizio soffuso di chitarra acustica; leggeri battiti di mani sono il cuore ritmico pulsante che sorregge e segna il tempo di questa ballata in perfetto equilibrio tra folk e psichedelia grazie anche gli interventi di basso, vibrafono e congas di Young; il testo e' un chiaro esempio di cosa significasse essere hippie fin dentro le ossa; il cantato e' semplicemente una ripetitiva coralita' fra Crosby e Nash.
"Cowboy Movie", invece, e' tutta farina del sacco di Crosby : il cantato e' nostalgico e graffiante al tempo stesso, il ritmo e' contrassegnato da un andamento nervoso che stoppa la melodia con un certa regolarita', una peculiarita' questa che impedisce alla melodia stessa di liberarsi con la conseguenza di rendere piu' serena la struttura stessa del brano.
Con questi singhiozzanti sbalzi ritmici la canzone si mantiene sotto una luce densa di inquietudine, a stento repressa, tanto che il finale e' un crescendo adrenalinico in cui la voce di Crosby cresce in tonalita' perdendo quella limpidezza di partenza ed alternandosi alle unghiate chitarristiche profonde di Kaukonen, che donano al brano quel crescendo di elettricita', punto di forza di questa melodia.
"Tamalpais High", sempre di Crosby : un arpeggio psichedelico sottile e David che canticchia una melodia sognante senza frasi; la parte finale, invece, e' contraddistinta da un solismo chitarristico, che si mantiene volutamente sottotraccia per non distorcere i tratti somatici di questa delicata ballata. Bellissima.
"Laughing" e' un classico di Crosby, una fra le sue piu' belle composizioni di sempre. Si apre attraverso tratti sereni e lisergici, con una chitarra leggera nel suo accompagnamento, contrassegnato da piccole perle luccicanti di chitarrismo dal sapore country, piccole toccatine e fuga, che riescono a donare alla canzone stessa piu' profondita'; La Mitchell entra solo alla fine del testo.
E' ad opera di Crosby e Young, e di tutta la banda Dead, la parte strumentale di "What Are their Names", : l'acidita' raggiunge qui le vette piu' allucinate di quel suono che si presta cosi' bene ad esecuzioni fiume in concerti-trance; spicca l' inconfondibile marchio di Jerry Garcia, quello stile spezzettato teso a disegnare linee infinite verso la galassia psichica e la coralita' del cantato.
"Traction in the Rain" e' tutta di Crosby e si sente, perche' ritorna a galla quel suo fare cosi' dolcemente sognante; il pizzicato e' straordinario... il cantato e' una dimostrazione di alta classe, a tratti e' soavemente sospirato, in altri frangenti la voce si erge solo di poco, quel tanto che basta per dare carattere e forma alla struttura del pezzo; ma e' l'intensita' con cui scandisce le parole che stupisce : praticamente un recitato emotivo che non solo colpisce ma trapassa il cuore nella sua grazia vocale.
L' arpeggio di "Song with no Word", sempre di Crosby, e' delicato ed il cantato - come dice il titolo - e' senza parole, ma bellissimo per quell' azzeccata melodia westcoastiana che ha in bocca il sapore forte della malinconia; il basso di Casady pulsa ad intermittenza, senza una regolarita' ben precisa, e disegna trame musicali di fondo che ben si amalgano con le sferzate lontane di Kaukonen e del piano di Rolie.
"Orleans" e' una vecchia canzone tradizionale riarrangiata da Crosby in una versione a cappella che riesce a fondere insieme trame vagamente gospel con sulfuree note lisergiche arpeggiate in sottofondo.
L' ultima canzone del disco e' un altro strumentale, "I'd Swear there Was Somebody here", un mantra evocativo fatto di sole voci che si innalzano e si mescolano fra loro. E' il suggello di un album d' annata, che proprio in queste ultimissime melodie riecheggia i lirismi liturgici di un rito che si sta concludendo.
Graham Nash, una parte dei Grateful Dead, una dei Jefferson Airplane, un membro dei Quicksilver M. S., David Freiberg, ed una parte dei Santana ... e poi ... Neil Young e Joni Mitchell, ... e... e... e... Tutti insieme unirono le loro voci e gli strumenti per formare un unico coro-strumentale; e sempre insieme aiutarono il parto di quell' ultimo, disilluso pensiero di David Crosby su quanto poteva essere e non era stato.
"If I Could Only Remember my Name" e' il testamento musicale di un' epoca, non solo quella di David Crosby.
Dal primo all' ultimo solco di questo disco si respira un' atmosfera complice, un' atmosfera che sa di club privato, ad uso e consumo di pochi intimi; quando la festa e' finita a spegnere le luci per ultimi rimangano solo gli amici piu' fedeli, ignari che quel tramonto premonitore fotografato in copertina possa segnare la fine di un' epoca. Un sospiro corale di voci amiche ha soffiato in questo disco e quel che riecheggia e' "If I Could only Remember my Name".
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