In the Court of the Crimson King
King Crimson
In the Court of the Crimson King
King Crimson
1969 Island Record ltd

brani
21st Century Schizoid Man
I Talk to the Wind
Epitaph
Moonchild
The Court of the Crimson King

Voto : 10-- .


I TESTI
DELL' ALBUM

In the Court of the Crimson King - King Crimson - Island 1969

band
Robert Fripp - chitarre elettriche ed acustiche.  Ian McDonald - tastiere, mellotron, flauto, sax, tromba, voce.
Peter Sinfield - testi, sintetizzatore VCS3.  Greg Lake - basso, chitarra acustica, voce principale.
Michael Giles - batteria, percussioni, voce.

King Crimson "In the Court of the Crimson King".

Il nome King Crimson ("Re Cremisi") venne coniato da Peter Sinfield come sinonimo di Beelzebub, principe dei demoni; secondo Fripp, Beelzebub sarebbe una forma anglicizzata dell'espressione araba B'il Sabab, che significa "l'uomo con uno scopo"; od anche si pensa provenga dall'ebraico Ba'al-z'bub, che significa "il signore delle mosche".
Robert Fripp dopo esperienze musicali trascurabili, un trasferimento a Londra nel 1967 ed un disco carino con i fratelli Giles ("Giles, Giles and Fripp, The cheerful insanity of..".), nel 1969 forma i King Crimson con i fratelli Michael e Peter Giles ed il fiatista Ian Mc Donald. Con la sostituzione successiva di Peter Giles con Greg Lake, poi negli E.L.P., il line up per il disco di esordio e' completo.
Il 10 ottobre del 1969 esce "In The Court Of The Crimson King", disco stupendo ed epocale.
Tutti i brani nascono da idee iniziali brillantissime che sono enormemente sovraccaricate di impatto strumentale come di tensione drammatica. "In The Court Of The Crimson King" e' l'inizio del tentativo rivoluzionario di fare del Rock una forma d'Arte.
Molti lo definiscono il capolavoro del rock progressivo. Questo nei minimi termini il primo lavoro discografico dei King Crimson.
Datato 1969, Robert Fripp, leader del gruppo, non fu soddisfatto totalmente delle registrazioni. Non si sa cosa avesse in mente, ma meglio cosi'. Fripp non l' ha piu' rifatto e quindi quello che fu pubblicato nel 1969 rimane cosi' ... grandioso ... e senza ripensamenti.
E' un LP bellissimo nelle diversita' musicali che lo compongono. Fasi nervose si dissolvono nella quiete piu' rilassante. Liricita' straordinarie si innalzano nei cori.
L' album e' colmo di atmosfere surreali che spesso conducono in esaltazione uditiva che l' uso del mellotron e dei sint producono. Non mancano poesia e psichedelia e sogni distensivi. Il tutto grandemente assortito alla corte del Re Cremisi.
Nonostante i King Crimson abbiano avuto poco successo dal punto di vista della presenza sulle radio od in televisione, hanno una vastissima discografia, suonano spesso dal vivo e vantano un seguito di appassionati molto vasto. Inoltre, fin dagli esordi l'influenza della loro musica e' stata incalcolabile.

