The Wall
Pink Floyd
The Wall
Pink Floyd
1979 EMI

brani
In the Flesh?
The Thin Ice
Another Brick in the Wall, Part 1
The Happiest Days of Our Lives
Another Brick in the Wall, Part 2
Mother
Goodbye Blue Sky
Empty Spaces
Young Lust
One of My Turns
Don't Leave Me Now
Another Brick in the Wall (Part III)
Goodbye Cruel World
Hey You
Is There Anybody Out There?
Nobody Home
Vera
Bring the Boys Back Home
Comfortably Numb
The Show Must Go On
In the Flesh
Run Like Hell
Waiting for the Worms
Stop
The Trial
Outside the Wall

Voto : 8+ .


The Wall - Pink Floyd - EMI 1979

band
David Gilmour - voce e chitarre, effetti (basso in "Hey You").  Nick Mason - batteria e percussioni.
Roger Waters - voce principale, basso, sint VCS3, effetti.  Richard Wrigth - piano, tastiere.
Guests : cori ed orchestra.

Pink Floyd "The Wall".

Album fra i piu' declamati della Storia del Rock con decine di milioni di copie vendute, "The Wall" e' l' opera rock piu' importante, dopo "Tommy" degli Who. "The Wall" giunge nei negozi di dischi il 30 novembre 1979; due anni e mezzo piu' tardi di "Animals".
"Another Brick in the Wall, Part 2" invade subito le radio del pianeta e traina il doppio Lp in vetta a tutte le classifiche musicali.
Copertina e disegni di Gerald Scarfe : il Muro con i Mattoni : ovvero il muro della incomunicabilita'.
E' un gestaccio di Waters, durante un live del 1977 dei Pink Floyd in tour con "Animals", che gli fa balenare l' idea del concept-opera-rock. Infastidito da un fan a Montreal sotto il palco che urla "Money", Waters centra in faccia il malcapitato con uno sputo.
Incomunicabilita', isolamento ed alienazione sono alla base di "The Wall", autentica opera rock. Waters scrive novanta minuti di musica e testo tra la fine del 1977 e la meta' del 1978 (luglio). Gli altri tre Pink Floyd si mettono a lavorarvi in sala di registrazione solo nell' aprile del 1979. "The Wall" e' il doppio album soprattutto di Waters; ma Gilmour, co-produttore del disco, azzecca dei soli chirarristici che sono delle vere perle. E' anche co-autore di "Comfortably Numb", "Young Last" e "Run Like Hell", tra le piu' interessanti e belle songs di "The Wall". Wright e Mason fanno la loro parte, senza calcare troppo la mano. In fondo "The Wall" non e' disco sperimentale e tutta la psichedelia dei primi Pink Floyd e' assente dal disco.
I brani, spesso melodici, nella prima parte hanno una accesa spinta elettrica nella seconda.

