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Rolling Stones Sticky Fingers
1971 Rolling Stones Records Voto : 9- .
brani
Brown Sugar Sway Listen Wild Horses
Can't You Hear Me Knocking You Gotta Move Bitch
I Got the Blues Sister Morphine
Dead Flowers Moonlight Mile
band
Mick Jagger - voce principale, armonica. Charlie Watts - batteria.
Bill Wyman - basso. Mick Taylor - chitarra ritmica e solista, slide, basso.
Keith Richards - voce, chitarra solista e ritmica, piano e basso.
guests: Ry Cooder - slide guitar. Bobby Keys - sax, ottoni. Jim Price - ottoni.
Ian Stewart, Nicky Hopkins, Jack Nitzsche - piano. Billy Preston - organo, tastiere.
Rocky Duon - congas. Paul Buckmaster - archi.
Negli anni 60' del secolo scorso i Rolling Stones avevano gia' regalato alla Storia del Rock dei gran bei dischi: "Satisfaction" del 1965, "Aftermath" del 1966, ""Beggar's Banquet" del 1968. Nel 1969 Brian Jones venne estromesso per divergenze con il gruppo e pochi mesi dopo, il 3 luglio 1969, mori' annegato nella sua piscina durante una festa, in circostanze mai del tutto chiarite. Ormai oggi e' manifesta la tesi dell'omicidio colposo! Mick Taylor entra negli Stones il 13 giugno 1969 e porta nel gruppo un'ondata di freschezza interagendo con Keith ottimamente. Prova sublime di questo connubio chitarristico e' "Sticky Fingers" del 1971, Lp con il quale i Rolling Stones giungono al capolavoro: tutti i brani sono eccelsi. Questo e' l'album con in copertina i jeans sdruciti, il tutto firmato Andy Warhol. E con la linguaccia: accreditata a Warhol, in realta' ideata dagli Stones.
Tanta musica rock e melodia in questo leggendario album, datato 1971, assemblata in maniera intensa ed intransigente: abc di qualsiasi LP rock a seguire. "Sticky Fingers" e' molto musicale, ricchissimo di strumentazione con grandi collaborazioni con i guests. In questo autentico capolavoro d'annata (1971) gli Stones hanno l'enorme merito di aver fatto coincidere due cose: riff rock e musicalita' ad ampio spettro. I brani di "Sticky Fingers", escluso qualche passaggio minore, sono eccezionali, ed offrono una gamma di rock aperto ai terreni soul, folk, country, blues; gli Stones li rendono grezzi, volutamente, - e renderanno ancora piu' grezzi le successive composizioni nel doppio "Exile on Main Street".
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Rolling Stones "Sticky Fingers".
"Brown Sugar" e' un mix micidiale sonoro che fa muovere il corpo. Nel brano trovano cittadinanza l'inimitabile riff di Keith Richards, l'animalesca vocalita' di Mick Jagger, il battito asciutto di Charlie Watts, la chitarra sorniona di Mick Taylor, una profusione incalzante di piano (Ian Stewart) e di sax (Bobby Keyes), infine la puntualita' inesorabile del basso di Bill Wyman. Il risultato e' un rock che chiama a raccolta la voglia di sentirsi vivere... in maniera trasgressiva!
Temi aspri e grezzi miscelano dolcezza, ecco "Sway", ballata in bilico tra calore e malinconia, tensione palpabilissima in mezzo a chitarre che lacerano e straziano; il piano e' pressante e dolceamaro del buon Nicky Hopkins, gli archi di Paul Buckmaster discreti, il drumming da accademia offerto da quel padrone di piatti e rullante che risponde al nome di Charlie Watts. Il finale in crescere e' decisamente da brividi.
Con "Wild Horses" l'aria del disco offre terreni acoustic folk. Siamo in una delle magiche ballate degli Stones. E' uno di quei brani che muovono dentro per quel cantato che racconta e quella acusticita' spezzata da slide prese a prestito dal country rock.
"Can't You Hear Me Knocking" e' un rhythm n' blues dalle venature funky soul; energia scomposta e stilizzata si fondono; il basso e la batteria sono immersi nel sound, le chitarre sgretolano il pezzo e la voce malsana di Jagger si incrocia con coretti decisamente sixty, mentre l'organo di Billy Preston ricama il brano; quando termina la parte cantata la song ingurgita palpitazioni ritmiche ed elettriche da sballo; splendido lavoro di Keys al sax in questa seconda parte di song e semplicita' ritmica delle chitarre.
E' una cover di Fred McDowell "You Gotta Move", in cui le voci ebbre di Jagger e Richards sono il contraltare buffo di un ottimo Taylor alla slide. Blues d'altri tempi.
"Bitch" irrompe tra rock e soul (che scroscia dagli ottoni di Keyes e Jim Price) e blues (che sgorga dalla chitarra di Taylor) e funky scoppiettante dalla serratissima ritmica.
"I Got the Blues" e' un soul maestoso in cui ogni elemento gioca bene. Voce e sax troneggiano; lodi al grande Mick Taylor in ottimi arpeggi elettrici ed il solo d'organo di Preston.
C'e' la penna di Marianne Faithfull nel testo di "Sister Morphine", un brano inizialmente folk palpitante e nervoso a cui Jagger dona voce e vocalizzi accorati, orlato da sordi pestaggi di piano (il compianto Jack Nitzsche - morto il 25 agosto 2000 -) e dalla slide febbrile di Ry Cooder; il pezzo cresce con la ritmica perfetta.
"Dead Flowers" e' un graziosissimo quadretto country rock intarsiato da due chitarre davvero graziose ed un canto simpatico; uno degli innumerevoli gioielli degli Stones.
"Moonlight Mile" imbastisce una ballata inizialmente ebbra, pizzicata, sospesa (chiude anche cosi'). Un pezzo con echi di soul, di paterno blues, di neo country, di ottimo rock ritmato ed in grande crescere; con una sezione d'archi in vena d'esotismi che interseca la piu' sanguigna delle chitarre ritmiche ed una batteria perfetta; un altro capolavoro stonesiano.
Le sessioni in studio per "Sticky Fingers" iniziarono nel marzo 1970: gli Stones avevano gia' registrato parte del materiale ai Muscle Shoals Studios in Alabama nel dicembre 1969, e "Sister Morphine" risaliva alle sedute di registrazione per l'album "Let It Bleed" del 1969. La maggior parte delle tracce presenti in "Sticky Fingers" furono incise utilizzando lo studio di registrazione mobile dei Rolling Stones a Stargroves (Hampshire) durante l'estate e l'autunno del 1970. Sempre nello stesso periodo vennero registrate anche le versioni embrionali di futuri brani che sarebbero poi apparsi nel successivo disco del 1972 della band, "Exile".
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