"21st Century Schizoid Man" e' un rock duro, tirato, distorto, intrecciato con il free-jazz ai fiati di McDonald e con continui cambiamenti di ritmo, che a volte frenano, temporeggiano, quindi ripartono. Lo squarcio di "21st Century Schizoid Man", con la voce distorta di Lake, ed i vari solos di Fripp e McDonald hanno dell'incredibile! La partenza fulminante disegna il delirio degli strumenti con la voce filtrata di Lake. Giles alla batteria e' stupefacente in questi cambi condotti ad una esaltazione degli strumenti e dei sensi che solo... la poetica ...
"I Talk to the Wind", sette minuti piu' avanti, addolcisce e di parecchio con un pop-progressivo romanticissimo; il brano e' dominato dal flauto sognante di Mc Donald e la voce straordinaria di Lake che lo trattengono nei toni piu' rilassanti. La melodia dolcissima del brano e' di sapore antico, rinascimentale, impreziosita dal flauto che svolge un toccante tema melodico. E qui sta' l' originalita' di questi King Crimson. I brani si attaccano, si concatenano... ed entra il lirismo con ...
"Epitaph" che ha vita dalla stessa "I Talk to the Wind" ... quando ci si accorge che il tema musicale e' cambiato siamo gia' in pieno rock progressivo con cavalcate di mellotron che staccano imperiose e tastiere da estasi sonora con la voce di Lake che si inserisce magnificamente tra gli strumenti. La band qui e' estremamente matura, originale e con nessuno degli stilemi del momento; nel brano "Epitaph" i K. C. sono capaci di creare una forte emozione musicale/artistica con una capacita' tecnica ed una personalita', per quei tempi, assolutamente di spicco.
"Moonchild" e' un bel sperimentare un tenuo minimalismo strumentale. Superata la tenerissima parte cantata, il brano e' un tintinnio continuo di chitarra elettrica pizzicata e percussioni gradevolissime : siamo nella psichedelia piu' soave (ma grande psichedelia!) : il tutto sembra suggerire un "sdraiati, rilassati e sogna". Il brano termina cosi' piano che appena parte la title track - album si ha una scossa ...
"The Court of the Crimson King" suona la carica con mellotron e tastiere a padroneggiare. In effetti il brano e' di Ian Mc Donald ispirato dagli ottimi versi di un Sinfield in forma smagliante. Il brano-capolavoro all' interno di un capolavoro offre tutta la gamma degli ingredienti del rock progressivo fornendo una apoteosi di suoni acuti. Stacchi, frenate melodiche, interventi di flauto, pizzicati di chitarra, l' ombra cupa del basso a marchiare a fondo il brano... e poi ci sono la voce... i cori... che Brano!!!

Una prima "prova" di band la si puo' intravedere sotto il nome di Giles, Giles & Fripp: Robert Fripp, chitarra e mellotron, i fratelli Mike e Peter Giles, rispettivamente batteria e basso elettrico. Il non successo del primo ed unico disco del 1967 pubblicato e' da collezionisti. Fripp non demorde, e da' origine ad un quintetto denominato King Crimson: si allontana Peter Giles, arrivano : Ian McDonald che suona fiati (non solo sassofono e flauto traverso, ma anche clarinetto e fagotto) e tastiere; Greg Lake e' al basso elettrico, alla chitarra acustica ed alla voce; Peter Sinfield fornisce i testi ed e' tecnico da palco.
La formazione, dopo un buon periodo di estenuanti prove nel magazzino di un pub, esordisce partecipando al famoso concerto dei Rolling Stones in onore di Brian Jones, il 5 luglio del 1969 ad Hyde Park, Londra.
Le sonorita' proposte ed i testi di Sinfield creano subito molto clamore. La critica classifichera' subito il gruppo come rock "progressive".
Il primo LP, In the Court of the Crimson King, realizzato nell'ottobre 1969 e' un'entita' ben diversa dal rock "romantico". Pete Townshend degli Who dichiarava : "e' un disco incredibile".
E' un esordio di quelli che lasciano il segno, e tutt'oggi, mantiene intatte tutte le sue peculiarita' ed innovazioni. C' e' chi ha scritto che i King Crimson devono parecchio ai suoni romantici di Moody Blues e Procol Harum. Gli anni sono quelli ... ed e' probabile l' ascolto degli uni sugli altri. Ma quello era un periodo nel quale non solo si ascoltava gioco forza le novita', ma soprattutto se ne sperimentavano delle nuove con l' arrivo nei gruppi di nuove strumentazioni. Gia' i Moody Blues usavano il mellotron, gia' i Nice giocavano con ambizioni classiche, gia' i Procul Harum, tra gli altri, dilatavano i brani.
Ma con "In The Court of the Crimson King" tutto cio' sbiadisce come timido prologo. Prima dei King Crimson c' erano solo lievi accenni al genere progressivo, ma non era ancora rock progressivo in toto. In questo primo album dei King Crimson c' e' il passaggio, preparato, studiato : verso il nuovo genere musicale : il rock progressivo.
I King Crimson si appropriano nel 1969 dei nuovi suoni che circolano, sicuramente, ma li fanno propri : conducendoli ad altezze celestiali di rarissima bellezza estetica.
C' e' anche chi ha scritto che i King Crimson siano Robert Fripp, piu' altri musicisti. Per "In The Court of the Crimson King" c' erano cinque genialita' perfettamente assemblate. E' durata poco quella prima formazione : ma ha saputo registrare un disco magnifico.

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pagina a cura di   Graziano Edi Corazza
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