|
|
Nucleus Solar Plexus
1971 Vertigo Voto : 8-- .
brani
Elements I & II
Changing Times
Bedrock Deadlock
Spirit Level
Torso
Snakehips' Dream
band
Ian Carr - tromba, flicorno. Karl Jenkins - piano elettrico, sax baritono, oboe.
Brian Smith - sax tenore e soprano, flauto. Chris Spedding - chitarre.
Jeff Clyne - basso, doppio basso, basso acustico. John Marshall - batteria, percussioni.
guests: Kenny Wheeler - tromba, flicorno. Harry Beckett - tromba, cornetta.
Tony Roberts - sax tenore, clarinetto basso.
Ron Matthewson - basso. Chris Karan - percussioni. Keith Winter - sint VCS3.
E' stato registrato in soli due giorni, il 14 e 15 dicembre 1970 ed e' uscito nei primi mesi del 1971. "Solar Plexus" dei Nucleus, mostra una band eccelsa che getta un ponte dal jazz facendolo interagire con l'elettricita' e con il rock. Successivo di pochi mesi a "Bitches Brew" di Miles Davis, "Solar Plexus" non e' passato alla storia del rock quanto il disco di Davis. Eppure e' un album originale, altrettanto innovativo, soprattutto "Snakehips' Dream". "Solar Plexus" offre una caleidoscopica miscela di suoni, un sound vigoroso, compatto, senza sbavature, pieno di una raffinatissima ed elegante tecnica. Le idee sono buone ed anche curiose come testimonia l'inserimento di un sintetizzatore. I temi del disco si rincorrono a vicenda fondendosi poi nel brano finale. Ian Carr, leader del gruppo, disse proprio nell'anno d'uscita di "Solar Plexus" che lui stava gia' lavorando ai suoni d'incontro tra i due stili, senza avere ascoltato ancora "Bitches Brew". Sicuramente conosceva "In a Silent Way", il vero inizio del jazz elettrico o jazz rock.
|
|
Nucleus "Solar Plexus".
"Elements I & II", apre il disco. Tutto il brano e' al sint VCS3 e presenta i temi dominanti l'intero album.
"Changing Times", e' un jazz corposo, molto movimentato, nel quale la presenza della chitarra elettrica pone i confini musicali nel quale il pezzo si muove.
"Bedrock Deadlock" apre con sax, molto delicati i suoni. Il jazz elettrico si impossessa del pezzo nuovamente con i fiati, poi sconfina nel rock grazie ad una ritmica potente dominata da basso e batteria e ad una chitarra elettrica aggressiva.
"Spirit Level" e' un pezzo acerbo, magmoso, esplorativo che passaggi melodici conducono in un jazz piu' lineare, piu' godibile. Insignificante il solo finale di tromba.
"Torso" rida' vitalita'. Sono tromba e sax che imperano in un brano molto orchestrale e ben ritmato con il bel solo di John Marshall.
"Snakehips' Dream" e' l'ultimo brano ed e' il capolavoro del disco. Quindici minuti di magnifica evasione tra jazz acido di sapore milesiano e jazz fusion in crescendo, con passaggi solistici molto intensi di Brian Smith e Ian Carr.
"Solar Plexus" del 1971 e' fondamentalmente basato su due temi musicali che si possono notare all'inizio di "Elements I & II". Il primo e' angolare, una specie di lento sfuggente movimento; il secondo e' diretto, semplice. "Changing Times" e "Spirit Level" esplorano il primo movimento. "Bedrock Deadlock" e "Torso" esplorano il secondo. "Snakehips' Dream", il cui titolo e' un omaggio al danzatore 'Snakehips' Johnson, prova, riuscendoci, a fondere i due temi diventando il capolavoro del disco. I brani sono pregni di intrigati ed intriganti arrangiamenti che solo piu' ascolti riescono a notare profondamente. E' un album ricco di idee esplorative nel jazz elettrico. Uno di quegli album senza tempo e senza una collocazione prestabilita.
L'anno successivo Ian Carr realizza "Belladonna", meno tecnico di "Solar Plexus" e maggiormente sulfureo.
|
|