Unknown Pleasures
Joy Division
Unknown Pleasures
Joy Division
1979 Factory

brani
Disorder
Day of the Lords
Candidate
Insight
New Dawn Fades
She's Lost Control
Shadowplay
Wilderness
Interzone
I Remember Nothing

Voto : 7.



Unknown Pleasures - Joy Division - Factory 1979

band
Ian Curtis - voce principale, effetti.  Steve Morris - batteria e percussioni.
Bernard "Albrecht" Dicken - chitarre, tastiere, synt, effetti.  Peter Hook - basso.

Joy Division "Unknown Pleasures".

Il nome "Joy Division" deriva da una storia molto brutta. Cosi' erano definite le ragazze dei campi di concentramento nazisti obbligate a soddisfare sessualmente gli ufficiali tedeschi.
I Joy Division, inizialmente si chiamavano Stiff Kittens, e poco prima del contratto con la Factory, "Warsaw", nome preso a prestito da una canzone di David Bowie : "Warszawa". Erano una band di punk rock di Manchester con un suono grezzo e nervoso, come molte altre in Inghilterra.
La svolta avviene quando ai testi intimisti di Ian Curtis, fan di Iggy Pop e di Lou Reed, la band genera un nuovo suono... rarefatto ed evocativo... decadente... con linee musicali a volte pesanti; altre : rallentate e lugubri.
Post-Punk, Dark-Punk, Dark-New Wave ... Dark ... Mah, per questo disco d' esordio dei Joy Division, del 1979, "Unknown Pleasures", registrato nell' aprile del 1979 agli Strawberry Studios di Stockport, sono state coniate nuove parole per poter catalogare il nuovo genere musicale.
La copertina scura, ideata dal grafico del gruppo Peter Faville, e' enigmatica. Solo un piccolo diagramma rettangolare, disegnato con sottili ed increspate linee bianche, si staglia sullo sfondo nero.

"Disorder" apre con una atmosfera cupa di basso, ma si tratta tutt' altro che un pezzo decadente. Il brano e' sorretto dalla voce agile di Ian Curtis. Una batteria statica e compressa viene raggiunta da un basso che si agita veloce. Il sound affascina per la dinamica nevrotica e per le poche note della chitarra elettrica che paiono orecchiabili e felici. Il pezzo e' addobbato di effetti di studio.
"Day of the Lords" e' un brano lento, ma grave. Ottimo. La chitarra offre note grezze e distorte. Il basso e' ruvido, cupo. Basso e chitarra sono registrati quasi davanti alla voce di Ian. Le tastiere garantiscono l' apporto del suono dark.
"Candidate" appare come una danza triste tessuta da basso e batteria mnocordi, con le chitarre che sferzano colpi sinistri. Anche dal fondo della song giungono suoni macabri.
L' aria rarefatta di "Insight" e' mossa da un giro di basso particolare e colpi d' abbaiare. Il canto stanco di Curtis viene raggiunto da un turbine di colpi da videogames. Un brano sul quale gli effetti in studio du registrazione danno spettacolarita'.
"New Dawn Fades" viene aperto dai battiti della batteria sopra i quali si amalgamano anche in crescendo note intense di basso e taglienti di chitarra. Siamo in un accumulo disperato. Curtis alza il tono del suo canto : non potente, ma toccante. La metrica dark si impone nella sua song piu' rappresentativa.
"She's Lost Control" e' sorretta dal dinamico riff di basso e da una batteria compressa. La voce di Curtis, anch' essa effettata di echi, crea ipnoticita' al brano. La chitarra smuove una semplice sequenza di accordi.
"Shadowplay" : un basso che vibra all' inizio di song viene poi rapito dalla chitarra elettrica che si ritaglia piu' avanti anche un solo.
"Wilderness" e' piu' movimentato : con la chitarra che ora gratta, ora si muove dinamica su poche note.
"Interzone" e' una veloce song a meta' strada tra punk rock e rock' n' roll. Abbastanza simile a cose dei Clash.
"I Remember Nothing" presenta un incedere funereo di basso e batteria. La song e' cupa, crepuscolare, ed e' un altro manifesto della musica dei Joy Division. Piu' un pezzo di suoni di studio che di strumenti. Effetti entrano agitati tra la nervosa voce di Curtis dilatando la song. Un pezzo che diventa quasi insopportabile fino alla rottura di oggetti che pone fine al brano.

Mentre il punk urlava la sua rabbia, e si consumava in soli tre anni (1976/1979), nel Dark Sound dei Joy Division : tutto e' contenuto, tutto diventa introspettivo, introverso, malato. Il cantare di Ian Curtis e' quasi monocorde e fa affiorare tutto il suo mondo oscuro, mentre il basso diventa il padrone assoluto del nuovo suono dark : intenso e pulsante.
Anche la batteria assume il carattere timbrico di un cerimoniale statico, mentre la chitarra si abbandona a riff brevi e note taglienti ed agitate.
Il nuovo suono "dark" dei Joy Division e' scarno, asciutto e ripetitivo ed ingloba il canto lugubre di Ian Curtis con il neo sound della band. Descrive la depressione, la cupezza, l' instabilita' del vivere quotidiano, la disperazione.
Si tratta di musica e modo di cantare che ottengono in chi ascolta una repulsione od una attrazione... In effetti : molto dipende dalla propensione che si ha nell' ascoltare la depressione in musica!
Una depressione vera ed autentica che ha portato Ian Curtis ad impiccarsi il 18 maggio del 1980 nella sua casa di Macclesfield.
Curtis aveva ultimato, da poco con i suoi compagni, il nuovo disco dei Joy Division dal titolo "Closer" (1980) : un altro pilastro del dark-wave. Sull' onda Dark sono gia' attivi anche i Cure ("Three Imaginary Boys" 1979), quindi nel 1980 : Siouxsie & The Banshees ("Kaleidoscope"); e nel primo album degli U2 "Boy" (1980) alcune sonorita' sono marcatamente alla Joy Division.
Steve Morris, Bernard "Albrecht" Dicken e Peter Hook daranno vita, poi, ai New Order.

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