Ummagumma
Pink Floyd
Ummagumma
Pink Floyd
1969 Harvest
brani
Astronomy Domine
Careful with that Axe, Eugene
Set the Controls for the Heart of the Sun
A Saucerful of Secrets
Sysyphus Pt. 1 - Pt. 2 - Pt. 3 - Pt. 4
Grantchester Meadows
Several Species of Small Furry Animals Gathered Together in a Cave and Grooving
with a Pict
The Narrow Way Pt. 1 - Pt. 2 - Pt. 3
The Grand Vizier's Garden Party
Enterance Pt. 1 - Entertainment Pt. 2 - Exit Pt. 3
Voto : 9--- .
TESTI
DELL' ALBUM
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Ummagumma - Pink Floyd - Harvest 1969
band
David Gilmour - voce e chitarre elettriche ed acustiche effetti.
Nick Mason - batteria e percussioni, fiati ed effetti.
Roger Waters - voce, basso, chitarre elettriche ed acustiche ed effetti. Richard Wrigth - voce, piano, tastiere ed effetti.
Pink Floyd "Ummagumma".
Gli inglesi Pink Floyd dopo l' uscita di Syd Barrett continuano per la strada psichedelica intrapresa fin dall' inizio della loro carriera dilatando le proprie concezioni musicali attorno a questa spettacolare branca del rock. Dopo il secondo album "A Saucerful of Secrets" perfezionano il loro act-show rendendolo sempre piu' visivo e polifonico ed iniziano una serie di concerti in giro per l' Europa e l' America. A luglio del 1968 lavorano ad una colonna sonora per un film di Barbet Schroeder : il lavoro discografico che ne usci' ebbe il titolo di "More" e Waters fece ancora la parte del leone in fase compositiva. Un anno piu' tardi il progetto piu' ambizioso : "Ummagumma" (espressione in slang per definire l'atto sessuale). Si trattava di un doppio album che presentava due facciate dal vivo, registrate al Mothers Club di Birmingham ed al Manchester College of Commerce nel giugno del 1969. Le versioni live consegnavano all' ascoltatore quanto i Pink Floyd facessero in concerto a livello sonoro : ovvero lunghi brani psichedelici, viaggi mentali a tutti gli effetti. Ma le rimanenti due facciate registrate in studio erano altrettanto interessanti; ogni membro del gruppo aveva a disposizione mezza facciata dell' album per sperimentare cio' che piu' gli interessava.
La registrazione in studio ha inizio con la ''piece strumentale'' di Wright,
"Sysyphus", divisa in quattro movimenti, nella quale il tastierista non tradisce
le sue passioni piu' grandi : la musica classica e l'avanguardia.
La parte centrale del disco e' riservata a Waters e Gilmour, anime creative
del gruppo, che fanno il loro ingresso, per la prima volta, nella sala d'incisione
degli studi Emi di Abbey Road, con la supervisione (solo per onor di firma,
a quanto pare) del produttore Norman Smith.
Non senza difficolta' Gilmour riusci' a partorire la sua "The Narrow Way",
notevole prova di bravura alle chitarre. Ricorda il chitarrista :"Ero veramente
disperato, non avendo scritto mai nulla prima di allora. Telefonai persino
a Roger perche' mi aiutasse a scrivere il testo, ma lui rispose: "Fallo da
solo!".
Chiude l'album l'inconsueta composizione in piu' parti di Mason, "The Grand Vizier's Garden
Party", imperniata sulle percussioni.
La opening track, "Astronomy Domine" e' il resoconto di un viaggio stellare; qui dal vivo il basso pulsante e continuo rappresenta la connessione radio con la terra, mentre la chitarra onnipresente, insieme ad un canto particolare, sembrano errare in un panorama cosmico oscuro e tenebroso. Il tappeto 'stellare' e' tessuto dalle tastiere; completa il pezzo il drumming forsennato di Mason, che enfatizza le parti piu' drammatiche del viaggio. Qui sul live assume un aspetto ancor piu' onirico e notturno della versione gia' apprezzata in "The Piper At The Gates Of Dawn",
con una parte centrale piu' lunga e rarefatta.
"Careful with that Axe, Eugene" e' spettrale e drammatica. E' l'unico pezzo dei quattro
a non provenire dai primi due album. Parte con un giro di basso su cui si
installa subito l'ipnotico organo di Wright, per poi arrivare all'esplosione
dell'urlo disumano di Waters che, preparando lo spazio agli altri strumenti,
si dissolve per un finale che in breve torna quieto, quasi impalpabile.
L' inizio lento fa da presagio all' accelerata violenta del pezzo che conduce nel magma di un rock elettrico-sonoro-forsennato pinkfloydiano : stupefacente e devastante.
