Rolling Stones Beggar's Banquet - pag. 146 -

- pag. 147 - ROCK: 50 ANNI!   g.edi.c.


Rolling Stones  Beggar's Banquet
1968  Decca    Voto : 8+ .

brani
Sympathy for the Devil    No Expectations
Dear Doctor    Parachute Woman
Jig-Saw Puzzle    Street Fighting Man
Prodigal Son    Stray Cat Blues
Factory Girl    Salt of the Earth

band
Mick Jagger - voce principale, armonica.  Charlie Watts - batteria e percussioni.
Bill Wyman - basso.  Brian Jones - chitarra ritmica, pedal steel, sitar.
Keith Richards - voce, chitarra solista e ritmica e chitarra acustica.
guests: Nick Hopkins - pianoforte, tastiere, cori, clavicembalo.  Ian Stewart - piano.
Dave Mason - chitarra e mandolino.  Rocky Dijon - conga.  Rich Grech - Violino.
Anita Pallenberg - cori.  Marianne Faithfull - cori.

"Beggar's Banquet" e' un bellissimo disco. Soprattutto se si riesce mentalmente a saltare da "Aftermath" del 1966 al 1968 di "Beggar's Banquet", appunto!... Tralasciando il pop leggero ed acidino di "Between the Buttons" dei primi mesi del 1967, e la psichedelia discreta di fine 1967 di "Their Satanic Majestic Request". LP's carini che con l'ossatura Stones: poco, pero', avevano da spartire.
Beh, i Rolling Stones nel caldo 1968 riprendono in mano la loro bussola rock / rock blues. Lo fanno alla maniera che loro hanno inventato. Tutto torna ad essere blueseggiante, spesso con trama acustica per essere irrobustita da un altra chitarra ed anche da qualche sferzata elettrica di Keith Richards. Questo tipico sound rollingstoniano e' in "Beggar's Banquet" del 1968 sostenuto dalla grande sezione ritmica di Bill e Charlie e dal prezioso lavoro pianistico di Nick Hopkins. L'opera di Brian Jones e' poca cosa... qualche perlina ancora... I testi di Mick, oltre ai riferimenti al sesso ed alla droga, danno voce al malcontento giovanile ed alla classe operaia. Questo e' probabilmente il disco nel quale i Rolling Stones appaiono veramente rivoluzionari.


Rolling Stones "Beggar's Banquet".

"Sympathy for the Devil" manifesta la loro carica energica con un lavoro percussivo fantastico dove il basso di Wyman gira vorticoso. E' un brano che ha in se' ancora vagiti acidi con quegli uh uh che fanno da controcanto a Mick Jagger. Hopkins tesse magie al piano e Keith ci inserisce la sua Telecaster sporca al punto giusto. Mick ci spruzza sopra uno dei suoi testi visionari e demoniaci interpretando un Lucifero dotto. Si noti che il testo della canzone ha avuto ispirazione dal romanzo "Il Maestro e Margherita" di Mikhail Bulgakov suggerito a Mick da Marianne.
E' acustica e molto carina "No Expectations" con Brian Jones che si inserisce nel pezzo registrando una fila di perle con la pedal steel che incanta. Ci si mette anche Nick con brevi note di pianoforte bellissime.
E' un gradevole country, parecchio blueseggiante "Dear Doctor" con tanto di armonica e canti corali e scherzosi nel finale.
"Parachute Woman" e' un gran bel blues rock: grezzo ed incalzante come loro sanno fare con Richards che lo infilza con un breve solo e con l'armonica sporca di Jagger che va a terminarlo.
Con "Jig-Saw Puzzle" Jagger, Wyman, Richard ed Hopkins tessono un'altro grande brano. Piano tratteggiato, temporeggiante e chitarra che scivola... sono una goduria... mentre il basso di Bill pulsa... Come al solito Jagger inventa strofe e ritornello gradevoli con un Watts sempre potente, ma mai invasivo. Finale che si alza un tantino freneticamente.
"Street Fighting Man" e' un gran bel pezzo roccioso movimentato dalla batteria fissa e secca di Watts. Un brano soprattutto acustico, ma potente, quasi urlato da Jagger. Brian ci incide anche il suo sitar, rendendo il finale ancora piu' grezzo.
Con "Prodigal Son" i Rolling Stones vanno alle radici della loro musica. Lo fanno in maniera quasi ortodossa. Gran bel blues.
Ecco in "Stray Cat Blues" gli sporchi Rolling Stones, quelli che mettono in primo piano le viscere del rock con quel canto lascivo di Jagger e quella chitarra elettrica che urta. Il pezzo e' grintoso ed ottimamente movimentato dal tessuto ritmico. Nel finale si inserisce anche il piano ritmato di Hopkins che lascia a Richards le ultime note.
"Factory Girl" e' un altro brano countreggiante con un buon ritmo sostenuto dalle chitarre acustiche e da un violino.
"Salt of the Earth" e' un gospel corale che pompa parecchio soul con un pianoforte in primo piano. Dapprima i controcanti li fanno gli stessi Stones, poi c'e' un vero e proprio coro gospel. Il pezzo cresce giro dopo giro nella seconda parte intensificando l'emozionalita'.

"Beggar's Banquet" e' disco di rock, quanto di blues, di country, di soul e gospel anche senza l'uso dei fiati. E' un album capace di brani che entrano con forza nel cervello ed altri che si assaporano dopo un solo altro ascolto. E' un album, comunque, completo di pezzi tutti di ottimo livello. Peccato che manchi "Jumpin' Jack Flash" che venne fatta uscire, sempre nel 1968, come 45 giri e non inserita in "Beggar's Banquet". Appare interessante il fatto che la copertina originale del LP venne censurata negli Stati Uniti perche' giudicata troppo sudicia; il vinile venne allora inserito in una copertina tutta bianca.


PRESENTAZIONE     BEAT     BLUES ROCK     FOLK ROCK     SOUL ROCK - FUNK     PSICHEDELIA     PROGRESSIVE     I DISCHI del ROCK
JAZZ ROCK     HARD ROCK - HEAVY METAL     REGGAE     PUNK     NEW WAVE     INDIE ROCK     ROCK IN ITALIA     CONCLUSIONI     GLOSSARIO