Loosen Up Naturally
Sons of Champlin
Sons of Champlin
Loosen Up Naturally
1969 Capitol

brani
1982-A
The Thing To Do
Misery Isn't Free
Rooltop
Everywhere
Don't Fight it, Do it!
Get High
Black and Blue Rainbow
Hello Sunlight
Things Are Gettin' Better
Freedom

Voto : 7+ .


I TESTI
DELL' ALBUM

Loosen Up Naturally - Sons of Champlin - Capitol 1969

band
Bill Champlin - voce, chitarre, tastiere.  Jim Preston - batteria, percussioni, vibrafono.
Geoff Palmer - tastiere, fiati.  Terry Haggerty - chitarre.
Dave Schallock - voce e basso.  Phil Wood - ottoni, tastiere.
Mark Isham - ottoni, tastiere, sintetizzatori.  Mickael Andreas - fiati in legno.

Sons of Champlin "Loosen Up Naturally".

I Sons of Champlin si formano nel 1966. In quel periodo incidono gia' il doppio disco, che pero' viene pubblicato solo alla firma del contratto con la Capitol nel 1969. Ne incidono, sempre con la Capitol, qualche mese piu' tardi, nel 1970, un secondo con il nome "The Sons" e pochi mesi dopo il gruppo si scioglie. I vari strumentisti si impiegano in gruppetti del circondario di San Francisco e poi si riuniscono nel 1971 per un terzo disco. Insomma : decisamente un gruppo produttivo dalle idee ben chiare!

"1982-A" e' un rock funkeggiante, molto corposo, con Bill in primo piano e fiati possenti; presenta anche fasi delicate condite di lieve acidita'.
"The Thing To Do" ci mette ancora piu' grinta. Un brano funky rock che prende spunto da un' ossatura blueseggiante, cantato sulle coordinate di Sly & Family Stone : "I Want To Take You Higher". Buono il solo chitarristico sorretto dai fiati. Nel finale il brano prende la piega di un vero rock con ottoni devastanti.
"Misery Isn't Free" e' un rock funky giocoso, anche questo semi-blueseggiante, con tastiere a sorreggere voce e fiati e finale in calare ... morbidamente.
"Rooltop" vira verso il soul rock. Un soul parecchio irrobustito sia dagli strumenti a fiato che da quelli elettrici : che ha perso l' intensita' emotiva diventando quasi jazz.
"Everywhere" ha il sapore del tipico rock grezzo ritmico di fine anni '60 con un cantato ed entrate chitarristiche che hanno somiglianze hendrixiane. Un buon brano corposo, a tratti troppo ripetitivo, irrobustito da una strumentazione fiatistica notevole.
"Don't Fight it, Do it!" ha l' incedere di una marcetta. Sembra un intermezzo, ma ... lunghetto. Ha fraseggi elettrici interessanti con tastiere liquide e fiati che lo fiancheggiano. Finale scherzoso...
"Get High" ha fiati jazz funkeggianti che si muovono (anche stridendo) sopra una ritmica monotematica. Bill ci canta anche ... quindi il pezzo si trasforma ... (potere della psichedelia) ... : vibrafono e percussioni inseriscono giochi psichedelici mentre il sax colora ... voci intervengono cantando "Get High" ... virando verso il soul.
"Black and Blue Rainbow" e' un brano soul rock. Si spinge : sui fiati e sulla ritmica. Bill canta alto. Intermezzo dal sapore jazz-rockeggiante con Hammond vibrante in primo piano.
"Hello Sunlight" e' un rock leggero con coretti e spruzzate funky : sembra quasi simil-Traffic (primo disco); brevi soli intervengono; quindi ripresa dei temi melodico-ritmici iniziali.
"Things Are Gettin' Better" : rock funky. E' monotono fino all' inciso centrale, dominato da una chitarra elettrica vibrante dal sapore zappiano. Un brano che vira nel finale in fraseggi di leggera psichedelia souleggianti.
"Freedom" : 14 minuti e mezzo! Qui Bill Champlin costruisce il suo capolavoro. Soul, funky, jazz, psichedelia, rock, e ... progressive ... : dialogano tra di loro collegandosi l' uno all' altro sapientemente. E' un brano anche solare, a tratti, con un ottimo tessuto ritmico e sovraincisioni di fiati molto d' effetto con un ottimo solo chitarristico. C' e' spazio anche per dei vocalizzi jazzistici e finale corale funky rock.

E pensare che lo avevano pre-registrato gia' verso la fine del 1966! Non si puo' negare che non fossero avanti con i tempi!
Suoni decisamente interessanti escono da "Loosen Up Naturally".
Un doppio! Non male per quei tempi! E come inizio non era affatto male, anzi. Sorprendono le sonorita' : una bel amalgama di soul, jazz, funky, rock, psichedelia.
Figli dell' era hippy di San Francisco, i Sons of Champlin ruotavano attorno alla figura del leader Bill Champlin. Non erano attratti dal facile guadagno e davano l' impressione d' essere molto piu' una comune che una band : dato l' alto numero di partecipanti al primo disco.
Considerati, a torto, una band della sottocultura hippy, hanno comunque registrato un ottimo Lp d' esordio.

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  I CAPOLAVORI DEL ROCK  
pagina a cura di   Graziano Edi Corazza
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