Bob Marley & the Waylers
Natty Dread
Bob Marley & the Waylers
Natty Dread
1974 Tuff Gong
brani
Lively Up Yourself
No Woman, No Cry
Them Belly Full (But We Hungry)
Rebel Music (3 o'Clock Roadblock)
So Jah Seh
Natty Dread
Bend Down Low
Talkin' Blues
Revolution
Voto : 7+.
|
Natty Dread - Bob Marley & the Waylers - Tuff Gong 1974
band
Bob Marley - voce principale, chitarra ritmica, armonica. Aston Barrett - chitarra basso. Carlton Barrett - batteria, percussioni.
Bernard 'Touter' Harvey - pianoforte, organo, tastiere, synt. Al Anderson - chitarra principale solista.
I-Threes - trio vocale: Rita Marley, Marcia Griffiths e Judy Mowatt.
Bob Marley & the Waylers "Natty Dread".
I primi Wailers si sciolgono nel 1974, quando ognuno dei componenti fondamentali prova a continuare la propria carriera come solista. Le ragioni dello scioglimento sono un disaccordo tra Marley, Tosh e Livingston riguardo le performance; ed anche: Bunny Wailer e Peter Tosh preferirono lavorare da solisti.
Avevano inciso nel 1973 "Burnin' ", che conteneva le canzoni "Get Up, Stand Up" ed "I Shot the Sheriff"... un bel disco, insomma, quasi quanto "Natty Dread".
"Natty Dread" e' un album reggae di Bob Marley & The Wailers, pubblicato nel 1974; fu il primo LP pubblicato con il nome "Bob Marley & The Wailers", invece che "The Wailers", ed e' il primo registrato senza Peter Tosh e Bunny Livingston. E' anche il primo a cui contribuirono le I-Threes, un trio vocale di cui faceva parte Rita Marley, moglie di Bob, assieme a Marcia Griffiths e Judy Mowatt.
Il LP e' ricco di riferimenti alla spiritualita', nonche' di richiami alla politica ed al sociale. In tutto il disco c'e' il tipico mood del reggae, del suo recupero degli antichi tribalismi, del suo miscuglio di tradizione e modernita', del suo andamento ipnotico. Le ragioni della forza di Bob Marley Ð e degli Waylers - che tanto hanno contribuito ad innervare le sue intuizioni, sono ben espresse in questo suo capolavoro "Natty Dred" (1974). E' l'album che meglio definisce il passaggio dal grezzo e viscerale sound delle origini alle piu' raffinate produzioni degli anni successivi, quelli della svolta commerciale, politica e sociale. Un sound che ritroveremo piu' avanti anche nell'ottimo "Exodus" del 1978.
"Lively Up Yourself" vede Bob Marley che intende celebrare il movimento rastafari. E' la song con la quale Marley apriva molti dei suoi concerti. Presenta continui interscambi fra voce e ritmi. Apre con il basso molle e cicalii percussivi continui; la chitarra elettrica sorvola i ritmi con note blues leggere; l' organo fa le veci della chitarra elettrica in pennata secca. Intervengono nel brano fiati gioiosi soul come del resto i cori. Nonostante la ripetitivita' il pezzo e' interessante.
"No Woman, No Cry" e' di Vincent Ford ed e' senza dubbio il pezzo piu' conosciuto dell'album e di tutta la discografia di Bob Marley. E' l'organo ad offrire il riff del pezzo; ma in studio non assume quella leggendarieta' che prese nei live di Marley. La chitarra offre stoppate su/giu', mentre il basso ben evidenziato scivola sotto la voce di Bob. C'e' anche un solo di chitarra leggero e grazioso.
"Them Belly Full (But We Hungry)" e' del duo Lecon Cogill, Carlton Barrett. E' un reggae corale con Marley raddoppiato dalle voci femminili.
"Rebel Music" (3 o'Clock Roadblock) e' del duo Aston Barrett, Hugh Peart: una song incisiva elettronicamente groovata dal synt di Bernard 'Touter' Harvey. L'armonica ed i controcanti colorano graziosamente la song. A meta' brano: synt e chitarra duettano; mentre il finale e' lasciato ai soli strumentali.
"So Jah Seh" la scrivono Rita Marley e Willy Francisco e' ed davvero trascinante. E' un reggae funk soul quasi orchestrale.
La title track "Natty Dread" vede ancora Rita Marley questa volta con Alan Cole autrice del brano. Il funk entra grazie alla chitarra elettrica; mentre percussioni ed organo concorrono a farne una pop reggae con il coro troppo monocorde.
Si abbassa il ritmo in "Bend Down Low" di Bob Marley. E' nervosa nei suoi tratteggi musicali con il synt che suona a meta' tra Funkadelic e Sly & Family Stone. Qui la tastiera accenna fraseggi progressive.
"Talkin' Blues" ripresenta la coppia Lecon Cogill, Carlton Barret. Vede la chitarra secca ed il basso che ripete : dum-dum-dum-du-du. Brevi cori intervengono, mentre e' l'armonica l'unico collante blues del titolo.
"Revolution" e' di Bob Marley. Presenta soul ai fiati e cori leggeri con il giamaicano che canta anche in falsetto.
"Natty Dread" e' il capolavoro di Bob Marley & the Waylers in cui le ritmiche del reggae si dilatano continue nel riff, in cui la voce solista di Bob (non eccezionale) e quella dei cori femminili che lo accompagnano si alternano in belle melodie, in cui basso e chitarra e tastiere innervano ogni singolo pezzo con la loro andatura sincopata ed a tratti solista.
Risulta quasi inutile descrivere lÕalbum traccia per traccia, trattandosi di un unicum reggae con un po' di funk e di soul.
Nel luglio 1977 a Bob Marley fu diagnosticato un melanoma maligno ad un alluce. Egli rifiuto' le cure anche a causa della sua religione. Quattro anni dopo Bob Marley viene ricoverato presso il Cedar of Lebanon Hospital di Miami, dove muore la mattina dell'11 maggio 1981. Le ultime parole di Bob (Robert Nesta Marley nato nel villaggio di Nine Mile nel Saint Ann Parish, in Giamaica il 6 febbraio 1945) furono rivolte al figlio Ziggy Marley: "Money can't buy life" (il denaro non compra la vita).
|