Winter Light
Oregon
Winter Light
Oregon
1974 Vanguard

brani
Tide Pool
Witchi-Tai-To
Ghost Beads
Deer Path
Fond Libre'
Street Dance
Rainmaker
Poesia
Marguerite

Voto : 8- .



Winter Light - Oregon - Vanguard 1974

band
Ralph Towner - chitarre, pianoforte.  Paul Mc Candless - fiati, oboe, clarinetto.
Collin Walcott - percussioni.  Glen Moore - contrabbasso.

Oregon "Winter Light".

Un primo gruppo jazzistico era nato inizialmente con i due amici Ralph Towner e Glen Moore all' Universita' di Oregon nel 1960. Quello che facevano in trio, a quei tempi, era un jazz sulle tracce di Bill Evans. Quando i due si trasferiscono a New York entrano nel 1969 nel giro di Tim Hardin e lo accompagnano al Festival di Woodstock. Nel 1970 conoscono Paul Winter ed entrano in contatto con la sua nuova musica : una miscela di jazz e classica che sapeva anche fondere elementi africani. Nella band di Paul Winter, Ralph e Glen, conoscono il percussionista Collin Walcott ed il fiatista Paul Mc Candless. La band Oregon e' dunque formata sulla base dei suoni. La loro musica miscela con eleganza e virtuosismo : improvvisazione e composizione, jazz e classica, con un lavoro percussivo fortemente attento alle tradizioni asiatiche ed africane. La fusione di una simile strumentazione era unica : oboe, percussioni, chitarra folk, contrabbasso. Da subito gli Oregon capiscono d' essere ottimi strumentisti con una propria personalita' tecnicistica. I Weather Report chiameranno Ralph Towner nel loro "I Sing the Body Electric" del 1972.

"Tide Pool", firmato da Towner, apre con suoni di natura germogliante molto delicati. Brevi battiti intervengono, quindi la chitarra propaga accordi aperti con Ralph che si diverte a scalare la sua acustica nella seconda parte del brano. Qualche bel spazio anche per il contrabbasso; infine il brano riprende il motivo iniziale.
"Witchi-Tai-To" e' un bellissimo pezzo, dolce e sofisticato per pianoforte e chitarra, molto toccante e ben marcato dai tasti del piano.
"Ghost Beads" mette Paul Mc Candless nella condizione di deliziare l' ascolto con note ora delicate, ora decise ed alte. Quindi Towner prende tra le sue corde il brano con note barocche e classiche, soprattutto nella seconda parte del pezzo, mentre agili percussioni si mischiano al resto degli strumenti. Bel giro di Moore; quindi nel finale tornano i suoni iniziali.
"Deer Path" non aggiunge molto a quanto presentato nei primi tre brani; forse un po' meno omogeneita' e maggiori diversita' sonore tra i vari strumenti.
In "Fond Libre' " e' ancora la melodia avvolgente di oboe a padroneggiare mentre il contrabbasso centellina note calibrate. Gli strumenti si accorpano dando vigore al pezzo. I fiati sembrano quasi orientaleggiare con una serie di sovraincisioni.
"Street Dance" e' sulla linea delle precedenti tracce; non particolarmente interessante nel complesso.
"Rainmaker" ha poco ritmo dal contrabbasso; ma gradevole dall' uso percussivo. Quindi ha un intermezzo pianistico parecchio jazzato molto bello. Il finale e' lasciato a Paul Mc Candless.
"Poesia" ha una apertura nella quale si immaginano suoni di uno stagno. Quindi i vari strumenti entrano in gioco con musicalita' diverse tra loro senza un preciso indirizzo.
"Marguerite" vede i quattro presentare un brano maggiormente ritmato che risente della diversita' offerta dalle quattro personalita'.

Un misto di jazz acustico e new age agli albori, questo in sistesi "Winter Light" (1974) degli Oregon. I suoni incisi in questo album del 1974 rappresentano quanto di piu' apolide si potesse ascoltare in quegli anni. Moltissime delle band new age hanno negli Oregon dei riferimenti sonori fondamentali.
Il jazz acustico degli Oregon ha qui perso buona parte dei contatti con il jazz tradizionale e non e' ancora contaminato da elementi elettrici. Solo piu' avanti nella loro discografia gli Oregon sentiranno la necessita' di inserirli. Il sound di "Winter Light" e' imperlato da sapienti note che conferiscono ai pezzi immagini impressioniste e visionarie. Si ha la piena sensazione di essere a contatto con la natura e di fruirne i suoni. Purtroppo, a volte, la forte personalita' virtuosistica dei quattro, mal si compenetra.
"Winter Light" (1974) degli Oregon viene dopo "Music of another Present Era" del 1972 (il titolo era gia' un testamento delle loro intenzioni musicali) e "Distant Hills" del 1973. Primo, secondo e terzo disco sono molto belli, sebbene in alcune parti e brani risultino disomogenei.

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