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Emerson Lake & Palmer Tarkus
1971 Island Voto : 8+ .
brani
Tarkus
Jeremy Bender
Bitches Crystal
The Only Way (Hymn)
Infinite Space (Conclusion)
A Time And A Place
Are you ready, Eddy?
band
Keith Emerson - piano, tastiere, sintetizzatore Moog, Hammond, voce.
Greg Lake - voce principale, basso, chitarre elettriche ed acustiche.
Carl Palmer - batteria, percussioni.
Agli inizi del 1971 gli ELP cominciarono a lavorare al nuovo album. Durante il tour europeo, Emerson aveva sviluppato buona parte del tema di "Tarkus" e piu' tardi affermera' di essersi ispirato ad Alberto Ginastera, un compositore argentino molto amato e studiato dal tastierista inglese.
"Tarkus" e' l'album degli ELP che giunge pochi mesi dopo l'uscita del loro primo lavoro discografico "ELP". Durante le pre registrazioni di "Tarkus", gennaio 1971, gli ELP stavano gia' per sciogliersi. Emerson aveva composto parecchio materiale della celebre suite. A Lake non piacque, la trovava troppo complessa, e gli disse :"Suonatela da solo...!". Si misero in mezzo i managers che aggiustarono il tutto. Dissero a Lake:"Abbiamo ormai prenotato la sala per la registrazione ed anche se non suonate dobbiamo pagarla!". Il secondo album, "Tarkus", viene cosi' completato nel febbraio 1971, dopo soli sei giorni di registrazioni; uscira' nel giugno 1971 e presenta una lunga suite sul lato A del LP ed una serie di brani non molto omogenei sul lato B.
Cosi' si registro' "Tarkus". Ma era evidente che Emerson prediligeva i brani complicati; Lake quelli melodici. Emerson amava comporre. Lake era attratto anche dalla produzione e dal business che gli ELP avevano messo in moto. Il batterista Carl Palmer nell'uso delle percussioni, dei tamburi, dei piatti, delle campane, nei brani ELP dimostro' era gia' unico, nuovo e straordinario.
La suite che da' il nome al disco, Tarkus, e' il nome di una creatura primordiale, un pantagruelico essere dalle apocalittiche sembianze, per meta' armadillo e per meta' bulldozer, il cui unico scopo e' la distruzione ed il combattimento.
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Emerson Lake & Palmer "Tarkus".
"Tarkus" e' la title track di 20'40'' composta da 7 parti: Eruption, Stones of Tears, Iconoclast, Mass, Manticore, Battlefield, Aquatarkus. La suite apre con un ritmo di 10/8 di Palmer e che qua' e la' nel corso del lungo brano riemerge. Emerson elabora una melodia ritmica simile al lavoro di Palmer. Il connubio con le tastiere e' accattivante e perfetto. Quindi il brano si ingentilisce per lasciare spazio al melodico cantato bellissimo di Lake. Poi si torna nella progressivita' piu' creativa degli ELP. Tutto e' un susseguirsi di ritmi accelerati e spezzati, di inserimenti chitarristici, di sovrapporsi di tastiere. Una perfezione stilistica che nelle sette parti compositive dal brano e' un capolavoro virtuosistico. Notevole il lavoro di Palmer (che anni dopo dichiarera' :"Chissa' perche' non mi hanno messo come co- autore...". Grandissimo Emerson che incide moltissime varieta' tastieristiche. Stupende le entrate vocali di Lake con un basso poderoso che rincorre Emerson. Finale in crescere tra marcette, rullate, ed effetti di synt e Moog interessanti. Il brano e' diventato nel tempo il marchio di fabbrica degli ELP.
"Jeremy Bender" e' un bel pezzo con ottimi spunti ritmici, caratterizzato da un arrangiamento honky tonk al piano.
"Bitches Crystal" e' molto rock con forti tastiere dirompenti.
"Toccata in F en Prelude VI" del compositore barocco J.S. Bach in "The Only Way (Hymn)": buon spunto classicheggiante.
"Infinite Space (Conclusion)" e' troppo ripetitiva nel riff pianistico e troppo allungata.
"A Time And A Place" vede un Lake in una delle sue perfomance vocali migliori. Il pezzo e' buono, ma non esplosivo.
"Are you ready, Eddy?" e' un ottimo rock'n roll velocizzato e grintoso; dedicato al loro ingegnere del suono Eddy Offord.
"Tarkus", la suite e' un capolavoro. Gli altri brani sono buoni, alcuni ottimi, ma non eccezionali. In effetti l'album capolavoro degli ELP non esiste in assoluto. Forse: sarebbe stato questo: la prima facciata di "Elp", piu' la suite "Tarkus" scritta solo poche settimane dopo "ELP". Risulta evidente che la freschezza del primo LP e del secondo LP non hanno avuto eguali nella loro splendida carriera. Gli ELP erano eclettici, esibizionisti. Gli ELP erano bravissimi ed ogni anno vincevano regolarmente la classifica come migliori strumentisti.
Emerson voleva fare dopo i Nice il miglior Trio in circolazione ed il migliore spettacolo in circolazione. Nessun dubbio che nei primi anni '70 gli ELP sono stati l'uno e l'altro!
Pochi mesi dopo l'uscita di "Tarkus" gli ELP daranno alle stampe "Pictures at an Exhibition", un ottimo connubio di rock e musica classica. Venne stampato perche' circolavano ormai parecchi bootleg circa le loro esibizioni live che contenevano gia' dagli esordi "The Great Gates of Kiev" (Mussorgsky/Lake - arrangiamento di Emerson -)...
Anche "Brain Salad Surgery" del 1973, primo loro LP con la neonata etichetta Manticore di loro proprieta', e' ottimo, con parti complicate e molto arrangiate, ma risulta pesantino e freddino nella lunghissima suite di 30 minuti. "Brain Salad Surgery" presentava una interessante copertina del LP. Si apriva a finestra e conteneva un poster con i volti dei tre musicisti da un lato ed i testi delle canzoni dall'altro. L'immagine del viso di donna/teschio/robot d'acciaio e' opera del famoso e talentuoso H. R. Giger, lo stesso artista disegnatore che creo' la struttura di "Alien" diretto da Ridley Scott.
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