Storia di un Minuto
Premiata Forneria Marconi - ( PFM ) -
Storia di un Minuto
Premiata Forneria Marconi - ( PFM ) -
1971 Bmg Ariola

brani
Introduzione
Impressioni di Settembre
E' Festa
Dove ... Quando ... (parte I)
Dove ... Quando ... (parte II)
La Carrozza di Hans
Grazie davvero

Voto : 9--- .



Storia di un Minuto - Premiata Forneria Marconi - ( PFM ) - Bmg Ariola 1971

band
Franco Mussida - chitarra elettrica, chitarra acustica, chitarra dodici corde, mandoloncello, voce solista.
Flavio Premoli - piano, tastiere, clavicembalo, Moog, Hammond, mellotron e voce.
Mauro Pagani - violino, ottavino, flauto e voce solista.
Giorgio Piazza - basso e voce.  Franz Di Cioccio - batteria, percussioni e voce.

Premiata Forneria Marconi ( PFM ) "Storia di un Minuto".

Questo primo LP della Premiata Forneria Marconi lo si attendeva da tempo. Da quando cioe' si era capito che i "Quelli", tornati alla ribalta con una nuova originalissima denominazione (Premiata Forneria Marconi, appunto), e con un quinto elemento, il cantante e polistrumentista Mauro Pagani, avevano le idee molto chiare su quale tipo di musica suonare, e verso quali modelli italiani e stranieri orientarsi, o comunque da essi prendere lo spunto. Cosi', ecco la Premiata Forneria Marconi sviluppare, nel 1971, un gran bel disco "Storia di un Minuto", che trasuda personalita' sempre piu' propria e che cerca di evitare ogni palese imitazione con i grandi gruppi del rock progressivo inglese, riuscendoci quasi interamente.
Franco Mussida, chitarrista e cantante della formazione, e Mauro Pagani, che si alterna al flauto, all'ottavino, al violino ed alla voce, sono gli autori di tutte le musiche e di quasi tutti i testi (c'e' lo zampino del solito Mogol in una sola canzone). Parte dell'album era gia' noto per l'edizione su 45 giri de "La Carrozza di Hans" e di "Impressioni di Settembre".
Interessantissimi gli innesti di tradizione italiana, come la tarantella e la musica classica, calati nel linguaggio meravigliosamente progressivo del gruppo.

"Ispirazioni" e' un assaggio strumentale che parte acusticamente (tipicamente crimsoniano) con voci corali ed ingresso di rock in crescendo.
"Impressioni di Settembre" e' una dolce e stupenda ballata per la musica e per il testo, che ricostruisce la struttura caratteristica della "Lucky Man" di Greg Lake, con le aperture a largo respiro di organo e di moog.
"E' Festa" e' un ottimo connubio tra tarantella e rock, molto vivace e gioioso. Presenta anche brevi momenti ''progressive''.
Intimista ed acustica e stilisticamente piu' personale la prima parte di "Dove... Quando parte I"; e' una magnifica canzone tenera e malinconica giocata su temi soffusi.
"Dove... Quando parte II", presenta un grande uso di pianoforte e tastiere dai temi anche jazzati. Offre un carosello di suoni classici, di pause raccolte da un Pagani superlativo, di dialoghi ricchi di fantasia e di una strumentazione varia che si sussegue nello sgomitolare perle melodiche.
"La Carrozza di Hans" e' il capolavoro del disco. Canto suadente, arpeggi, rock, fiaba ... assolo di chitarre di Mussida ... ; qui la Premiata giganteggia nel suo rock progressivo. Una serie sbalorditiva di motivi viene spezzata da temi sognanti incredibili e vigorose accelerazioni rock : facendo diventare il brano di una bellezza sconvolgente.
"Grazie davvero" ha fraseggi acustici inizialmente, poi apre a tematiche classicheggianti sempre tese all' inserimento di nuove frasi strumentali. Il canto e' corale, davvero bello, molto semplice; ma sono soprattutto le sferzate progressive delle tastiere che incantano.

Da osservare in questo primo disco della PFM la levatura tecnica dei musicisti, la loro poliedricita', sfruttata pienamente nell'impiego di tutti gli strumenti.
Altra considerazione : e' la ricerca del gruppo all'interno di certe matrici classicheggianti tipicamente italiane: Vivaldi, Rossini, Verdi.
L'album e' molto frammentario : la tessitura e' sfaccettata, intrecciata, elaborata. Molteplici i colori che compongono il mosaico dei suoni del gruppo, su cui veleggiano testi semplici ma significativi, anch'essi frammentari, ricchi di silenzi, editi alla descrizione di piccole cose, di immagini tradizionali ma rivissute con ingenuo incanto, simili alla poesia di stampo crepuscolare.
Buona la registrazione, anche se la voce e' troppo in sottofondo. Bello il disegno di copertina, opera di Caesar Monti, Wanda Spinello e Marco Damiani. Unica nota stonata del disco : la sua poca lunghezza.

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