Volume Two
Soft Machine
Volume Two
Soft Machine
1969 ABC
brani
Pataphysical Introduction Part I
A Concise British Alphabet Part I
Hibou, Anemone and Bear
A Concise British Alphabet Part II
Hullo Der
Dada Was here
Thank You, Pierrot Lunaire
Have You ever Bean Green ?
Pataphysical Introduction Part II
Out of Tunes
As Long as He Lies Perfectly still
Dedicated to You but You Weren't Listening
Fire Engine Passing with Bells Clanging
Pig
Orange Skin Food
A Door Opens and Closes
10.30 Returne to the Bedroom
Voto : 9--- .
I TESTI
DELL' ALBUM
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Volume Two - Soft Machine - ABC 1969
band
Robert Wyatt - voce, batteria e percussioni.
Hugh Hopper - basso, chitarra elettrica, chitarra acustica.
Mike Ratledge - tastiere, organo, piano.
guest : Brian Hopper - sax tenore e soprano, fiati.
Soft Machine "Volume Two ".
La loro musica in questo "Volume Two" del 1969 e' un insieme di jazz, psichedelia, rock, musica classica d' avanguardia e dada, con testi 'patafisici' e ricchi di humor britannico. In questo particolare disco i tre musicisti raggiungono vertici espressivi magnifici. I Soft Machine vi inseriscono effetti sonori insoliti, amplificazioni particolari. Insomma : costruiscono quello che successivamente venne chiamato 'Scuola di Canterbury sound', ma anche 'art-rock'. Va detto che nella primissima formazione suonava David Allen alla chitarra elettrica, poi leader dei Gong, e che Kevin Ayers al basso regala una forte impronta al suono dei S. M. nel loro primo disco d' esordio, registrato negli USA, nel 1968. Ma bisogna affermare che Wyatt, Ratledge, Hopper, sono la vera formazione dei Soft Machine : il vero fulcro geniale. Una formazione che ha avuto nel corso dei primi dieci anni di vita parecchi inserimenti ed uscite.
"Pataphysical Introduction Part I" presenta immediatamente il rock dei S. M. : grezzo, sincopato, con effetti insoliti : sia nel cantato che nelle parti melodiche. Grande.
"A Concise British Alphabet Part I" e' una semplice filastrocca alfabetica ma dal forte sapore psichedelico.
"Hibou, Anemone and Bear" apre con una chitarra elettrica distorta per poi appoggiarsi su di una stralunata tastiera che quindi lascia il posto al canto fuori-schemi di Wyatt che si prende anche una bella parte solistica alla batteria.
"A Concise British Alphabet Part II" si ripete, ma con le lettere dell' alfabeto cantate dalla Z alla A.
"Hullo Der" ha un incedere molto vario, passando e ripassando tra tematiche rock e jazz. E' cantato in spagnolo dal magnifico Wyatt che qui sorvola sopra il pezzo con i suoi geniali artifici vocali. Al grezzo delle distorsioni e di tastiere psichedeliche e sgraziate si inseriscono brevi ma interessanti fraseggi di piano. Grandissimo.
"Dada Was here" e' un ottimo pezzettino di jazz-bluesato che si tuffa nella eccezionale
"Thank You, Pierrot Lunaire" dove ha termine il fraseggio ritmico e prende posto il vocalizzo ricco d' effetti di un Wyatt in forma smagliante.
"Have You ever Bean Green ?" continua la permormance jazz-rock iniziata da "Dada..." gettandosi nuovamente nelle lineee introduttive del disco. Siamo nella
"Pataphysical Introduction Part II" che prepara l' ultimo 'salto'... Quello nella sperimentale
"Out of Tunes". Si tratta di un brano ricchissimo di rock sperimentale e d' avanguardia. Gli effetti sonori inseriti, i fiati stridenti, il vocalizzo alto e sognante ne fanno un pezzo-capolavoro con una ritmica dai tratti jazzati molto ben evidenziata.
"As Long as He Lies Perfectly still" si muove ben ritmata dal piano di Ratledge sul quale la voce di Wyatt ed uno strano suono lungo-distorto di tastiere ne costituiscono la melodia.
"Dedicated to You but You Weren't Listening" e' tutta farina di Hopper che inventa con la chitarra acustica una dissonante melodia per la voce altrettanto 'dada' di Wyatt. Bellissima.
"Fire Engine Passing with Bells Clanging" vede il primeggiare di Ratledge con le sue tastiere psichedeliche ed avanguardistiche. Wyatt lo rincorre percussivamente. Ne esce un' altra delle bizzarrie elettriche dei Soft Machine.
"Pig" dopo un' apertura molto d' effetto, si muove su linee jazz sperimentali.
"Orange Skin Food" presenta ripetitivi fraseggi ritmici segnati da dissonanze di tastiere sgraziate.
"A Door Opens and Closes" continua sui medesimi toni musicali del precedente pezzo.
"10.30 Returne to the Bedroom" va a chiudere magnificamente il disco inserendo un' altra ed alta lezione di batteria di Wyatt che si interrompe per dare posto al gran finale sperimentale dei tre geni di Canterbury.
Ad un primo ascolto questo "Volume Two" puo' far dire quanto gia' si poteva pensare del precedente disco "Volume One" : musica stralunata, dissonante, dal difficile assorbimento, cerebrale. Le contaminazioni non si contano, il fluire dello sperimentare si contrappone totalmente al genere canzonettistico pop. L' unica critica che si puo' fare ai 17 brani e' che, a volte, mancano di maggiore sviluppo compositivo (sviluppo raggiunto, anche troppo, nel successivo "Third" del 1970). Ma di una cosa si e' certi : basta saper abbandonarsi al secondo ascolto per gia' riuscire ad entrare in tutte le variopinte espressivita' musicali che questi tre geniali 'canterburyani' hanno saputo inventare per/nel Rock.
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