Agaetis Byrjun
Sigur Ros
Agaetis Byrjun
Sigur Ros
1999 Fat Cat Records
brani
Svefn-g-englar
Staralfur
Flugufrelsarinn
Ny Batteri
Hjartad Hamast
Vidar Vel Tl Loftarasa
Olsen Olsen
Agaetis Byrjun
Avalon
Voto : 8- .
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Agaetis Byrjun - Sigur Ros - Fat Cat Records - 1999
band
Jon Por Birgisson (Jonsi) - voce, chitarra elettrica, sintetizzatore, effetti, fiati e archi. Georg Holm (Goggi) - basso, xilofono.
Kjartan Sveinsson (Kjarri) - pianoforte, tastiere, chitarra, flauto, armonica (dal 1999 nel gruppo). Orri Pall Dyrason - batteria, tastiere (dal 1999 nel gruppo).
Sigur Ros "Agaetis Byrjun".
La prima canzone registrata per l'album "Agaetis Byrjun" del 1999 e' stata la song che poi diede il titolo all'intero CD. Dopo aver ultimato la stesura del primo pezzo, i Sigur Ros la eseguirono per gli amici presenti che l'apprezzarono molto e dichiararono che era "un buon inizio" ... Cosi' l'album ed il brano presero questo nome : "Agaetis Byrjun" significa in islandese "Un Buon Inizio" ...
Quello che i Sigur Ros realizzarono nel 1999 furono altri brani straordinari che fecero diventare "Agaetis Byrjun" uno dei piu' bei dischi del decennio 1991-2000. Un collage di ottimi brani della durata complessiva di 72 minuti! Una miscellanea in "Agaetis Byrjun" nella quale le lunghe suites (che fanno leva sulla voce celestiale di Jon Thor Birgisson e su spunti orchestrali) sono quasi senza perfezionismi o virtuosismi e libere di fluttuare regalando suono all'anima, all'emozione. Sonorita' che prendono spunto da una alchimia variegata che abbraccia le psichedelie dei primissimi Pink Floyd, di Klaus Schulze, dei Radiohead, la new wave dei Joy Division e certi mantra tibetani, il dream-pop, il post-rock orchestrale.
I Sigur Ros si sono formati nel 1994 in Islanda.
Il nome Sigur Ros deriva dalla nascita della nipote di Birgisson, chiamata Sigurros (nome femminile piuttosto diffuso in Islanda, il cui significato e' "rosa della vittoria"). Inizialmente la band e' un terzetto composto da Birgisson, dal bassista Georg Holm e dal batterista Agust Aevar Gunnarsson.
"Agaetis Byrjun" del 1999 vede assestarsi la line-up definitiva dei Sigur Ros, con l'ingresso in formazione del batterista, Orri Pall Dyrason, e la preziosissima aggiunta del polistrumentista Kjartan Sveinsson (Kjarri) (chitarra, pianoforte, tastiere, flauto). Fecero gia' sensazione quando il loro primo album "Von" (1997) raggiunse il successo da n.1.
Ma "Agaetis Byrjun" va oltre l'acerbo "Von" essendo sicuramente uno dei migliori dischi degli anni '90. Ed e' solo il secondo albums degli islandesi Sigur Ros. E' il terzo se si considera anche "Von Brigdi" (1998) che e' un album di remix.
Dopo una breve "Intro" che e' una parte della title-track suonata al contrario con i vocalizzi di Jonsi striscianti "Svefn-g-englar" apre su minimali note. Sopra di esse, presto, una chitarra elettrica deborda con sonorita' aliene e con una cadenzata batteria. Jonsi si erge celestialmente elargendo una cantilena mantra/islandese/pellirossa (chi lo sa?!)... Il brano e' di dieci minuti, ed a tratti risulta anche ripetitivo, con un continuo entra/esci tra chitarre elettriche in torsione verticale e melodie celestiali. Le atmosfere oniriche e sofferte sono riposanti ma quando aggrovigliano intorno ad esse attimi di rock sale la tensione ed il coinvolgimento emotivo. Si va a chiudere tra spifferi e battiti.
