Extrapolation
John McLaughlin
Extrapolation
John McLaughlin
1969 Polydor

brani
Extrapolation
It's Funny
Arjen's Bag
Pete The Poet
This Is for Us To Share
Spectrum
Binky's Beam
Really You Know
Two for Two
Peace Piece

Voto : 7+ .


ALBUM
MUSICALE

Extrapolation - John McLaughlin - Polydor 1969

artist
John McLaughlin - chitarre.
Guests : John Surman - sax baritono e soprano.  Brian Odges - basso e contrabbasso.  Tony Oxley - batteria e percussioni.

John McLaughlin "Extrapolation".

Buon disco solista per John McLaughlin questo "Extrapolation" del 1969. La sua chitarra elettrica non e' mai distorta ed e' priva di effetti, pulita. Un suono cosi' distinto, quello della sua guitar, da contraddistinguere il Jazz Elettrico in maniera inconfondibile, predisponendo la sonorita' elettricadi questo genere musicale per schiere di chitarristi che seguiranno John McLaughlin (quasi) sulla medesima strada : la fusion di Pat Metheny, innanzitutto.
John McLaughlin ed i suoi comprimari si divertono a percorrere il Jazz in lungo ed in largo senza opprimerlo di chiaroscuri ingombranti, di effetti. In "Extrapolation" ci sono quattro strumentisti dotati di grande tecnica e liberi di esprimersi. John McLaughlin lascia ai suoi due amici ritmici di qualitalizzare i brani. John McLaughlin aveva appena lavorato con Miles Davis nelle prime avvisaglie di Jazz Rock di "In a Silent Way" (1969); e lavorera' anche nel successivo ed epocale "Bitches Brew" del 1970. Aveva notato, nel 1969, che il tessuto ritmico di "In a Silent Way", voluto dal celebre trombettista ed innovatore Miles Davis, era alquanto legato, semplice. In "Extrapolation", suo primo disco solista, la predominanza di Jazz Classico Ritmico e' laborioso, movimentato e di qualita'. La sola chitarra elettrica di John McLaughlin non e' devastante, tutt' altro. Il Jazz Elettrico di questa formazione e' molto bello, piu' acustico che elettrico, comunque Jazz Rock.

"Extrapolation" parte con la tipica rullata jazz. John McLaughlin interviene con colpi veloci di chitarra elettrica, molto pulita; brevi interventi orecchiabili del sax di John Surman fanno capolino. La batteria di Tony Oxley lavora profondamente ed e' stimolante. Quindi il sax motiva strutturalmente il pezzo e John McLaughlin affonda colpetti in pennata simil piano elettrico. Finale delicato.
"It's Funny" apre con un sax vellutato; giungono scatti agili di John McLaughlin, come pure di Tony Oxley. La song cresce nella ritmica grazie al contrabbasso di Brian Odges. John McLaughlin regala anche un bel solo (ne sentiremo parecchi di simili quando andra' a formare la Mahavishnu Orchestra). Finale morbido.
"Arjen's Bag" presenta ancora un sax delicato sopra un giro morbido e deciso degli accordi della guitar. Brian e Tony si muovono con eleganza e professionalita'. Il sax entra piu' grezzo e free.
"Pete The Poet" viene velocizzato da tutti e quattro, con profusione interessante di piatti. C' e' un bel solo di contrabbasso e sonorita' d' attesa. Grande la batteria sopra la quale il sax agita suoni free jazz con le pennate della guitar che lo seguono. Solo anche di batteria, bello. Riprendono guitar e sax.
"This Is for Us To Share" e' aperto dalla chitarra acustica di John McLaughlin. Un sax notturno disegna superbe note sopra la chitarra : ora elettrica. Entrano a turno contrabbasso, piatti e rullate; il sax percorre grezze note assonnate e porta a termine la song ancora piu' acerbo.
"Spectrum" e' un jazz rock dai fraseggi sghembi con il contrabbasso che percorre scale e scale muovendo jazz di qualita'. E' John McLaughlin che lo segue con un solo precipitoso nelle note e negli accordi.
"Binky's Beam" e' il brano piu' lungo dell' album : sette minuti. Apre (quasi) pizzicando poche note di ciascun accordo (una caratteristica di John McLaughlin che riproporra' con stile nella Mahavishnu Orchestra). Le note vengono riprese dal sax e dal contrabbasso, mentre la batteria e' in perfetto stile jazz sottostante. La guitar si ritaglia un altro solo pulito e cristallino; la segue il sax che vola alto e free.
"Really You Know" offre delicate note di chitarra in punta di dita con un sax magico ed una andatura jazz ricca di rullate e scroscio di piatti.
In "Two for Two" schitarrate guitar con le corde libere di vibrare vanno avanti per i primi due minuti del brano. Intervengono in una jam jazz gli altri strumenti talmente free : da percorrere ognuno temi propri.
"Peace Piece" : chitarra acustica suonata ottimamamente in chiave folk/rinascimentale/jazz.

Nelle note di copertina del LP : lo stesso John McLaughlin vuole motivare cosi' i brani :
"Extrapolation" : passato e presente focalizzati nel futuro.
"It's Funny" : scritta con l' ascolto delle liriche di Dussy Downer, riflette i suoi opposti gioa/tristezza.
"Arjen's Bag" : e' dedicata ad uno dei maggiori musicisti olandesi.
"Pete The Poet" : scritta per il poeta londinese Pete Brown.
"This Is for Us To Share" : dedicata al grande vero amore di John McLaughlin.
"Spectrum" : nella lode della luce.
"Binky's Beam" : dedicata a Binky McKenzie, uno dei migliori bassisti, ingiustamente imprigionato con suo fratello Bunny.
"Really You Know" : parla a se stessa.
"Two for Two" : escursione nella liberta'.
"Peace Piece" : dedicata alla Pace.


John McLaughlin ha iniziato a suonare la chitarra all' eta' di 11 anni : blues e swing, principalmente. Ben presto grazie alla sua abilita' tecnica entra nel circuito blues elettrico inglese : con Alexis Korner, Graham Bond, Ginger Baker. Nel 1969 si trasferisce a New York per suonare con "The Tony Williams's Lifetime"; quindi entra nel giro degli artisti di Miles Davis ed unisce la sua chitarra ai suoni innovativi Jazz Rock del trombettista : sia nel disco "In a Silent Way" (1969), sia nel doppio LP "Bitches Brew" (1970). Tra l' uno e l' altro incide per la Polydor : "Extrapolation". Nel 1971 prende vita : la Mahavishnu Orchestra.
Diversi negli anni successivi i suoi cambi di rotta e di artisti con i quali collabora : da Santana ad Al Di Meola e Paco De Lucia.
Impeccabile, in tutte le registrazioni alle quali ha partecipato, il suo tocco : distinguibilissimo, che ha fatto di lui uno dei migliori chitarristi in circolazione.

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pagina a cura di   Graziano Edi Corazza
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