Lizard
King Crimson
Lizard
King Crimson
1970 Atlantic
brani
Cirkus
Indoor Games
Happy Family
Lady of the Dancing Water
Lizard
a) Prince Rupert Awake
b) Bolero-Peackock's Tale
c) The Battle of Glass Tears
d) Big Top
Voto : 8+ .
I TESTI
DELL' ALBUM
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Lizard - King Crimson - Atlantic 1970
band
Robert Fripp - chitarre elettriche ed acustiche, effetti elettronici, sint, mellotron, tastiere.
Mel Collins - flauto e sax. Andy Mc Cullough - batteria, percussioni.
Peter Sinfield - testi. Gordon Haskell - basso, voce principale.
guests : Keith Tippet - piano e piano elettrico. Jon Anderson - voce in Prince Rupert Awake
Robin Miller - oboe e corno inglese. Marc Charig - cornet. Nick Evans - tromba e trombone.
King Crimson "Lizard".
Lizard esce nel 1970 dopo "In the Wake of Poseidon" : ad appena un anno di distanza dal primo grandioso disco d' esordio dell' autunno 1969. La discontinuita' rispetto ai due dischi precedenti appare netta e spiazzante : l' influenza della scena art-jazz inglese appare palese nella musicalita' dei pezzi. Ancora una volta Fripp chiama per questo nuovo disco : nuovi musicisti. "Lizard" con tutto il romanticismo e lirismo soprattutto della facciata B (del LP) assume negli anni a seguire per la critica giudizi contrastanti. Alcuni lo considerano un ennesimo capolavoro dei King Crimson; altri il loro punto piu' basso. "Lizard" e' disseminato di intuizione melodiche bellissime con una cura degli arrangiamenti che e' certosina, spiazzante, sovraccarica di incisi, accordi, rimandi, contrappunti : insomma una free-form di jazz progressivo.
Fripp eccezionale alla chitarra acustica nell'iniziale "Cirkus" divaga distaccato quasi cacofonico in controcanto alla linea vocale stralunata di Haskell, poi soli di sax e mellotron psichedelici che si tramutano in celestialita' di grande effetto : in un brano dalla costruzione magistrale con Nick Evans che va a prendersi il finale.
"Indoor Games" presenta continue punteggiature jazz apparentemente circensi qua e la' contrappuntate dai vari fiati. Haskell e' ancora in parte filtrato e sovrainciso con risata finale.
"Happy Family" : synt vibrante, piano elettrico parecchio jazzato, voce filtrata di Haskell : pezzo stralunato con gli strumenti che entrano ed escono, si inseguono e si intersecano in una jam che deborda a tratti nella cacofonia.
Dolcissima appare "Lady of the Dancing Water", toccante madrigale per flauto ed in parte (tromba), dall' acustica cesellata e dal bel testo di Sinfield, uno dei brani piu' sentimentali scritti da Fripp.
"Lizard" appare come una suite. Una prima parte "Prince Rupert Awake", bella ed aperta melodia a base di piano ed entrate di synt e mellotron da brividi : cantata da un ancora non celebre Jon Anderson. Il pezzo poi si sfrangia in "Bolero-Peackock's Tale", che incanta con una struggente melodia all'oboe da cui sviluppa una complessa partitura jazzata per fiati con Andy Mc Cullough che rulla-bolero sul fondo ed un finale di oboe in crescendo impressionante; quindi la terza parte, "The Battle of Glass Tears", con Haskell che riappare in una gelida ed aliena cantilena che da' poi spazio a bordate di mellotron con l' irrompere di una parte "free-form" decisamente rabbiosa e jazzata non solo dai fiati ma anche dai spettrali synt; a chiudere i tre minuti futuristi di "Big Top", una nota di basso incombente con un solo sospeso-vagante di Fripp. ... ed i pochi secondi ''circensi'' chiudono il disco...
"Lizard e' un' altra testimonianza importante della visione a 360 gradi di Robert Fripp del Rock. Appare chiaro il suo intento di non ripetere mai le stesse cose gia' fatte. E cosi' "Lizard" e' disco nuovo : e' disco unico, abbastanza complesso, raffinatissimo, di grandissimo spessore compositivo ed emozionale. Eppure disco marchiato profondamente King Crimson e non Robert Fripp e le sue iniziali cervellotiche ricerche musicali. "Lizard" e' un LP che si esprime nei particolari, con tonalita' quasi fragili ed in qualche modo quasi esterno a quel progressive che stava proprio in quei primissimi '70 mettendo le sue radici grazie proprio ai K. C..
In "Lizard" prevalgono melodie sghembe, taglienti, anche ironiche, che galleggiano su una miriade di geniali intuizioni strumentali. Dopo "Lizard" i King Crimson, sempre piu' instabili e precari, compiono un'impresa eccezionale : fanno un disco ancora piu' bello. Si chiama "Islands" ed esce nel 1971. Boz sostituisce Haskell alla voce, il line up di ospiti jazzisti rimane quasi immutato.
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