"Staralfur" e' riposante, anche troppo, ma bella : tra tappeti orchestrali, archi e fiati, ed il lieve cantilenare di Jonsi. Quasi una musica da camera, ma piu' aperta. Anche qui coda lasciata ad effetti: questa volta ventosi.
"Flugufrelsarinn" va oltre i sette minuti e per assemblaggio risulta identica a "Svefn-g-englar", ma meno debordante.
"Ny Batteri" supera gli otto minuti. Si muove lentamente per oltre cinque minuti, quindi incorpora arrangiamenti fiatistici ariosi con le ritmiche dei piatti in agitazioni metronometriche. Il tutto assume forme di musica nordica fluttuante tra i ghiacci, ora cullanti, ora in fase di pericolosa rottura.
"Hjartad Hamast" : sette minuti. Dal tessuto minimale di un piano elettrico irrompono distorsioni di chitarra elettrica. Echi vocali escono dai ghiacci spazzati da venti e fragori...
"Vidar Vel Tl Loftarasa" : dieci minuti. Ha un crescendo lentissimo e trasognato : bellissimo. Ci troviamo dinanzi al cosiddetto post-rock orchestrale. Romanticismo arioso ed arrangiamenti d' archi d'effetto. Interviene anche qualche lieve distorsione elettrica in crescere sopra un pianoforte che mette l'animo in pace con tutto... il brano va ad infrangersi verso un caos moderato.
Apre (e se lo porta avanti parecchio) con un bellissimo giro di basso "Olsen Olsen" che suona tanto Joy Division. Ammorbidito da un fondo e dalla voce lontana di Jonsi. Flauto, fiati, xilofono, orchestrazioni diffuse e cori. Ancora un ottimo pezzo di post-rock orchestrale che assomiglia ai Mercury Rev di "Deserter's Songs".
Semplicita' e leggerezza in "Agaetis Byrjun" con acusticita' riversata nei sette minuti del brano. Troppo lungo per le belle sonorita' ideate.
"Avalon" e' soporifero... elegante... malinconico... va a chiudere lentamente un gran bel disco.
La genesi dell'album richiede oltre due anni tra il momento iniziale della scrittura, l'elaborazione sonora ed infine la registrazione dei brani. "Agaetis Byrjun" esce in Islanda nel 1999, ma solo nellĠagosto 2000 in Inghilterra e nel resto d'Europa. Il risultato e' naturalezza particolare e toccante, tutto incentrato sull'espressione e sulla sollecitazione di emozioni. Ma "Agaetis Byrjun" ha anche fasi irruente, che bene si insinuano tra levita' e cupezza; un suono difficilmente catalogabile; un ottimo incontro del rock elettrico (anche di una certa psichedelia) con un afflato orchestrale sui quali si insinua il cantato vibrante e particolare di Jonsi, ora etereo ora acuto, quasi fragile. I loro testi sono cantati in islandese od, in alternativa, in vonlenska (o hopelandic), lingua totalmente inventata, alla maniera dei Cocteau Twins, i cui fonemi riescono a comunicare oltre il significato delle parole, grazie all'interpretazione coinvolta e fortemente espressiva di Jonsi.
Anzi lĠorgoglioso utilizzo dell'idioma islandese per i testi, aggiunge ulteriore, affascinante imperscrutabilita' ad un lavoro gia' denso di suggestioni eteree e romantiche, con evoluzioni orchestrali, matrici psichedeliche e spunti post-rock.
La critica musicale internazionale attribuisce a "Agaetis Byrjun" : cinque pallini. L'attenzione di numerosi ambienti artistici tra loro diversi fa si' che "Agaetis Byrjun" venga acquistato ed ascoltato con il classico passaparola. Ma tutti concordano :"E' un capolavoro!".
I Sigur Ros, islandesi, compongono piu' avanti : ( ) (Fat Cat, 2002) e Takk (Emi, 2005); due lavori ben riusciti ma che non superano l' intesita' emozionale di "Agaetis Byrjun" (1999).
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