Foxtrot
Genesis
Foxtrot
Genesis
1972 Charisma

brani
Watcher of the Skies
Time Table
Get'em Out by Friday
Can-Utility & The Coastliners
Horizons
Supper's Ready

Voto : 9- .


I TESTI
DELL' ALBUM

Foxtrot - Genesis - Charisma 1972

band
Steve Hackett - chitarre acustiche ed elettriche.  Peter Gabriel - voce principale, flauto, oboe, tamburello.  Mike Rutherford - basso, chitarra 12 corde, cori.
Phil Collins - batteria, percussioni, voce.   Tony Banks - tastiere, mellotron, sint, piano, Moog, piano elettrico, cori.

Genesis "Foxtrot".

Dopo il successo di critica ed (in parte) anche di pubblico di "Nursery Cryme" del 1971, i Genesis tentano il colpaccio con un nuovo album, uscito nel 1972 : "Foxtrot". Anche se in apparenza quest' album sembra sia stato creato per costruire un seguito commerciale dopo il buon successo di "Nursery Cryme", in realta' le cose sono diverse... Molti critici hanno definito questo LP la conseguenza di "Nursery Cryme", e lo e' ... nel senso di continuita' ed approfondimento del rock progressivo. Siamo un passo in avanti rispetto a "Nursery Crime" ed un gradino dietro a "Selling England..." del 1973. "Supper's Ready" e' la massima espressione della creativita' dei Genesis, con una suite che rientra tra le leggendarie di quell' epoca.

"Watcher of the Skies" inizia con il mellotron di Banks per poi sfociare in una rockeggiante canzone dove la chitarra elettrica di Hackett si fa sentire a tratti. E' un brano dominato da un giro di basso corposo e dal sovrapporsi di tastiere. Bellissimo brano in crescere.
"Time Table", e' una semplice canzone per piano, tastiere e voce; dolce e bella, con Gabriel e Banks in cattedra.
Ironia con "Get'em Out By Friday". Il brano musicalmente presenta fasi "alte", "basse", e "grintose" con suoni a tratti barocchi e tastiere progressive, con un Collins misurato e la voce di Gabriel che affronta pezzi narrati molto originali aiutandosi con il flauto. Hackett e' presente negli arpeggi di accompagnamento e brevissime note.
"Can-Utility & The Coastliners", e' l' esempio piu' lampante dei cambi di ritmo genesiani, che qui irrompono tra melodie rockeggianti e sorprendenti maestosita' (sempre grazie ad un Banks sorretto dalle chitarre di Hackett e di Rutherford). All' inizio leggero prendono corpo acusticita' di una bellezza folgorante sovrastate dalle tastiere. Gabriel e' eccezionale. Il finale e' da applausi.
"Horizons" e' un un brano strumentale che cammina lento sulle corde di Hackett, regalandoci una canzoncina dolcissima.
"Supper's Ready" e' una camaleontica suite di 23 minuti dai ritmi mutevoli e, spesso, magnifici. Presenta sette parti, ma i temi melodici sono molti di piu'. La sognante "Lover's Leap" sfocia nella grintosa "The Guaranteed Eternal Sanctuary". "Ikhnaton and Itasacon and their Band of Merry Men" e' quasi un hard rock che si tranquillizza solo nel finale. "How Dare I Be so Beautiful ?" e' riposante. "Willow Farm", presenta ironicita' al massimo livello con molta genialita'. Parte tenera "Apocalypse in 9\8" ma presto diviene rock progressivo con crescendi straordinari nei quali tutta la strumentazione dei Genesis giganteggia proiettandosi nella parte finale da brividi "As Sure As Eggs Is Eggs (Aching Men's Feet)", con la liberazione di Gerusalemme e ... (finalmente) il solo liberatorio di Hackett.

"Foxtrot" rivela una ricerca piu' accurata della semplicita' rispetto al barocco ed alla magniloquenza di alcuni brani degli altri albums dell'epoca Gabriel con i Genesis. L' unica critica che si puo' fare al disco sono i cambi di tempo repentini, che a volte non legano completamente con la parte successiva del brano. E' un disco molto bello che ha nella lunga suite il suo capolavoro. Un disco che vede i Genesis in un crescendo ancora in piena espansione nel loro percorso "progressive" iniziato con "Trespass" del 1970. Sono parecchi che sostengono che "Foxtrot", del 1972, sia il capolavoro dei Genesis, come sono parecchi che ritengono "Selling England by the Pound" il vertice creativo dei Genesis.
E' piu' probabile che quest' ultimo risulti un tantino piu' capolavoro del precedente in quanto presenta una successione di brani piu' maestosa e di altissimo livello.

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  I CAPOLAVORI DEL ROCK  
pagina a cura di   Graziano Edi Corazza
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