The Queen Is Dead
Smiths
The Queen Is Dead
Smiths
1986 Rough Trade

brani
The Queen Is Dead
Frankly, Mr Shankly
I Know It«s Over
Never Had No One Ever
Cemetry Gates
Bigmouth Strikes Again
The Boy With The Thorn In His Side
Vicar in A Tutu
There Is A Light That Never Goes Out
Some Girls Are Bigger Than Other

Voto : 7+ .



The Queen Is Dead - Smiths - Rough Trade 1986

band
Steven Patrick Morrissey - voce principale.  Mike Joyce - batteria e percussioni.
Johnny Marr - chitarra elettrica, chitarra acustica, effetti.  Andy Rourke - basso.
Guest : supervisione : effetti, tastiere e strumenti orchestrali di Stephen Street.

Smiths "The Queen Is Dead".

La band nasce a Manchester, in Inghilterra, nel 1982, da un'idea del chitarrista e giornalista musicale Johnny Marr, che propone a Steven Patrick Morrissey (nato il 22 maggio 1959) di formare con lui un gruppo. La formazione comprendeva, inoltre, il bassista Andy Rourke, compagno di scuola di Marr, ed il batterista Mike Joyce, unico ad avere avuto precedenti esperienze musicali. Manchester gia' aveva espresso i Joy Division alla fine degli anni Settanta.
L'esordio omonimo del 1984 ed il successivo "Meat Is Murder" avevano messo in luce le caratteristiche essenziali degli Smiths: lo stratificarsi dei morbidi arpeggi chitarristici di Marr, che scivolano a cascata sulle parole intonate da Morrissey. Il sound degli Smiths e' la semplicita' melodica. Gli arpeggi chitarristici di Johnny Marr (Maher) riassumevano in parte e popolarizzavano alcune sonorita' dei Television e dei Joy Division. Il canto ascetico ed accorato di Stephen Morrissey (sottilissimo fustigatore della societa' inglese, con testi lievemente degenerati) era mediato dai mantra da crooning nero. Ad aggiungere fascino per Morrissey erano le liriche iper-sensibili.
Gli Smiths appartengono al pop-rock intimista del dopo-punk, con una musica leggera che restaurava il suo potere sull'industria discografica britannica. Gli Smiths sono co-responsabili dell'affossamento del punk-rock e della resurrezione del pop. Sono l'effetto della decadenza del punk-rock e della rinascita del pop. Da loro prese avvio la corrente che avrebbe portato ai fenomeno del "Brit-Pop" degli anni '90.
Gli Smiths soddisfarono in parte le frustrazioni di una nuova generazione di adolescenti che aveva ancora bisogno di rituali di auto-flagellazione. Una generazione che non si riconosceva nell'isteria dei punk si riconobbe nelle melodie perbene degli Smiths. Il loro pop intimista e melodico agglomerava su di se' la propria e la giovanile disperazione esistenziale.

"The Queen Is Dead" inizia con una breve canzoncina a cappella inglese per attaccare con un rockerello che si riallaccia al dark-punk leggero ed alla new wave. Il brano e' leggermente avventuroso e musicalmente piu' sperimentale per la band, allungandosi oltre i sei minuti; la song e' caratterizzata da diversi colpi di rullate e cambi melodici, soprattutto nella seconda meta' con brevi soli di chitarra carini.
"Frankly, Mr Shankly" e' una canzoncina-filastrocca cadenzata, un divertito brano passatista, che sembra quasi fare il verso a Frank Sinatra.
"I Know It«s Over" e' un buon pezzo intriso di malinconia soul vellutata di ascendenza Motown, con un buon basso; piu' avanti il passo titubante della song si apre in un movimento piu' corale-orchestrale-band e diventa piu' emotivo da parte di Morrissey.
"Never Had No One Ever" e' elegante, soffuso, morbido; suona bene con brevi note di tasti elettronici ed effetti avvolgenti.
"Cemetry Gates" e' un country-rock solare, incorniciato da vivaci sbuffi di basso e di chitarra.
"Bigmouth Strikes Again" e' una song spedita, tambureggiante, con chitarre dal tipico suono new wave.
"The Boy With The Thorn In His Side" e' costruita attorno ad una melodia orecchiabilissima che suona leggera e malinconica e solare allo stesso tempo sulla quale la voce di Morrissey (ai suoi apici interpretativi) si lascia cullare danzando con gorgheggini... La song e' carina da morire.
"Vicar in A Tutu" e' un folkabilly spedito con una batteria allegra e chitarrine che deliziano con piccole note che fanno da sale e pepe alla song.
"There Is A Light That Never Goes Out" ha una melodia elegante ed asciutta, in bilico tra la tradizione degli chansonnier francesi dallÕanima rurale; il rockerello, tenuto su' da un buon basso, e' accentuato dalle coloriture malinconiche orchestrali. Le parole del testo sono pregne di amarezza e buio pessimismo.
"Some Girls Are Bigger Than Other" suona parecchio new wave con un basso sopra le righe e con le guizzanti intuizioni di Marr alla chitarra elettrica che intrecciano la voce effettata di Morrissey ed un mantello di note iridescenti e morbidissime.

La paranoia di Morrissey si sublimo' su "The Queen Is Dead" (Rough Trade, 1986), un album che e' un traguardo formale. Molte ballads degli Smiths sono leggerissime, ma l'insieme costituisce il prezioso vangelo di un martirio psicologico in cui molti adolescenti si riconoscono.
Il cantante, nel disco e' in splendida forma.
LÕalbum "The Queen Is Dead" arriva nei negozi nel giugno 1986, scalando rapidamente le classifiche di vendita, anche grazie ai singoli che gli fanno da traino, in particolare le belle songs struggenti : "The Boy With The Thorn In His Side" e "Bigmouth Strikes Again".
La supervisione del disco (effetti, tastiere e strumenti orchestrali) e' affidata a Stephen Street : futuro decano del brit-pop con i Blur.
Il disco doveva originariamente intitolarsi "Margaret On The Guillotine" come ennesima stoccata con stile mordace alla Thatcher, all' epoca Primo Ministro Inglese; inoltre e' testimonianza di un' insofferenza nei confronti di un paese decaduto sia dal punto di vista morale che da quello politico.
A tenere alto il vessilo della band negli anni '90 e nel terzo millennio sara' soprattutto Morrissey con una lunga avventura solista.

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