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David Crosby If I Could only Remember my Name
1971 Atlantic Voto : 8+ .
brani
Music Is Love Cowboy Movie Tamalpais High (at about 3)
Laughing What Are Their Names Traction in the Rain
Song with no Words (Tree with no Leaves) Orleans I'd Swear there Was Somebody here
artist
David Crosby - chitarra gigante acustica, voce principale e cori, chitarre, armonica.
guests: Jerry Garcia - chitarra elettrica solista, pedal steel guitar. Graham Nash - voce.
Bill Kreutzman, Mike Shrieve - tamburello, batteria. Mickey Hart - batteria, percussioni.
Phil Lesh - basso, voce. Jorma Kaukonen - chitarra acustica e chitarra elettrica solista.
Paul Kantner, Grace Slick, Joni Mitchell, Ethan Crosby (fratello di David) - voce. Laura Allen - voce ed autoharp.
Jack Casady - basso, chitarra acustica. David Freiberg - basso, voce.
Neil Young - chitarra elettrica, basso, congas, vibrafono, voce. Gregg Rolie - piano, tastiere.
Con questo "If I Could only Remember my Name" del 1971, l'era del flower power volge al termine; i sogni di pace, amore, & musica entrano per l'ultima volta in un bellissimo disco.
David Crosby, eterno hippie, proveniva dai Byrds. Allo scioglimento del supergruppo, C S N & Y, ecco Crosby affrontare la prova solista... ma non era solo... tutti gli artisti principali che avevano dipinto quegli affreschi musicali della love generation si riunirono all'amico David Crosby, per consegnare ai posteri l'ultimo colpo di coda di quella corrente lisergica. E' un album d'annata, che riecheggia di lirismi liturgici di un rito e di un'era che si sta concludendo. "If I Could Only Remember my Name" e' il testamento musicale di un'epoca, non solo quella di David Crosby. Dal primo all'ultimo solco di questo disco si respira un'atmosfera intima; quando la festa e' finita a spegnere le luci per ultimi rimangano solo gli amici piu' fedeli, ignari che quel tramonto premonitore fotografato in copertina possa segnare la fine di un'epoca. Un sospiro corale di voci amiche ha soffiato in questo disco e quel che riecheggia e' "If I Could only Remember my Name".
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David Crosby "If I Could only Remember my Name".
"Music Is love", ad opera di Crosby/Nash/Young, ha un pastorale inizio soffuso di chitarra acustica; leggeri battiti di mani sono il cuore ritmico pulsante che sorregge e segna il tempo di questa ballata folk psichedelica grazie anche gli interventi di basso, vibrafono e congas di Young; il cantato e' semplicemente una ripetitiva coralita' fra Crosby e Nash.
"Cowboy Movie", invece, e' tutta farina del sacco di Crosby; il cantato e' nostalgico e graffiante al tempo stesso, il ritmo e' contrassegnato da un andamento nervoso che stoppa la melodia con un certa regolarita'. Con questi singhiozzanti sbalzi ritmici la canzone si mantiene sotto una luce densa di inquietudine, a stento repressa, tanto che il finale e' un crescendo adrenalinico in cui la voce di Crosby cresce in tonalita' perdendo quella limpidezza di partenza ed alternandosi alle unghiate chitarristiche profonde di Kaukonen, che donano al brano quel crescendo di elettricita', punto di forza di questa melodia.
"Tamalpais High", sempre di Crosby: un arpeggio psichedelico sottile e David che canticchia una melodia sognante senza frasi; la parte finale, invece, e' contraddistinta da un solismo chitarristico, che si mantiene volutamente sottotraccia per non distorcere i tratti somatici di questa delicata ballata. Bellissima.
"Laughing" e' un classico di Crosby, una fra le sue piu' belle composizioni di sempre. Si apre attraverso tratti sereni e lisergici, con una chitarra leggera nel suo accompagnamento, contrassegnato da piccole luci di chitarrismo dal sapore country, piccole toccatine e fuga, che riescono a donare alla canzone stessa piu' profondita'; la Mitchell entra solo alla fine del testo.
E' ad opera di Crosby e Young, e di mezza banda Dead, la parte strumentale di "What Are their Names": l'acidita' raggiunge qui umori trance; spicca Jerry Garcia, quello stile spezzettato teso a disegnare linee infinite verso la galassia psichica e la coralita' del cantato.
"Traction in the Rain" e' tutta di Crosby dolcemente sognante; il pizzicato e' straordinario... il cantato e' una dimostrazione di alta classe, a tratti e' soavemente sospirato, in altri frangenti la voce si erge solo di poco, quel tanto che basta per dare carattere e forma alla struttura del pezzo; ma e' l'intensita' con cui scandisce le parole che stupisce: praticamente un recitato emotivo che non solo colpisce ma trapassa il cuore nella sua grazia vocale.
L'arpeggio di "Song with no Word", sempre di Crosby, e' delicato ed il cantato - come dice il titolo - e' senza parole, ma bellissimo per quell'azzeccata melodia westcoastiana che ha in bocca il sapore forte della malinconia; il basso di Casady pulsa ad intermittenza, senza una regolarita' ben precisa, e disegna trame musicali di fondo che ben si amalgano con le sferzate lontane di Kaukonen e del piano di Rolie.
"Orleans" e' una vecchia canzone tradizionale riarrangiata da Crosby in una versione a cappella che riesce a fondere insieme trame vagamente gospel con sulfuree note lisergiche arpeggiate in sottofondo.
E' un altro strumentale, "I'd Swear there Was Somebody here", un mantra evocativo fatto di sole voci che si innalzano e si mescolano fra loro.
Graham Nash, una parte dei Grateful Dead, una dei Jefferson Airplane, un membro dei Quicksilver M. S., David Freiberg, ed una parte dei Santana... e poi Neil Young e Joni Mitchell! Tutti insieme unirono le loro voci e gli strumenti per formare un unico coro strumentale; e sempre insieme aiutarono il parto di quell'ultimo, disilluso pensiero di David Crosby su quanto poteva essere e non era stato.
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