Inferno
Metamorfosi
Inferno
Metamorfosi
1972 Vedette Records

brani
Introduzione
Selva Oscura
Porta dell' Inferno
Caronte
Spacciatore di Droga
Terremoto
Limbo
Lussuriosi
Avari
Violenti
Malebolge
Sfruttatori
Razzisti
Fossa dei Giganti
Lucifero (Politicanti)
Conclusione

Voto : 8--- .



Inferno - Metamorfosi - Vedette Records 1972

band
Jimmy Spitaleri - voce principale, flauto.
Enrico Olivieri - tastiere, pianoforte, Hammond, clavicembalo, organo, sintetizzatori, Moog, voce.
Roberto Turbitosi - basso, chitarre elettriche ed acustiche, voce.  Gianluca Herygers - batteria, percussioni, campane.

Metamorfosi "Inferno".

Oggetto di accusa da parte di chi vedeva solamente un atto di presunzione nelle rielaborazioni rock di Bibbia, Vangelo ed affini, la Metamorfosi non cade nell'errore di volere riproporre in chiave moderna la Divina Commedia: con "Inferno". Questo secondo LP del gruppo, del 1972, dopo un primo compromesso che siglava il passaggio dalla canzone di consumo ad una ricerca piu' impegnata, e' soltanto una visione personale del mondo attuale in chiave dantesca.
Il discorso si sviluppa infatti come un'analisi dei grandi peccatori di oggi, che in fondo sono quelli di sempre (avari, lussuriosi, violenti, politicanti - nel caso specifico i "signori presidenti"), anche se con sfumature diverse, come lo spacciatore di droga, i razzisti, gli sfruttatori. Per ciascuno un'analisi sostanziale, quasi lapidaria, ed un'applicazione rigorosa della legge del contrappasso. L' album e' dominato dalle tastiere che in alcune parti risultano mal assortite. Ovvero suoni datati vengono miscelati con altri troppo moderni.

"Introduzione" apre su poche note di organo a cui seguono brevi accordi di clavicembalo con un cantato recitativo. Quindi ha inizio la fase ritmica.
"Selva Oscura" aggiunge un ottimo lavoro con batteria in avanti e basso sul fondo; ed introducendo una serie di tastiere a catena.
"Porta dell' Inferno" assume una fase solenne abbandonandosi poi ad una breve fuga di pianoforte.
"Caronte" e' piu' cantata con tempo rock ed Hammond in evidenza.
"Spacciatore di Droga" riprende la fuga dell' Hammond interrompendola con effetti di sintetizzatore.
"Terremoto" da' vita ad una breve escursione jazzata con un basso che si fa sentire dal fondo.
In "Limbo" il pezzo si quieta su note flautate e vibrazioni interessanti. Effetti di sint e pianoforte rendono ancora piu' piacevole il brano.
"Lussuriosi" e' un motivo carino per clavicembalo e voce con coretti beat.
"Avari" presenta un canto che si appoggia sull' Hammond sopra il quale fraseggia, troppo freddamente, il sintetizzatore.
"Violenti" ha piu' ritmo sia nel cantato che nei fraseggi di tastiere. Si interrompe con due voci che si fanno eco e rintocchi di campane dal suono piacevole; poi il pezzo riprende vigore con un crescere di batteria e di sint.
"Malebolge" e' un intermezzo cantato con fraseggi di tastiera che portano alla mente i Nice.
"Sfruttatori" ha un tempo rock inizialmente; poi devia sul piu soffice pianoforte; quindi riprende il cammino ''progressive'' con cadenze spezzate e riaccese : sulle quali eccedono sovraincisioni di tastiere.
"Razzisti" rimane su ritmi rockeggianti cadenzati con una interessante fuga di Hammond.
"Fossa dei Giganti" viene scandito da due note di basso e piatti in evidenza.
"Lucifero (Politicanti)" fonde un tappeto di tastiere con l' ottimo cantato; la batteria tambureggia ottimamente.
"Conclusione" ha cori e suoni celestiali con il Moog che disegna note troppo elettroniche.

La Metamorfosi ha saputo inserire i testi nel contesto musicale senza fratture. Buono il cantato ed i cori. Sostanzialmente le musiche rispecchiano l'esigenza melodica di un rock progressivo che non va in lunghe fughe, senza l'ossessivita' ritmica dell'hard dark sound (dato l' argomento trattato) cui la formazione non intende affatto ricollegarsi, pur cercando di creare specie in taluni episodi l'atmosfera solenne e tragica che si addice all'ambiente infernale.
Per questi e per altri motivi la Metamorfosi si puo' collocare, nell'ambito della scena ''progressiva'', al fianco di Emerson Lake & Palmer (con le dovute diversita' e distanze).
Accanto ad una solida ritmica di basso con Roberto Turbitosi, figura un batterista di nazionalita' congolese, Gianluca Herygers. La trama melodica e' affidata all' ottimo cantante e flautista Jimmy Spitaleri, ma l' elemento portante della formazione e' Enrico Olivieri, che suona in pratica ogni tipo di tastiera, compresi Moog e sintetizzatori.
Buoni gli spunti jazzistici; l'album si distingue per un ottimo rock progressivo.

PRESENTAZIONE     I CAPOLAVORI del ROCK     CONCLUSIONI

BEAT     BLUES ROCK     SOUL ROCK - FUNK     FOLK ROCK - FOLK ACIDO     ROCK ACIDO - PSICHEDELIA     ROCK ROMANTICO - PROGRESSIVE
JAZZ ROCK - SCUOLA DI CANTERBURY     HARD ROCK - HEAVY METAL     PUNK     NEW WAVE     INDIE ROCK     ROCK IN ITALIA