"Set the Controls for the Heart of the Sun" e' un altro bel viaggio nello spazio-cosmico-psichedelico dei Pink Floyd. Governata
dalle percussioni di Mason e dalla voce di Waters, poetica e delicata, parte adagiandosi su tastiere, xilofono, basso e tamburi lontani... e poi ... piu' avanti ... inserisce la marcia ""spazio-tempo"" ... entrando nell' universo della psichedelia piu' magmatica e corposa... per concludere con suoni spaziali e con il tema musicale iniziale.
"A Saucerful of Secrets" presenta suoni inconsueti che partono dalla
chitarra di Gilmour e dalle tastiere di Wright, accompagnati dalla batteria
di Mason, il cui incedere diventa via via sempre piu' forsennato. Un momento
di silenzio fa da spartiacque e l' organo comincia a descrivere una melodia
ordinata, con toni quasi ecclesiastici; entra in scena il basso e prende
vita un crescendo che culmina con il canto di Gilmour in un finale da brividi.
Questo pezzo rappresenta tutte le sonorita' psichedelico-spaziali che i Pink Floyd riuscivano ad inventare all' epoca. La sua ritmica ripetitiva viene lacerata da suoni cacofonici-elettrico-pianistici : un autentico caos sonoro. E' un perfetto brano di psichedelia-avanguardistica con finale rock ed un crescere vocale straordinario.
qui termina la parte live
I brani che seguono sono la ricerca psichedelico-avanguardistica di ciascun membro dei Pink Floyd. Mentre Waters e Gilmour prediligono composizioni con sperimentazione, ma riappropriandosi di acusticita', risultano piu' drastiche ed avanguardistiche le composizioni di Wright e Mason : quasi al limite della sopportabilita' in alcune sferzate sonore e cervellotiche.
"Sysyphus Pt. 1 - Pt. 2 - Pt. 3 - Pt. 4" in quattro parti di Wright attraversa
fasi cupe e maestose. La suite, impostata ciclicamente, si conclude con la ripresa del tema iniziale.
"Grantchester Meadows" di Waters.
"Several Species of Small Furry Animals Gathered Together in a Cave and ... " di Waters.
Il bassista compone due brani tra loro diversissimi come l'acustica "Grantchester
Meadows", ballata ricca di poesia sia nelle liriche sia nell'atmosfera; ed il rumoristico
"Several Species Of Small Furry Animals Gathered Together In A Cave And Grooving
With A Pict", con versi di animali, effetti derivanti da sovraincisioni e registrazioni
a ritroso, e la voce dello stesso Waters impiegata come strumento onomatopeico.
"The Narrow Way Pt. 1 - Pt. 2 - Pt. 3" di Gilmour.
Il pezzo, diviso in tre sezioni, comincia con un'intro di chitarra
acustica, mentre la seconda parte e' caratterizzata da una linea di basso
ben precisa, su cui si inseriscono le improvvisazioni di chitarra elettrica
e tastiere. Nella terza si fa un brusco ritorno alla classica forma canzone,
con un testo poco espressivo, ma con la voce di Gilmour ed il resto degli strumenti in gran spolvero.
Questa fortunata "opera prima" consegna ai Pink Floyd un altro prezioso compositore : David Gilmour.
"The Grand Vizier's Garden Party Enterance Pt. 1 - Entertainment Pt. 2 - Exit Pt. 3" di Mason.
Un delicato flauto invita all' entrata non lasciando presagire nulla di quanto troveremo nel
giardino del Grand Viziers : l'intrattenimento va avanti a colpi di tom, mentre
bizzarri suoni di provenienza ignota sorprendono di tanto in tanto; sembrerebbe
un brano post-rock con trent'anni di anticipo sulla tabella di marcia. Lo
stesso flauto dell'entrata accompagna dolcemente all'uscita ed alla chiusura
del disco.
Al momento della pubblicazione, "Ummagumma" fu accolto immediatamente da
reazioni molto positive da parte della critica musicale (molti lo ritengono
ancora oggi l'apice creativo dei quattro), mentre distaccata fu la reazione
del pubblico, con la copertina, come sempre azzeccata da Storm Thorgerson e dallo studio Hipgnosis.
Tuttora sono gli stessi musicisti, piuttosto reticenti a rilasciare dichiarazioni
autocompiacenti sul disco, a prenderne le distanze, convinti che di piu' (!)
si sarebbe potuto fare con un lavoro in comune, mescolando i vari, ispirati
contributi.
Che dire di questo doppio album : spettacolare... cosmico... elettrico... avanguardistico... . Tutto questo e molto di piu'. In quei fine anni '60 c' era una sperimentazione da parte di molti gruppi rock inglesi ed americani che andava al limite dell' ascoltabile. Ed i Pink Floyd primeggiavano sia nel rock psichedelico che in quello d' avanguardia. Quanto registrato in "Ummagumma" non si ripetera' piu' per i Pink Floyd soprattutto per quanto riguarda la parte in studio che risulta tra le piu' incredibili che il rock abbia mai prodotto.
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