Aftermath
Rolling Stones
Aftermath
Rolling Stones
1966 Decca

brani
Mother's Little Helper
Stupid Girl
Lady Jane
Under My Thumb
Doncha Bother Me
Going Home
Flight 505
High And Dry
Out Of Time
It's Not Easy
I Am Waiting
Take It Or Leave It
Think
What To Do

Voto : 8 .


I TESTI
DELL' ALBUM

Aftermath - Rolling Stones - Decca 1966

band
Mick Jagger - voce principale, armonica.  Charlie Watts - batteria.
Bill Wyman - basso.  Brian Jones - chitarra ritmica, sitar, dulcimer, vibrafono.
Keith Richard - voce, chitarra solista e ritmica.

Rolling Stones "Aftermath".

"Aftermath" e' un bel disco. Un gran bel disco dei Rolling Stones. Siamo nel 1966, teniamolo a mente. E nel mondo discografico sono appena apparsi il capolavoro di Dylan, quello dei Beach Boys e quello dei Beatles. Molti gruppi di qua e di la' dell' Atlantico sperimentano in quell' anno i primissimi suoni "magici" del Rock : ma sono ancora acerbita'. "Aftermath" e' un disco che rappresenta i Rolling Stones al meglio del loro blues rock. Soprattutto per quella "Going Home" che fa da autentico spartiacque tra blues e rock : ora blues, ora blues-rock ora rock. Una canzone di undici minuti molto lunga per il 1966, tra le primissime songs lunghe di tutta la Storia del Rock. "Aftermath" e' il primo album degli Stones che viene firmato per intero dalla coppia Jagger/Richard. Ed e' anche il primo LP che non e' ripieno di covers blues e r&b rifatti alla Stones.

"Mother's Little Helper" e' un bel brano dinamico con "chitarrina carina" su un tessuto ritmico che fa la parte dura del pezzo.
"Stupid Girl" presenta suono r&b degli anni '50 invaso dalla base funky di Bill Wyman (basso) e Charlie Watts (batteria).
"Lady Jane" e' una bellissima canzone acustica tutta pervasa da melodie medioevali, soavi e distese, con Jones al dulcimer.
"Under My Thumb" presenta una base simil jazz-funk con un vibrafono che ricama; il canto di Jagger tratteggia blues e soul; la chitarra suona spezzata.
"Doncha Bother Me" riporta gli Stones alle loro radici blues.
"Going Home" ha matrici blues ma decolla sperimentando gli strumenti in liberta' con ventate quasi acide ed una lunga jam vocale di Jagger che giganteggia anche all' armonica.
"Flight 505" appare come un semplice jazz rivestito di matrici beat.
"High And Dry" e' bel un blues elettro-acustico con tanto di armonica.
"Out Of Time" e' un brano che supera i cinque minuti apparentato con le canzoni romantiche degli anni '50; risulta complessivamente un ottimo r&b jazzato con la ricomparsa del vibrafono, steso come un tappeto insieme alla sezione ritmica.
"It's Not Easy" e' un beat che tende al rock. Il basso e' bello e potente e Charlie pesta duro con piede sulla cassa e mani sui tamburi.
"I Am Waiting" e' un brano leggero intriso di una morbida acidita' acustica con il dulcimer di Brian che ricompare.
"Take It Or Leave It" e' un brano ripieno di suoni sixty (uguale a tante altre belle canzoni dello stesso periodo) con Jagger in primissimo piano.
"Think" e' un tosto blues-rock con la batteria solida di Watts, la chitarra che prova ad incidere nel solco rock di Keith Richard, il cantato negroide di Mick Jagger, il basso potente di Wyman.
"What To Do" e' una bella canzoncina elettro-acustica con coretti anni '50.

"Aftermath" e' l' album dei Rolling Stones pubblicato in Inghilterra il 15 aprile 1966 e negli Stati Uniti il 2 luglio 1966. Quattordici brani in UK, undici in USA. Bello, bellissimo ... Come lo sono del resto tutti quelli incisi dai Rolling Stones fino al 1972 : freschi, genuini, spigolosi. Ma "Aftermath" e' ancora un ibrido : con canzoncine corte belle, canzoni in sintonia piu' con il pop che con il rock, una-due avanguardistiche ed altre nelle quali la chitarra elettrica di Keith non incide profondamente nella trama rock come invece gia' fa l' accoppiata ritmica di Charlie e Bill.
In questo album sono diverse le sperimentazioni musicali del gruppo compiute da Brian Jones, che ispirato da George Harrison in "Rubber Soul", utilizza il sitar in "Mother's Little Helper" ed il dulcimer in "Lady Jane" e "I Am Waiting". Keith Richard si concentra sul lavoro delle chitarre non riuscendo a dargli quello spessore Rock al quale Clapton stava gia' lavorando. Jagger e' superbo. Charlie e Bill sono nel 1966 gia' dentro il Rock.

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pagina a cura di   Graziano Edi Corazza
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