"In the Flesh ?" entra con magniloquenza strumentale lasciandosi invadere da una successione chitarristica che poi dilaga in un altra melodia. Quindi si ferma sopra corali tastieristici e Waters sale in cattedra accompagnato dai cori e dalle deflagrazioni di Wright. La song viene anche caricata di grida e rombi d'aerei.
"The Thin Ice" : Pink nasce (si sente il pianto di un neonato). Il brano e' una chicca acustica di pianoforte che poi Gilmour fende con la sua guitar in maniera decisa lanciandola in ''urla'' esplosive.
"Another Brick in the Wall, Part 1" e' una sorta di funky, ma elettrico, con un Waters che traccia linee di basso costruttive del pezzo; e Gilmour che gioca d' effetti (delay e riverberi in primis) con la sua chitarra. Mentre il canto e' ancora trattenuto ...
"The Happiest Days of Our Lives" : crescono le tastiere con brevi distorsioni armoniche.
"Another Brick in the Wall, Part 2" : arrivano le pale vorticose degli elicotteri. Waters canta cupo sopra un basso potente fino all' entrata dei cori che sono supportati anche da una buona ritmica. Il brano gioca su uno-due accordi e su alcuni riverberi della guitar; ma e' l' entrata corale dei 23 ragazzi della quarta classe di musica della Islington Green School di Londra con eta' compresa fra i 13 ed i 15 anni : che sorprende ... Il brano, quindi, viene invaso da un solo di Gilmour pulito e da tastiere che sembrano prese a prestito dalla lunga-suite di "Wish You Were Here".
In "Mother" e' il suono del segnale di libero di un telefono che apre la song. E' una ballata tipicamente pink-floydiana; delicata, con fili d' organo che la sorreggono. "Is There Anybody Out There? lentamente appoggiandosi ad un piano acustico la chiude.
"Goodbye Blue Sky" : se nel testo e' cupa, nella musica e' bellissima. Un leggero parlato di un neonato e' inciso in apertura di song. Tastiere oscure la fiancheggiano con rarita', mentre arpeggi acustici con coretti d' effetto : la rendono graziosa.
"Empty Spaces" e' una marcia spigolosa con tastiere e pianoforte cupi e freddi ed effetti acidi. Anche il canto e' sgradevole.
"Young Lust" e' un rock sincopato, abbastanza leggero, che si ripete : nulla di travolgente.
"One of My Turns" : il telefono suona ... un suono simil-fisarmonica stonata presenzia alla song. Quindi un tempo rock elettrico con oggetti rotti fanno il loro ingresso. Il breve solo di Gilmour e' l' unica cosa bella del brano.
"Don't Leave Me Now" offre tastiere cupe-tragiche con una voce lontana, sgradevole. Poi esplodono le tastiere sottostanti di Wright con Gilmour che si lancia in un solo bellissimo.
"Another Brick in the Wall (Part III)" : e' la versione piu' Rock delle tre. Breve con un Gilmour che fende senza mordere.
"Goodbye Cruel World" e' breve : con due note oscure ed un recitativo.
"Hey You" ha un giro di basso che e' bellezza esplosiva : accreditato a Gilmour (yes : non a Waters). Tappeti di Wright sorreggono una guitar elettrica che lo incide profondamente : il tutto impreziosiscono ancora maggiormente il brano, gia' di per se' bellissimo.
"Is There Anybody Out There?" : una sola frase con fili elettrici lontani su un tappeto cupo. Poi si distende un arpeggio acustico incantevole.
"Nobody Home" e' un pezzo poetico nel testo. Bellissimi : il pianoforte, le aperture orchestrali, ed i cori. Torna la frase "Is There Anybody Out There?".
"Vera" e' una dedica orchestrale-operistica : alla cantante dei primi del '900; le cui songs venivano cantate dalle truppe inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale.
"Bring the Boys Back Home" : si tratta di una breve traccia scandita dal rientro marziale e dal bussare dei soldati : a casa. Torna la frase "Is There Anybody Out There?".
"Comfortably Numb" si sorregge su tappeti melodici eterei; cantata lievemente da Waters con il suo basso che si fa comunque sentire. Gilmour, dopo l' urlo se ne impadronisce in un solo che e' diventato leggendario.
"The Show Must Go On" : brano breve tra cori beatlesiani e la voce di Gilmour.
"In the Flesh" : ripresa del brano d' apertura, ma piu' bello, meno magniloquente, piu' rock, quasi hendrixiano. Quindi un filo di tastiere ed il battere di Mason supportano il "fiume" di "oscenita' " del testo recitato da Waters con fare teatrale. Gilmour va a prendersi il finale di song.
"Run Like Hell" sembra quasi una disco-dance con una bella e pulita chitarra sopra coretti e voci che si rincorrono; ed un ritmo uguale a se stesso, ma non per questo brutto.
"Waiting for the Worms" appare come una canzone tra i primi sixty ed il moderno; con un ottimo lavoro metronometrico di Mason. Si muove in una atmosfera rarefatta, fino all' irrompere della voce nasale-megafonata di Waters. Un incedere marziale fa il suo ingresso nella song con dialoghi e cori (anche di incitamento : si tratta delle masse) in sovrapposizione continua.
"Stop" : breve passaggio pianistico.
"The Trial" (firmato Waters ed il co-produttore Ezrin) ha un crescere musicale molto intenso ed articolato. Teatrale, grottesco, quasi da operetta, a tratti operistico, un po' marcettistico, con tutta la strumentazione orchestrale in campo. ... Quindi il Muro crolla ...
"Outside The Wall" ... il Muro e' crollato ... un filo di fiati ed una voce declamano gli ultimi versi del doppio album : "Da soli o a due a due / Quelli che davvero ti amano / Vanno e vengono al di la' del muro / Alcuni mano nella mano / Altri riuniti in gruppi / Quelli sensibili e gli artisti / Cercano di abbatterlo / E quando ti avranno dato il meglio di loro / Qualcuno barcollera' e cadra' / Dopotutto non e' facile / Picchiare il cuore / Contro il muro di un folle.

in "The Wall" (1979) dei Pink Floyd risultano importanti le orchestrazioni curate da Michael Camen ed i cori : che fanno assumere al disco i connotati di una grande opera musicale. "The Wall" e' disco perfettamente registrato, magnificamente arrangiato : ricco di belle canzoni, alcune anche cupe e che trasmettono un senso di distacco ed anche di rifiuto. Parecchi gli innesti pink-floydiani ""strani"" con voci, grida, sussurri, cori, pianti di un neonato, dialoghi, rombi d' aereo, pale d' elicottero, trilli telefonici, voci televisive e radiofoniche, ecc...
Appare fuori tema musicale "The Trial". Forse renderla piu' psichedelico-pinkfloydiana e meno operistica : sarebbe stato meglio.
Tre anni dopo il successo mondiale del doppio LP, esce il film con la regia di Alan Parker. Un giovane Bob Geldof (leader dei Boomtown Rats, all' epoca) e' l' attore protagonista nella parte di Pink.
Il padre morto in guerra, la madre iper-protettiva, l' insegnamento dannoso, l' isolamento, il nichilismo, il rapporto di coppia assente, le masse soggiogate dal potere, sono i temi trattati nel doppio disco e soprattutto nel film che focalizza maggiormente certi concetti che nel doppio LP non vengono spiegati al meglio.
Il disco verra' particolarmente apprezzato in terra tedesca. Waters, alla caduta del Muro di Berlino, vi fara' uno storico concerto nel 1990.
Nota curiosa : "What Shall We Do Now", canzone eseguita in tour non e' presente sul doppio vinile "The Wall" per problemi di spazio (ma presente sul film). Sul LP viene sostituita dalla piu' breve "Empty Space". Questa song, appena prima di iniziare, contiene un messaggio interno solo se la si ascolta al contrario.

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