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Bob Dylan Highway 61 Revisited
1965 Columbia/CBS
Voto : 8 .
brani
Like a Rolling Stone
Tombstone Blues
It Takes A Lot to Laugh, It Takes A Train to Cry
From a Buick 6
Ballad of a Thin Man
Queen Jane Approximately
Highway 61 Revisited
Just Like Tom Thumb's Blues
Desolation Row
artist
Bob Dylan - piano acustico, voce principale e cori, chitarra acustica, armonica e suono "police car" nella title-track.
guests: Alan Kooper - organo, Hammond, tastiere, pianoforte. Michael Bloomfield - chitarra elettrica.
Paul Griffin - piano e organo. Bobby Gregg - batteria. Harvey Goldstein - basso.
Charley McCoy - chitarra elettrica. Frank Owens - piano. Russ Savakus - basso.
Nel 1965 Bob Dylan pubblica due bellissimi LP. Pietre miliari di una decisa svolta piu' rock delle sue canzoni. Da folk singer quasi profetico Dylan sposa la forma folk rock singer band dove Bob e' il fulcro sul quale si appoggiano grandissimi musicisti di quell'epoca straordinaria. I due albums si chiamano "Bringing it all Back Home" ed il bellissimo "Highway 61 Revisited": il suo primo album decisamente tutto elettrico. "Highway 61 Revisited" e' la svolta decisiva nel nuovo genere da lui inventato: il folk rock.
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Bob Dylan "Highway 61 Revisited".
"Like a Rolling Stone" e' un rock elettrico bellissimo, che parte come un treno su strofe lunghe e travolgenti con tastiera Hammond vibrante in primo piano e con chitarra elettrica, basso, batteria che picchiano. A tal proposito narrano le cronache che Dylan avesse ascoltato le prime prove del pezzo e non gli piaceva la tastiera di Al Kooper sul fondo del pezzo. La fece portare in primo piano... e divenne grandiosa... marchio della canzone! Il pezzo divenne immortale anche per il ritornello cosi' solare e corale e l'armonica a bocca che giunge appena dopo trascinante.
"Tombstone Blues" ha un bel ritmo con la batteria ed il basso che pestano e con una chitarra solista che interviene acidina; la voce di Bob e' recitativa ed asettica e rincorre la ritmica sulla quale anche le tastiere suonano brevi.
"It Takes A Lot to Laugh, it Takes A Train to Cry" sembra una tipica ballata folk, con la chitarra in pennata su e giu' ed il piano impegnato in una bella armonia. Stacchetto di armonica qui e la', ritmo accattivante per una canzone folk dagli accenti rockabilly.
"From a Buick 6" e' grintosa, una canzone folk rock n' roll con basso e tastiera ben evidenziati e con la voce di Dylan che dimostra qui tutta la sua purezza e profondita'.
"Ballad of a Thin Man" e' una ballata perfetta che si muove sinuosa sulla voce di Bob e sul ritmo con piano e tastiera a ricamare splendidamente.
L'organo sale nuovamente in cattedra in "Queen Jane Approximately", un'altra ballata bellissima con un ritmo leggero (bel basso) e la chitarra elettrica che si ritaglia piccoli ma preziosi spazi. La voce di Dylan sopra il tutto ha una sua bellezza sconcertante. Poi arriva anche l'armonica : che brano!
"Highway 61 Revisited", la title track, mette insieme il suono police car, una batteria impegnata in un tempo da marcetta su di un pezzo dai colori prettamente blues rock' n roll... la chitarra elettrica da' delle simpatiche sferzatine... un brano in cui Dylan inserisce una serie di suoni strani ma carini... quasi una ballata cabarettistica.
"Just Like Tom Thumb's Blues" e' un blues, ma solare, quasi honky: con un bel pianoforte che ne traccia ritmi e musicalita'. Finale lasciato all'armonica.
"Desolation Row" e' una lunghissima (11 minuti e 20 secondi), profonda, dolente, emozionante ballata acustica che si riallaccia alle radici sudiste della musica country; quasi un omaggio al mito del cantastorie vagabondo che intere generazioni oramai identificano in Woody Guthrie. Il pezzo si muove sopra due chitarre acustiche, una in accompagnamento ed una solista con un basso che ne accenna la ritmica. Dylan canta e racconta un' altra sua storia: che bella! Finale con l'armonica.
Sorprende l'ascesa di Dylan nel 1965 da menestrello folk tutto voce nasale, chitarra acustica, armonica e tamburello a vero ideatore di canzoni splendidamente arrangiate con tantissimi strumenti e musicisti in sala d'incisione. Il tutto appare incredibile in un ragazzo di soli 24 anni che ha totalmente rivoluzionato in quell'anno, il 1965, il senso della musica ed il ruolo del songwriter. "Highway 61 Revisited" giunge appena prima dell'altro suo immenso capolavoro che risponde al nome di "Blonde on Blonde" del 1966.
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