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Steve Miller Band Children of the Future
1968 Capitol Records Voto : 8+ .
brani
Children of the Future
Pushed me to it
You've Got the Power
In my First Mind
Beauty of the Time Is that It's Snowing
Baby's Callin' me Home
Steppin' Stone
Roll with it
Junior Saw It Happen
Fanny Mae
Key to the Highway
band
Steve Miller - chitarre, voce, armonica, effetti. Boz Scaggs - chitarre elettriche ed acustiche, voce.
Jim Peterman - tastiere, clavicembalo, piano. Lonnie Turner - basso. Tim Davis - batteria, percussioni.
Cresciuto nel Texas Steve Miller arrivo' a San Francisco nel 1966 e formo' la Steve Miller Band. Con Jim Peterman alle tastiere ed il cantante e chitarrista ritmico Boz Scaggs, suo amico d'infanzia, nel 1968 incidono questo "Children of the Future", un album bellissimo che evidenzia aspetti acidi con elementi progressivi. Un album d'unione per i due generi in auge, ma uno vicino al tramonto, l'altro al suo emergere vigoroso. Per una meta' del disco, la piu' significativa dal punto di vista della Storia del Rock, e' un eccezionale album, fresco e vibrante di sonorita' sperimentali e con diversi brani che si fondono facendo confluire psichedelia con il rock progressivo in maniera stupefacente. E' proprio questa la grandezza del LP!
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Steve Miller Band "Children of the Future".
"Children of the Future", "Pushed me to it", "You've Got the Power", "In my First Mind" appartengono ad un unica lunga suite. Un collage di stile acido progressivo che non si puo' staccare.
Si inizia con distorsioni acide aggressive e si avviano aperture strumentali allucinate. Ben presto il brano schiera voci estatiche, tastiere chiesistiche, una fantasia melodica sovraccarica di toni cosmici, con briosi aromi campestri.
Sulla scia di effetti di studio in "Beauty of the Time Is that It's Snowing" un gradevole boogie prende vita, ma poi siamo ancora nel mezzo di sperimentazioni e turbolenze e dissonanze e ... gabbiani (...!). Il pezzo confluisce in un finale con coro mantrico superlativo.
"Baby's Callin' me Home" di Boz Scaggs e' un piacevolissimo brano acustico imperlato da un clavicembalo acido ed un cantato melodico.
"Steppin' Stone" e' un ottimo blues elettrico molto rockeggiante. Scritto anche questo da Bozz presenta un notevole solo di chitarra elettrica in stile hendrixiano.
"Roll with it" di Miller e' un pezzo rock, molto buono, dove le tastiere glaciali spezzano la melodia. Anche qui bel solo.
"Junior Saw It Happen" e' un altro brano rock, molto piu' corposo dei precedenti, grazie ad una intelaiatura di basso e batteria davvero poderosa.
"Fanny Mae" e' un blues di B. Brown in perfetto stile con tanto di armonica a colorarlo.
E' un altro blues "Key to the Highway", stavolta proviene dal duo B. Broonzy - C. Segar. Molto morbido nel tappeto di tastiere, risente degli strumenti puliti e di una armonica avvolgente, nonche' di un canto e di un solo blues magnifico di chitarra elettrica.
Steve Miller fece parte della grande stagione hippy di San Francisco, ma era in realta' un bluesman elegante e raffinato. Pero' il sound di "Children of the Future" e' in buona parte acido con esteticismi di grande effetto. Le tastiere lo dominano in gran parte. L'album lo si puo' dividere nettamente in due parti. Una sperimentale di studio e l'altra relativamente tradizionale con canzoni blues perturbate da soli hendrixiani, e blues dominati da chitarre pulite ed armonica. Cosi' avvenne anche nel successivo di pochi mesi "Sailor", altro grande disco della Steve Miller Band. Quando la moda dell'acid rock fini', Miller torno' alla grande a scrivere canzoni rockeggianti e rilassanti. Ma intanto aveva scritto "Children of th Future", un disco notevole di psichedelia progressive e blues rock.
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