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Faust Faust
1971 Polydor Voto : 7 .
brani
Why Don't You Eat Carrots?
Meadow Meal
Miss Fortune
band
Rudolf Sossna - chitarre, tastiere, piano, effetti.
Arnulf Meifert - batteria, percussioni, effetti.
Jean-Herve' Peron - basso e voce.
Hans-Joachim Irmler - organo, tastiere, effetti.
Gunther Wusthoff - sintetizzatore, sassofono, fiati, effetti.
I Faust sono stati assieme a Can, Neu!, Kraftwerk, ed Amon Duul II, i pilastri fondamentali di un genere musicale passato alla Storia del Rock con il termine, un tantino ironico di "Kraut Rock" o "Kraut-Prog", ovvero "crauti rock". Quel genere assoggettato al filone del rock progressivo, in questo caso tedesco, andava, in verita' parecchio al di la' del progressive, inglobando nelle lunghe suite: sperimentazione, avanguardia, elettronica, dada, rumorismo, collage, caos, psichedelia, free jazz, e... Karlheinz Stockausen.
I Faust sono stati proprio tutto questo nel loro primo disco d'esordio, il loro capolavoro dal titolo "Faust".
Una copertina originalissima: radiografia di una mano, ed il nome. All'interno: un vinile trasparente. (Oggi il LP e' molto ricercato dai collezionisti).
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Faust "Faust".
"Why Don't You Eat Carrots?" apre con il synth distorto (possiamo pensare ad un vinile elettronico che struscia come una puntina (?)). Voci e suoni altrettanto strani e dissoluti citano brevemente "I Can't Get No Satisfaction" dei Rolling Stones ed "All You Need Is Love" dei Beatles... Entrano in scena alcuni accordi di pianoforte subito collagiati ad una marcia circense... quindi un breve intermezzo di sperimentazione stockausiana rilascia la marcia da circo che viene appoggiata da fiati free jazzati..., sibili astrali, voci corali recitanti, una chitarra elettrica zappiana, fiati bandistici ed una nuova marcetta... quindi i synt spaziano... e si gioca con i collage di voci che parlano, fiati, spore elettroniche... un pianoforte... marcetta...
In "Meadow Meal" strani rumori percussivi anche di piano e stridori si presentano... quindi una deflagrazione controllata... (vedi Pink Floyd "Ummagumma" (1969) sezione di Wright); "Meadow Meal" poi rilascia un arpeggio e coralmente Jean-Herve' Peron e soci intervengono in voce. I fiati di una nave fanno capolino... li segue una chitarra elettrica che va in un ottimo solo e che sembra suonata da Frank Zappa in persona! (da "Hot Rats"). Tornano le voci e la nave... Un temporale pone termine alle stravaganze... ed un organo lo segue scandendo una dolce nenia.
"Miss Fortune" e' la lunga suite che ha vita dal battito ossessivo della batteria sulla quale interagiscono sferzate di lancinanti distorsioni... Dalla dissoluzione: un breve silenzio... con spore elettroniche ed accordi di piano coperti dai rintocchi di piatti. Una cantilena dada ha poi inizio stramba, accompagnata nuovamente dal piano e da sussulti di synt, che poi vengono divaricati da una tumultuosa apoteosi percussiva... A porne fine tornano la voce straziata, gli accenni cabarettistici del piano, il stridente synth ed una recitazione meccanicamente orribile che ripete "explosionÉ und jetztÉjetzt". E piu' avanti declama a due voci prima:"Are we supposed to be or not to be?" ed alla fine :"and at the end realise that nobody knows if it really happened..."
Arrivando nel 1971, al loro disco d'esordio, i Faust avevano sicuramente ascoltato non solo i connazionali Can ed Amon Duul II, ma soprattutto il rock psichedelico americano ed inglese, ed il rock progressivo. Nel loro "Faust", originale e sincero del 1971, ci sono diverse intuizioni sonore gia' percorse dai Red Crayola, dai Velvet Underground, da Frank Zappa, dai Pink Floyd ed anche dai Beatles di "Revolution 9" (White Album - 1968 -).
Il grande lavoro musicale dei Faust e' stato quello di riuscire a combinare tantissimi suoni e farne tanti collage, strani e rumoristici, ma gradevoli, quasi hippy. La musica d'avanguardia alla Stockausen e' anch'essa mediata tra i solchi dei brani senza ingorgare la totalita' del suono Faust. La miscellanea prodotta e' quella anche di evidenziare una volonta' di Musica ingenua ed intellettuale al tempo stesso, mai cervellotica. E' per questo che si potrebbero accorpare le magiche suite dei Faust e del loro "kraut rock" anche con il Sound Canterburyano!
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