Shine on Brightly
Procol Harum
shine on brightly
procol harum
1968 a & m
brani
Quite Rightly So
Shine on Brightly
Skip Softly (My Moonbeams)
Wish Me Well
Rambling On
Magdalene (My Regal Zonophone)
In Held Twas in I:
Glimpses of Nirvana/
Twas Teatime at the Circus/
In the Wee Small Hours of Sixpence
Voto : 8---.
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Shine on Brightly - Procol Harum - A & M 1968
band
Gary Brooker - pianoforte e voce. Matthew Fisher - tastiere, clavicembalo, organo, mellotron.
Robin Trower - chitarre elettriche ed acustiche.
Barrie B.J. Wilson - batteria, percussioni. Dave Knights - basso.
Keith Reid - testi.
Procol Harum "Shine on Brightly".
I Procol Harum (una grossolana sgrammaticatura delle parole latine per "cose lontane") fecero parte del contingente "neo-classico" della musica rock Britannica dei secondi anni '60. A differenza dei Nice, che avevano inventato il genere, i Procol Harum usarono la musica classica per comporre canzoni eleganti con brevi accenni sperimentali. La loro specialita' divenne l'album a tema.
I Procol Harum si evolsero nel 1966 da un gruppo di rhythm and blues, i Paramounts, che avevano pubblicato il primo singolo nel 1963, ed il cui repertorio verra' raccolto su "A Whiter Shade of R&B" (Edsel, 1983). A lanciarli fu "A Whiter Shade of Pale" (dieci milioni di copie vendute), una solenne e struggente melodia simil-psichedelica per organo Hammond (ispirata a due temi di Bach, l' "Aria sulla Quarta Corda" dalla terza suite in re per orchestra BWV 1068 ed il quarto movimento della cantata BWV 140 ("Wachet auf, ruft uns die Stimme") che spopolo' nell'aprile 1967. Il primo album, "Procol Harum" (Deram, 1967), e' una raccolta di melodie imponenti sostenute da ritmi marziali e da solenni timbri d'organo.
"Quite Rightly So" e' una tipica canzone beat con l' organo che impreziosisce cadenze blues, intramezzato da un breve ma caldo solo di chitarra. Un bel ritmo nel finale con tanto di tamburellamenti.
"Shine on Brightly" presenta la voce penetrante del solista che aleggia sulle atmosfere musicali artefatte di Matthew Fisher, quasi psichedeliche, con entrate decise della chitarra elettrica Robin Trower.
"Skip Softly (My Moonbeams)" ha un inizio con ritmo cadenzato ed allegro di pianoforte, quindi segue una melodia piu' lenta, riposante, che precede un bell'attacco solista di chitarra graffiante distorta sopra un caso non pesante. Va a chiudere un cadenzato balcanico.
"Wish Me Well" viene scandita da un ritmo lento del piano, un rhythm and blues quasi gospel, sul quale emerge una voce arrabbiata tipica del rock tradizionale con tanto di controcanto (alla Rolling Stones per intenderci).
"Rambling On" e' cadenzata, quasi romantica, con lo stesso ritmo che dura tutto il brano ed una chitarra grave e sincopata. L'incedere marziale si introduce a meta' brano senza fare decollare di molto la song.
"Magdalene (My Regal Zonophone)" offre giochi di percussioni con un ritmo tambureggiante da parata che emergono dalla lentezza del brano che gira attorno al piano ed alla voce di Gary Brooker sorretti da un Hammond cattedralico.
"In Held Twas in I : Glimpses of Nirvana/Twas Teatime at the Circus/... " e' il brano-facciata in perfetto stile rock progressive (anche se il termine verra' coniato un anno dopo). Un grande pezzo di rock progressivo, in verita'. Corse ritmiche frenetiche vengono spezzate da lirismi con voce e pianoforte per poi riaccendere il tutto con epicita' corali, orchestrali e fermenti di chitarra ed organo e mellotron e clavicembalo. Per alcuni temi magniloquenti ricorda le atmosfere che saranno poi tipiche dei primi Genesis, dei Renaissance e di tanti altri gruppi di rock romantico e progressive.
Con "Shine On Brightly" (A&M, 1968) il gruppo comincio' a capire quali fossero i propri punti di forza, ed accentuo' pertanto la passione struggente e l'epica titanica. Ad una prima facciata decisamente bella ma non eccezionale soprende la seconda : un unico pezzo! Presa confidenza, il gruppo deliro' romanticamente nei diciotto minuti di ascesi mistica di "In Held Twas In I", una suite in cinque movimenti che perfeziona il rock romantico dei Moody Blues arricchendolo di quelle sonorita'e tematiche musicali che verranno chiamate un anno dopo Rock Progressive.
Quest'album e' gia' un prodromo di Rock Progressivo, vuoi per la durata di alcuni brani, vuoi per i ritmi, vuoi per una rottura con i canoni tradizionali di alcune canzoni beat. Non e' da paragonare con "A Salty Dog" decisamente meno complesso.
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