Soft Machine Vol. One - pag. 152 -

- pag. 153 - ROCK: 50 ANNI!   g.edi.c.


Soft Machine  Vol. One
1968  ABC Records    Voto : 8+ .

brani
Hope for Happines    Joy of a Toy
Hope for Happines (reprise)    Why Am I So Short
So Boot If at all    A Certain Kind
Save Yourself    Priscilla
Lullabye Letter    We Did it again
Plus Belle Qu'Une Poubelle    Why Are We Sleeping?    Box 25/4 Lid

band
Robert Wyatt - voce, batteria e percussioni.  Kevin Ayers - basso, chitarra elettrica.
Mike Ratledge - tastiere, organo, piano.
guest: Brian Hopper - composizione suoni e melodie e testi di alcuni brani del disco.

I Soft Machine sono stati i pionieri del jazz rock britannico ed i precursori del rock progressivo avanguardistico. Un miscuglio di generi fatto anche di suoni sperimentali che andavano ad inserirsi nei tessuti jazz, rock, psic, prog della band. Le esperienze nei "Wilde Flowers" a Canterbury risultano importanti per definire i suoni successivi dei vari musicisti che si sono succeduti tra le fila del gruppo. E cosi' dicasi per l'incontro con quel folletto geniale di David Allen. In questo "Volume One" del 1968 registrato negli Usa, dopo una disastrosa esperienza in tour con Jimi Hendrix confluisce un insieme di jazz, psichedelia, rock, musica classica avanguardistica, dada. In questo particolare disco i tre musicisti (quattro se si vuole aggiungere la parte compositiva di Brian Hopper) raggiungono vertici espressivi stupendi. I Soft Machine vi inseriscono effetti sonori insoliti, amplificazioni particolari delle tastiere e del basso. Insomma: costruiscono quello che successivamente venne chiamato "Scuola di Canterbury Sound", ma anche "art rock".


Soft Machine "Vol. One".

Suoni strani ma gradevoli giungono in apertura di "Hope for Happines"; quindi il brano prende ritmo tra le singolari sonorita' canterburyane.
"Joy of a Toy" presenta una chitarra dotata di una distorsione commovente ma bellissima. Nel finale di brano i suoni psichedelici dei Soft Machine si aggiungono.
"Hope for Happines (reprise)"... piu' ritmica della precedente.
"Why Am I So Short" e' una ballata psichedelica che si appoggia sulle tastiere rockeggianti di Ratledge.
In "So Boot If at all" tutte le stranezze psichedeliche dei Soft Machine vi gravitano dentro: con tanto di solo di batteria e piano sui toni alti.
"A Certain Kind" presenta organo e voce di Wyatt con il suo canto melanconico celestiale. Nel finale il brano pare prendere il volo sulle ali della voce di Robert e l'organo di Mike che lo chiude.
"Save Yourself" si presenta come un rock grezzo dai tratti dissonanti e contorti.
"Priscilla" e' un intermezzo lisergico...
"Lullabye Letter" e' un brano di sapore prettamente free jazz elettrico. Il basso di Ayers sta' sopra tutti. L'elettricita' fornita dalle tastiere di Mike e la voce affogata di Robert non lo fanno decollare.
"We Did it again" e' Ayers in ripetizione di se' stesso. Sopra la melodia vocal ritmica si aggiungono altre dissonanze. Interessante pezzo se non fosse per la troppa ripetitivita'.
"Plus Belle Qu'Une Poubelle" e' un intermezzo ritmico melodico.
"Why Are We Sleeping?" e' un brano dai fraseggi melodico free jazzati ai quali si intervallano ritornelli gradevoli ma con stravaganze rockeggianti e stralunate.
"Box 25/4 Lid": lo sperimentare con pochi strumenti pochi suoni gravi.

"Volume One" e' musica stralunata, dissonante, dal difficile assorbimento. Le contaminazioni non si contano, il fluire dello sperimentare incanta, ma non ovunque. La critica che si puo' fare ai brani e' che, a volte, mancano di maggiore sviluppo compositivo e che quando si sviluppano risultano troppo ripetitive le frasi ritmico melodiche. Lo sviluppo verra' comunque raggiunto, anche troppo, in "Third" del 1970. Questo e' il disco di Ayers, Ratledge e Wyatt che non vede il prevalere dell'uno sugli altri. Va inoltre precisato che Kevin Ayers al basso regala una forte impronta al suono dei Soft Machine in questo loro primo disco d'esordio. Brian Hopper, che entrera' in formazione come guest anche nel successivo disco "Volume Two", partecipa in fase compositiva nella melodia e nei testi di alcuni pezzi.


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