Irrlicht
Klaus Schulze
irrlicht
Klaus Schulze OHR 1972
brani
Ebene
Gewitter
Exil Sils Maria
Voto : 8 .
ALBUM MUSICALE
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Irrlicht - Klaus Schulze - OHR 1972
artist
Klaus Schulze - sintetizzatori, moog, sequencer, tastiere, organo, chitarra, percussioni, organo a canne.
Klaus Schulze "Irrlicht".
Klaus Schulze (1947) e' un tastierista tedesco che inventa la musica cosmica con i Tangerine Dream e poi ne divenne l'esponente piu' tipico negli anni '70. E' stato uno dei massimi pionieri della musica elettronica.
Dopo essersi prestato come percussionista per le prime opere di Tangerine Dream (al fianco di Edgar Froese e Conrad Schnitzler) e Ash Ra Tempel (con Manuel Gottsching), nel 1972, forte del suo bagaglio di cultura classica (Bach e Wagner) e contemporanea (Ligeti e i continuum, Stockhausen e l'elettronica), da' inizio ad una carriera solista che lo portera' a fondare un nuovo genere di sinfonismo sintetico basato sulla disponibilita' di macchinari elettronici sempre piu' sofisticati.
Il suo primo album, probabilmente il suo capolavoro e' il capolavoro di tutta la musica cosmica : "Irrlicht" (Ohr, 1972), e' una magniloquente e monumentale sinfonia "quadrifonica" per orchestra elettronica di trenta elementi.
Il primo movimento di "Irrlicht" ("Ebene"; 23'25") viene introdotto da un sibilo di tastiere : "astrale". Una vibrazione magmatica dipana un'atmosfera thriller, mentre i violini iniziano a crepitare in lontananza. La potenza dei suoni sviluppati e' impressionante. Gli accordi filiformi del synth troneggiano in un fondale vuoto. Droni raccapriccianti ondeggiano rovinosi sulla superficie del Silenzio. Il suono si dilata fino all'inverosimile, vertiginosamente, in un terribile delirio di paura.
I suoni protratti all'infinito spostano ulteriormente il baricentro di questo "sinfonismo astrale" verso dimensioni parallele.
Quindi preannunciato da "scie abbaglianti" che sembrano precipitare da qualche costellazione incenerita, l'organo a canne si protende, disperato, in un volo solenne, incastonato in un lago di vortici atterriti. La progressione si fa sempre piu' insostenibile e cadenzata, fino al collasso, liberato in un'esplosione catastrofica.
La musica si accartoccia su se stessa ("Gewitter Ð Energy rise energy collapse"; 5'38"), impietosamente ridotta a riverbero sintetico senza piu' l'ardore di "sintetizzare" l'ebbrezza del volo ascensionale, intergalattico. Placata la sua "incandescenza", l'organo tesse micro-vibrazioni che sfioriscono esauste, come fiamme strozzate.
Nel terzo movimento, "Exil Sils Maria" (21'27") nuove "visioni intergalattiche" sorrette da un uso eccezionale degli strumenti elettronici appaiono e scompaiono disturbando e/o quietando l' ascoltatore. Ora il senso di Vuoto, ora l' Universo drammatico, intervengono ... Ma non c' e' pace nelle profondita' sonore prodotte dalla musica cosmica. Qui vengono elaborati una sorta di musica-documentario che e' un lento salire per dolci sussulti e spezzarsi in scoppi improvvisi, trasudando di ansia e paura davanti all'ignoto e all'infinito.
Klaus Schulze, aveva militato nella band di Edgar Froese, i Tangerine Dream, dopo un periodo negli Ash Ra Tempel. Nel 1971 ha un progetto : realizzare, con un massiccio e cesellato uso di sintetizzatori, moog e sequencer, lunghe suite ''liquide''. Concretizza tutto cio' nell' esordio stratosferico : "Irrlicht" (1972).
Klaus Schulze vola (e' proprio il caso di scriverlo) piu' in la' del progressive, del free-jazz, dell' acid rock, della psichedelia. Nella muscia cosmica i generi scompaiono... si liquiefano ...
L'opera, suddivisa in tre movimenti ("Ebene", "Gewitter" e "Exil Sils Maria"), e' uno dei capolavori della musica cosmica e della storia del rock. Schulze suona organo, chitarra, percussioni e crea il suono di un'orchestra attraverso diversi strumenti elettronici.
Nell' universo dei Tangerine Dream, i suoni si accumulavano a grappoli, ognuno dei quali spesso seguiva una sua lenta evoluzione spazio-temporale. Ma l'uomo di Berlino pensa a Wagner. Ha in mente una "Endlose Melodie", una sorta di melodia "esponenziale", che si nutre di se stessa e da se stessa trae visioni sconfinate.
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