The Doors The Doors - pag. 88 -

- pag. 89 - ROCK: 50 ANNI!   g.edi.c.


The Doors  The Doors
1967  Elektra     Voto : 9--- .

brani
Break on through (to the other Side)
Soul Kitchen
Crystal Ship
Twentieth Century Fox
Alabama Song (Whiskey Bar)
Light My Fire
Back Door Man
I Looked at You
End of the Night
Take it as It Comes
The End

band
Ray Manzarek - piano, tastiere, basso, effetti.  Jim Morrison - voce principale.
John Densmore - batteria, percussioni.  Robby Krieger - chitarre.

Il 1967 e' l'anno d'esordio discografico dei Doors. I Quattro si muovono su coordinate artistiche del tutto atipiche per il sound dell'epoca. Il loro obiettivo e' espandere il rock oltre i suoi confini, oltre quelle porte della percezione descritte dal poeta visionario William Blake e riprese dall'autore inglese Aldous Huxley nel suo trattato sugli effetti della mescalina "Le Porte della percezione". Da qui la scelta del nome della band da parte di Lizard King, ovvero Jim Morrison. Spalancate le porte dell'universo sonoro del quartetto, ecco uno dei debutti piu' folgoranti della Storia del Rock. Visionario, sensuale, oscuro, selvaggio, orecchiabile, semplice, cadenzato, "The Doors" (1967) e' un saggio del talento poetico di Morrison (vero nome James Douglas Morrison - morto il 3 luglio 1971), ma soprattutto della straordinaria abilita' degli altri tre musicisti. Robby Krieger e' stato l'ottimo compositore e chitarrista della band, capace di spaziare dal flamenco ad un particolare genere di chitarrismo bottleneck; Ray Manzarek, tastierista ed organista e' stato in grado di comporre ed eseguire anche melodiche linee di basso; John Densmore fu della band batterista rock in perfetta sintonia con i tempi teatrali ed i rituali ipnotici del gruppo.


The Doors "The Doors".

"Break on through": due minuti e mezzo tiratissimi; un inno generazionale in cui Morrison sale in cattedra accompagnato da un riff hard rockeggiante e da una batteria incalzante.
L'atmosfera muta in "Soul Kitchen", piu' cupa e notturna, vagamente psichedelica ed onirica; la song dei Doors vira verso un rhythm and blues sporco, in cui e' l'organo di Manzarek a padroneggiare dettandone il riff, fino all'entrata di chitarra dell'ottimo Krieger.
E' una ballata lisergica "Crystal Ship", comunque elettrica, nella quale l'inquietudine si trasfigura in sogno, con canto baritonale di Morrison che si appoggia sopra una melodia di piano e tastiere da incanto; un bellissimo crescendo finale.
Il rock dei Doors acquista toni allegri, quasi a voler simulare un intermezzo leggero, in "20th Century Fox".
L'atmosfera si fa ancora surreale nello stralunato remake di "Alabama Song" del duo Kurt Weill-Bertold Brecht; qui i Doors si calano in atmosfere da cabaret; il canto allucinato e' assecondato dalla band che forgia un sound scherzosamente marziale, strampalato e straniante.
"Light My Fire" e' un pezzo vorticoso ed orecchiabile che prende sin dal suo inizio e che si espande in un blues rock selvaggio (firmato da Krieger anche nel testo); Morrison incanta con il suo oscuro, primordiale richiamo; ma e' il sound del gruppo che impera; un'esplosione sonora deflagra dallĠorgano di Manzarek ed i riff lancinanti della chitarra di Krieger arrivano a preparare un ideale avvicinarsi tra jazz e sonate barocche, boogie e rock; la parte centrale strumentale e' di una bellezza superlativa, nonostante la ripetitivita' delle linee di basso.
Con l'organo di Manzarek evidenziato, i Doors affrontano una cover del blues man Willie Dixon "Back Door Man"; suona easy e rockeggiante allo stesso tempo, semplice e dinamica con quella chitarrina di Krieger che fraseggia senza dominare; Morrison e' il vero trascinatore della song.
Melodica "I Looked at You" con Morrison ancora sugli altari in una canzoncina troppo facile per i Doors e dal ritmo banale.
"End of the Night" riprende atmosfere di leggera psichedelia, soprattutto nella parte centrale affidata ad un solo di Krieger sul quale Morrison entra alto facendo crescere tutto il pezzo.
Incalzante "Take it as It Comes" porta i Doors nei loro territori rock con un'ottima ritmica e melodie tenute in gran parte da Manzarek.
"The End" visualizza la terrorizzante calata verso La Fine scandita dal lento ritmo di una liturgia psico lisergica dove la chitarra acida di Krieger e la voce narrante di Morrison conducono il rock in luoghi sonori mai affrontati prima; si ha l'impressione di essere dinanzi alle porte della percezione descritte da William Blake e cercate dai Doors e qui trovate; il brano scivola duramente nell'acid rock e nella psichedelia piu' eccelsa; tutti gli strumenti impiegati concorrono a creare quel suono Doors che in "The End" incide tracce straordinarie; il pezzo e' un lungo perdersi in un mare di ricami orientaleggianti, di improvvisazioni sonore, di vortici psichedelici che ipnotizzano la mente, per poi folgorarla con un crescendo ed un finale da elettroshock, in cui chitarra, organo, piatti e batteria convergono distruggendo il Tutto...

Al Sunset Sound Recorders prende vita un magma sonoro incandescente, che amalgama blues e rock psichedelico, beat generation e poesia decadente, liturgie occulte e melodie esotiche. E' "The Doors", 1967, primo album di una delle band piu' mitiche. Le liriche declamate da Morrison, sorta di sciamano dal fascino ipnotico ed inquietante, sono un pugno in faccia ai valori precostituiti. Con "The End" i Quattro incidono undici minuti e mezzo di agonia per una delle cavalcate elettriche piu' epiche della Storia del Rock: autentico manifesto psichedelico-visionario. E' di pochi mesi piu' tardi un altro grande disco: "Strange Days".


PRESENTAZIONE     BEAT     BLUES ROCK     FOLK ROCK     SOUL ROCK - FUNK     PSICHEDELIA     PROGRESSIVE     I DISCHI del ROCK
JAZZ ROCK     HARD ROCK - HEAVY METAL     REGGAE     PUNK     NEW WAVE     INDIE ROCK     ROCK IN ITALIA     CONCLUSIONI     GLOSSARIO