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Procol Harum A Salty Dog
1969 A & M
Voto : 8--- .
brani
A Salty Dog The Milk of Human Kindness
Too Much Between Us The Devil Came From Kansas
Boredom Juicy John Pink
Wreck of the Hesperus All This and More
Crucifiction Lane Pilgrim's Progress Long Gone Geek
band
Gary Brooker - pianoforte e voce e armonica.
Matthew Fisher - tastiere, organo, Hammond, mellotron, voce. Robin Trower - chitarre.
Barrie B.J. Wilson - batteria, percussioni. Dave Knights - basso.
Keith Reid - testi. archi e fiati nella produzione.
I Procol Harum sono stati un gruppo interessante nella storia del Rock degli anni '60 del secolo scorso. Tra i primissimi a collegare pop e musica classica.
I Procol Harum (una grossolana sgrammaticatura delle parole latine per "cose lontane") fecero parte del contingente "neo-classico" della musica rock Britannica. A differenza dei Nice, che avevano inventato il genere, i Procol Harum usarono la musica classica per comporre canzoni eleganti con brevi accenni sperimentali. I Procol Harum si evolsero nel 1966 da gruppo di rhythm and blues, i Paramounts, che avevano pubblicato il primo singolo nel 1963, ed il cui repertorio verra' raccolto su "A Whiter Shade of R&B" (Edsel, 1983). A lanciarli fu "A Whiter Shade of Pale" (quindici milioni di copie vendute), una solenne e struggente melodia simil psichedelica per organo Hammond ispirata a due temi di Bach, l'"Aria sulla Quarta Corda" dalla terza suite in re per orchestra BWV 1068 ed il quarto movimento della cantata BWV 140 ("Wachet auf, ruft uns die Stimme") che spopolo' nell'aprile 1967.
Con "Shine On Brightly" (A&M, 1968) il gruppo comincio' a capire quali fossero i propri punti di forza, ed accentuo' pertanto la passione struggente e l'epica titanica.
"A Salty Dog", del 1969, con musica di Gary Brooker e testi di Keith Reid, presenta gioiose espressioni musicali estatiche ed e' il loro capolavoro.
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Procol Harum "A Salty Dog".
"A Salty Dog" apre bellissima con piano e rumori di gabbiani e fili di violini; quando la song prende corpo Gary vola con la voce. Fluisce poi tra tocchi d'archi fantastici.
In "The Milk of Human Kindness" e' la chitarra elettrica che fornisce la linea melodica della canzone. Il brano e' un pop rock allegrotto ben giocato dai vari strumenti.
"Too Much Between Us" e' una canzone toccante, malinconica, pizzicata, delicata.
"The Devil Came from Kansas" e' un pezzo grintoso ed epico nell'uso dell'Hammond e del mellotron, con chitarre sul fondo ed incedere marziale.
"Boredom" ha un bel ritmo, buone percussioni, caraibico, tutto godibile, entrate di flauto comprese.
"Juicy John Pink" e' un blues, parecchio grezzo, con armonica e voce sopra un tessuto percussivo melodico ridotto all'osso. Un pezzo che non c'entra per niente con il sound dei P. H. e con il resto dei brani dell'album.
"Wreck of the Hesperus" ha una ritmica lenta (gigante nel finale) e si appoggia su un arpeggio di piano ripetitivo con la chitarra di Robin Trower che ne spezza il tempo; la melodia e' particolarmente bella quando entrano orchestra e mellotron a colorarla.
"All This and More" e' una canzone lenta ma grintosa. Interessante nella struttura melodico/rock.
"Crucifiction Lane" e' una bella ballata elettrica con arpeggi di piano piacevoli. Alla voce c'e' Matthew Fisher ed un bel basso che viene a galla.
In "Pilgrim's Progress" dominano organo e voci alla P. H.: uno stile brano doc, nel quale gli strumenti di Gary Brooker e Matthew Fisher si dividono il palcoscenico.
In "Long Gone Geek" i P. H. sono in pieno territorio rock, quasi hard con l'Hammond in grande spolvero. E' comunque un blues molto condito dagli strumenti dei P. H.
La loro musica e' ripiena di situazioni per un terzo classiche con parecchi i riferimenti a Bach, un terzo pop, un terzo rock.
Interessante nel gruppo l'uso del basso. La linea del basso diventava con i Procol Harum una costruzione: il rock si faceva piu' impegnato. Ed i Procol Harum erano in prima linea in tutto cio'.
I loro brani non erano piu' canzoni; la struttura del pezzo presentava gia' in se' elementi progressivi, farciti di classicita', ma comunque nuovi.
Le composizioni piu' audaci dei Procol Harum sono fantasie melodiche di tutto rispetto. Nel 1969 il gruppo si fece una nomea per le storie pacate e vissute di lontananza e solitudine, ed in particolare quelle di vita marinara, attivate in "Salty Dog" (1969). Gli arrangiamenti di "A Salty Dog" (1969) raggiungono il massimo equilibrio fra le aspirazioni neoclassiche e la drammaturgia rock. Particolare interesse suscita la voce del leader Gary Brooker capace di irrobustirsi e di volare alta. Ma i brani piu' belli dei Procol Harum avvengono quando pianoforte ed organo disegnano la melodia e quando il ritmo cala...
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