For your Pleasure
Roxy Music
For your Pleasure
Roxy Music
1973 Island

brani
Do the Strand
Beauty Queen
Strictly Confidential
Editions of You
In Every Dream Home a Heartache
Bogus Man
Grey Lagoons
For your Pleasure

Voto : 9--- .



For your Pleasure - Roxy Music - Island 1973

band
Phil Manzanera - chitarre elettriche ed effetti.  Bryan Ferry - voce principale, piano ed armonica.
Paul Thompson - batteria, percussioni.
Graham Simpson - basso.  Bryan Eno - tastiere, sintetizzatore, basi ed effetti.
Andrew Mackay - oboe, sassofono, fiati.

Roxy Music "For your Pleasure".

Il primo album dei Roxy Music rimane certamente una delle pietre miliari del glam, ma e' questo, il successivo "For Your Pleasure" del 1973, il disco definitivo del sestetto. Ed e' anche un grande disco del Rock. Interamente firmato da Ferry, come il precedente, l'album vede in realta' ascendere tre clamorosi talenti: Mackay, Manzanera, Eno, strumentisti straordinari dal tocco letteralmente fuori dalla norma.

Il pianoforte isterico ed i barriti fiatistici di "Do the Strand" danno il via alle danze, mentre la recitazione grottesca di Ferry sovrasta un marasma bandistico inarrestabile : l' album si apre riprendendo le coordinate del singolo d' esordio della band (il boogie mozzafiato di "Virginia Plain").
"Beauty Queen" e' la ballata da cocktail-lounge di turno con pianoforte echeggiante, chitarra liquida, crooning sensuale, ma non lesina sorprese sbalorditive come l' impennata ritmica nella parte centrale, a base di distorsioni e riverberi impazziti.
La ballata "Strickly Confidential" apre come un' orchestra funebre degli anni '30 sulle note di un mesto sassofono e di un piano elettrico, per poi salire al cielo in un bolero per tamburi solenni e strazi chitarristici. Grandi i 'call and response' fra Ferry (in primo piano) ed i cori dei compagni (piu' leggiadri in sottofondo).
"Editions of You" e' un' altro rock' n' roll metrico; ma fatto dai Roxy Music si impasta di epilessi musicali con le continue distorsioni della chitarra e dei fiati e con il baritonale di Ferry.
"In every Dream Home a Heartache" : un tappeto di tastiere accompagna Ferry, che sciorina una dizione rauca e sospirante, iperdepressa; il brano si muove in territori psichedelici, quindi prende la forza di un rock duro ed aggressivo esplodendo in un finale di virtuosismi chitarristici e diluvi elettronici.
"Bogus Man" con i suoi nove minuti e' probabilmente il brano-capolavoro dei Roxy Music : e' un viaggio acido dove la batteria imbocca un incedere ipnotico, secco, sul quale Mackay elabora un caos fiatistico inverecondo e Ferry mellifluamente canta; nel 'trip' entrano il basso che si esibisce offrendo funky, il mellotron e le tastiere di Eno che scandiscono melodie semi-vampiresche, la chitarra di Manzanera che imbocca stecche, sovratoni ed ogni sorta di suoni sgradevoli; alla fine tutto ne viene inghiottito e la pulsazione stessa, implodendo, si ritrova mutata in serie di sillabe bisbigliate da Ferry come un sensuale affanno a mo' di scioglilingua.
Travolgente e' "Grey Lagoons", che fornisce un ritmo torrenziale con coltri di chitarre urlanti, fiati balbuzienti e virtuosismi blues per basso, organo ed armonica : un precipitare supersonico e stracolmo di enfasi, che il crooning di Ferry riesce ad incanalare nella melodia prestabilita.
La title-track "For your Pleasure" e' un altro capolavoro psichedelico; strutturata su di una chitarra effettata e tastiere spaziali, lascia al piano ed alla voce di Ferry il lento trascinare verso una melodia semi-apocalittica : sugli sciami di tamburi rituali si inerpicano sciami di loop pianistici, le cui note finiscono per infrangersi l' una sull 'altra; allo zenit di questo lievitare estatico, "il tutto" viene sopraffatto da un sordo rimbombo campionato e da una incalzante avanzata di mellotron : nel giro di pochi secondi cio' che rimane degli schizzi del pianoforte e' uno spaventoso gorgo di rumori infernali, mentre Ferry ripete in lontananza : "Tara... Tara...".

Lasciata a se stessa la cacofonia del primo disco, i Roxy Music in questo loro secondo lavoro discografico hanno abbracciato la psichedelia, alla loro maniera, ponendo in musica gli incubi della generazione glam. Meno orecchiabili dei colleghi-autori dello stesso genere i Roxy Music diventano grandissimi in questo "For your Pleasure" del 1973. Gia' il titolo sembrerebbe una presa in giro : "per il tuo piacere" (quale: quello fisico, quello auditivo... quello da sballo ... ???). Comunque se ne voglia godere, per propria scelta, "For your Pleasure" e' un disco sconvolgente che pone ai vertici compositivi Brian Ferry e che individua negli altri cinque fortissime e devastanti personalita' d' arrangiamento dei pezzi.

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