You
Gong
You
Gong
1974 Virgin
brani
Thoughts for Naught
A P.H.P.'s Advice
Magick Mother Invocation
Master Builder
A Sprinkling of Clouds
Perfet Mistery
The Isle of Everywhere
You Never Blow Yr Trip Forever
Voto : 9--- .
I TESTI
DELL' ALBUM
|
You - Gong - Virgin 1974
band
Daevid Allen - chitarre elettriche, voce, effetti. Tim Blake - tastiere, sint VCS3, mellotron, oscillatori elettronici. Gillie Smith - voce.
Steve Hillage - chitarre elettriche. Mike Howlett - basso. Pierre Moerlen - batteria, percussioni.
Didier Malherbe - flauto, sax, fiati.
Gong "You".
I Gong avevano gia' alle spalle quattro dischi quando sfornano questo capolavoro : "You" (1974). I due dischi precedenti "Flying Teapot", "Angels Egg", avevano reso la 'magica teiera' ed i suoi 'abitanti' una curiosita' abbastanza grande in Europa. I suoni-Gong 'viaggiavano' ormai negli impianti stereo di tanti cittadini del mondo soprattutto quando la saga di Radio Gnome, del Pianeta Gong e dei suoi simpatici abitanti va a terminare proprio in questo disco del 1974 : "You". Un LP che offre una moltitudine di suoni in bilico tra la musica elettronica e lo space-rock con influenze jazz e psichedeliche non minori. Hillage alla chitarra elettrica va in soli di rara bellezza. Non gli e' da meno Blake che sforna effetti stratosferici dalle sue tastiere : alchimie cosmiche. Allen ironico, grottesco, cacofonico, come sempre. I testi contengono molto slang e numerose parole sono inventate o scritte secondo fonetica.
"Thoughts for Naught" apre soave con un flauto sognante.
"A P.H.P.'s Advice" (A Pot Head Pixie Advice) : Allen la canta scanzonata. Intervengono xilofono e percussioni su un tappeto che disegna la trama ritmica fino al gong...
"Magick Mother Invocation" fa partire pollini di sint leggeri con la voce di Gillie Smith eterea ed erotica tra canti tribali, quasi sacrificali, con un bel basso potente ed il sax che sorvola le alchimie elettroniche di Tim Blake. Anche cinguettii entrano in questa fiaba psichedelica-futurista ed Allen entra in un tessuto rock elettronico molto bello.
"Master Builder" offre oscillazioni che fluttuano a grappoli alla Tangerine Dream con mellotron e celestialita' che lievitano ... con Hillage che stabilisce un contatto con l' estasi spaziale ... il ritmo intanto cresce ... il basso scolpisce poche note nell' alchimia cosmica di Tim ... il tempo ritmico cresce sui tappeti elettronici-spaziali con un Moog che va in solo fino alla deflagrazione in un orgia di suoni nei quale anche la chitarra elettrica fa capolino ed appena scompare ecco il sax ed il flauto ... mentre basso e batteria non sono ancora domati... e (finalmente) il flauto mette quiete tra pollini elettronici.
"A Sprinkling of Clouds" e' scosso da percussioni ed Allen la rende scanzonata. Un pezzo rockeggiante a tratti jazzato ma fortemente hippye.
"Perfet Mistery" viene scolpita da un bel basso con la voce orgasmica di Gillie che affronta poche sillabe. La batteria sale in cattedra con ritmo che giro dopo giro cresce ... con le note del basso a seguire : fluttuanti ... I synt dapprima sul fondo ora stanno per uscire ...
"The Isle of Everywhere" : sembra una attesa senza fine ... che da li' a poco fuoriesca qualcosa ... il sax entra ''terreno'' mentre tutte le soluzioni elettroniche intorno fanno lievitare oscillando, fluttuando ... anche Hillage e' in trance sollevando note lunghe estatiche... la batteria ora pesta sui tamburi e sui piatti con il mellotron che sale ... venti elettronici fanno capolino ... fino al top del ''tutto'' ! ... Il brano si incupisce con l' entrata di gridolini e gorgheggi; il tempo e' piu' secco ed il basso porta pace, evanescenza, con un Allen che sorvola i fiati. Il brano diventa piu' grintoso ed Allen mette in fila una cantilena-scioglilingua con Hillage che distorce la sua chitarra e poi alza le note.
"You Never Blow Yr Trip Forever" e' un brano altanelante, simil valzerello, abbastanza hippye con Gillie che canticchia ai lati della voce di Allen. Un canto tribale con flauto chiudono il disco.
Gnomi e folletti sbarcano sulla terra da una teiera volante... ad attenderli trovano il grande guru Banana Ananda, a capo della C. O. I. T. (Compagnia dell' Opera Invisibile del Tibet). Allen e soci la mettono in musica coniando per se' stessi buffi nomi ...
á Daevid Allen - Bert Camembert (chitarra, voce - local vocals, lewd)
á Gilli Smyth - Shakty Yoni (voce - space wisper, orgone box)
á Steve Hillage - The Submarine Captain o Stevie HillsideÊ (chitarra solista - spermguitar, slow whale, sideral slideguitar, dog foot)
á Tim Blake - High Tea Moonweed o Francis Bacon (organo e tastiere - VCS3 box, Cynthia size A, crystal machine)
á Didier Malherbe - Bloomdido Bad de Grasse (sax, flauto - split sax, soprasax, so floot)
á Mike Howlett - Mista T Being (basso - aqualung bass)
á Pierre Moerlen - Dierre de Strasbourg o Lawrence the Alien (batteria, percussioni - drumbox kicks & knoks).
Il disco, molto bello, e' una catena di brani attaccati stile progressive; e non rappresenta solo la fine della saga di Radio Gnome, ma porta in se' un primo sfaldamento : Allen e la Smith salpano per le Baleari (poi torneranno anche in Australia)... Hillage ha propositi da solista ... Torneranno piu' avanti quasi tutti ... ma la saga dei tre dischi "Flying Teapot", "Angels Egg", "You" sara' ormai un' altra cosa ...
|