Quella Vecchia Locanda
Quella Vecchia Locanda
Quella Vecchia Locanda
Quella Vecchia Locanda
1972 Help Contempo
brani
Prologo
Un villaggio, un' illusione
Realta'
Immagini sfocate
Il Cieco
Dialogo
Verso la Locanda
Sogno, risveglio e...
Voto : 8 .
I TESTI
DELL' ALBUM
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Quella Vecchia Locanda - Quella Vecchia Locanda - Help Contempo 1972
band
Giorgio Giorgi - voce solista, flauto, ottavino.
Raimondo Maria Cocco - chitarra elettrica, chitarra acustica, chitarra 12 corde, voce, clarinetto.
Massimo Roselli - pianoforte, organo, mellotron, Moog, cetra elettronica, spinetta, voce.
Romualdo Coletta - basso, generatore di frequenze. Patrick Traina - batteria, percussioni.
Donald Lax - violino classico, violino elettrico.
guest : Giacomo Dell' Orso : testi e produzione.
Quella Vecchia Locanda "Quella Vecchia Locanda".
Quella Vecchia Locanda, gruppo di Roma, pubblica l'album d'esordio con la piccola etichetta Help, e poi dopo due anni e con una nuova formazione cambio' casa discografica, in questo caso andando alla RCA.
Quella Vecchia Locanda si forma intorno al 1970 come quintetto, con una buona attivita' live. Le uniche tracce dei loro inizi sono una canzone piuttosto melodica sulla compilation ''Progressive Voyage'', ed una registrazione live della fine del 1971 pubblicata su CD dalla Mellow. Il CD Live contiene 12 brani, in gran parte cover di brani rock inglesi ed americani, ma le tre composizioni originali rivelano gia' alcuni elementi di cio' che sarebbe stato il loro album d'esordio un anno piu' tardi.
Il primo album esce nel 1972, con il violinista americano Donald Lax come sesto componente, e l'LP e' ancora oggi considerato tra i classici di questo genere, con un'originale fusione di influenze classiche e l'uso del flauto e del violino elettrico in grande evidenza. L'album comincia con la bella "Prologo", ed anche se le influenze di alcuni gruppi stranieri sono chiare (ad esempio i Jethro Tull in alcuni passaggi di flauto), ci sono dei momenti splendidi originali distribuiti nelle varie canzoni.
"Prologo" ha un ottimo attacco rock con l' ingresso di tutta la strumentazione fino alla pausa acustica molto tenera che va' a chiudere il brano.
"Un villaggio, un' illusione" e' ancora ritmata con apertura di Lax in stile vivaldiano. Ritmo e melodia si sovrappongono. Canto e cori risultano semplici.
"Realta' " e' un gioellino con chitarra acustica in evidenza, voce rinforzata dal controcanto e fiati inizlali. Il ritornello e' mieloso. Nella seconda parte il pianoforte prende il posto dei fiati che vanno comunque a concludere il brano con il ritornello orecchiabile.
"Immagini sfocate" ha una bellissima introduzione corale della strumentazione con violino e flauto che si sovrappongono. Quindi il brano vira verso un grintoso rock.
"Il Cieco" ha una prima parte grintosa che ritorna nel finale; quindi un leggero tappeto di spinetta fa' da sostegno ad una bellissima fusione di fiati di andersoniana memoria. I secondi finali vengono rapiti dal violino e dal pianoforte davvero godibili.
"Dialogo" ha un bel ritmo introdotto da basso, chitarra e batteria. Poi QVL dispiegano il loro progressive rock... con un ottimo solo di clarinetto. Il finale viene strutturato con effetti sonori e da un basso dominante.
"Verso la Locanda" vive di un perfetto equilibrio tra la parte ritmica davvero bella e quella acustica, con impennate di mellotron. Il canto si appoggia sulla chitarra elettrica pizzicata. Quindi il brano devia per una leggera fuga pianistica ottimamente sostenuta dal reparto ritmico. Finale con Moog in spolvero...
"Sogno, Risveglio e..." ha un bellissimo "intro" pianistico con piccoli parti di cetra elettronica. Quindi il violino tesse note malinconiche riprese anche dal flauto. E' sempre il piano a dominare il brano facendosi sovrastare da un canto molto bello nella seconda parte. Piano e cetra elettronica vanno in finale di pezzo a riprendersi il tema melodico iniziale.
Prezioso album per collezionisti, questo disco d' esordio "Quella Vecchia Locanda" del 1972 viene considerato ancor oggi uno dei dischi di rock italiano piu' importanti di sempre. E lo e'! Risulta godibile anche per l' influenza di composizioni classiche che risentono echi di Vivaldi, Bach, Brahams e Corelli. Le strumentazioni classiche quali i fiati, il violino, il pianoforte ben si amalgamano al tessuto ''progressive'' fornito dalle tastiere ed al terreno ritmico cucito da basso e batteria. Unico neo del disco : la parte cantata; che risulta troppo semplice e poco rinforzata.
Il secondo album "Il Tempo della Gioia" arrivo' due anni dopo, con un cambio di formazione, l' eclettico Lax sostituito dal violinista Claudio Filice ed il bassista Coletta da Massimo Giorgi precedentemente con "Il Ritratto di Dorian Gray".
L'album ha una migliore produzione rispetto al primo, anche se non contiene il suo genuino entusiasmo, ma comunque un ottimo album con bei pezzi.
Il gruppo si sciolse purtroppo poco dopo il secondo album, lasciandoci altre due gemme del progressive italiano, entrambe con splendide copertine.
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