Terry Riley - pag. 162 -

- pag. 163 - ROCK: 50 ANNI!   g.edi.c.


QUEL GENIALE TERRY RILEY

Terry Riley nacque in California nel 1935. Studio' musica a Berkeley (laureandosi in composizione nel 1961) ma si formo' girando l'America (durante gli anni '50 suonava piano rag nei night club di Berkeley) e l'Europa (in Scandinavia con un teatro itinerante, ed a Parigi soprattutto in diversi progetti happening). La vita vagabonda di artista di strada termino' quando (1962) Riley incontro' La Monte Young (gia' suo compagno di scuola) e si associo' ai suoi progetti mistico musicali. Ma Riley (nelle due foto sopra: T.R. all'inizio di carriera ed a successo avvenuto) non aveva nulla della rigorosa applicazione sacerdotale e scientifica che animava La Monte Young, il guru del minimalismo; era piuttosto un uomo semplice e sereno che amava comunicare in modo diretto ed immediato. A Parigi nel 1962 e soprattutto al neonato "Tape Music Center" di San Francisco nel 1964 Riley mise a punto una tecnica di composizione basata sui processi di ritardo resi possibili dall'impiego dei registratori a nastro. Prese allora a comporre opere in cui sovrapponeva progressivamente strati e strati di suoni, come Keyboard Studies (1962), Music For The Gift (1963). In Dorian Reeds (1965) diverse frasi del sassofono vengono ritardate e sovrapposte fino a costituire una forma di polifonia mono strumentale.
Il capolavoro del periodo e' la suite del 1966 In C (cioe' In Do) per ensemble ad libitum, una delle opere fondamentali del Dopoguerra.
La parte per piano, l'impulso, consiste unicamente di 'do' da ripetere per tutta la durata della performance; gli altri strumenti si inseriscono l'uno dopo l'altro stratificando e ripetendo all'infinito 53 figure fisse, ciascuna per una durata arbitraria. Il brano termina quando tutti gli strumenti arrivano alla 53esima figura. Il frenetico cicalare degli strumenti si dilata o si contrae, si frantuma o si coagula, si infiamma o si zittisce, secondo l'improvvisazione dei musicisti. La musica riacquista cosi' la sua essenza ludica di gioco, di festa liberatoria, di espressione rituale collettiva. In C e' un'opera di rottura, un netto punto di discontinuita' nell'evoluzione della musica d'avanguardia. Giunge all'improvviso, inaspettata, figlia di quelle ricerche sui ritardi via nastro, mentre altri progettano sinfonie dissonanti o sonate elettroniche. In C e' opera geniale, di rottura, ma difficile definirla bella...

Il fascino che emana Riley e la prodigiosa simbiosi che riesce ad instaurare con l'organo ne fanno presto un mito vivente. E' grazie a lui che minimalismo e rock si incontrano.
Rifiutando i contratti favolosi delle istituzioni musicali, registrando pochissimo, Riley e' sempre rimasto una figura underground, anche quando la musica da lui inventata comincio' ad ottenere i favori del pubblico.


LE OPERE PIU' SIGNIFICATIVE

Dopo In C giunge quattro anni dopo Rainbow in Curved Air .
La ripetizione di semplici cellule ritmicomelodiche, ma non piu' vincolata ad una nota cardine, e' alla base anche della A Rainbow in Curved Air per tastiere elettroniche, il raga minimalista che rese famoso Riley nell' ambiente della musica rock. Riley vi suona da solo, alternandosi ai vari strumenti elettronici. La fantasia si dipana con vivacita' in un vertiginoso vortice di improvvisazioni. L accompagnamento si evolve ogni 2,4 o 8 battute ma senza mai modificare lo schema iniziale. L'attacco e' travolgente, con il clavicembalo che trilla all'impazzata, l'organo che tiene lunghe note da chiesa e gli altri suoni elettronici che fungono da ritmo o da contrappunto. Sempre piu' colorati ed esuberanti. Cadenze liturgiche e mantriche, e nuovi timbri, ora celestiali ora lugubri, si inseguono in spirali e cascate di echi, si accavallano con acrobazie sempre piu' mozzafiato, fino a lanciarsi al galoppo su un battito incalzante di tabla. Ne risulta un inno radioso di gioia, un'esaltazione dello spirito della vita, una travolgente giostra di sensazioni inebrianti. Rainbow e' una suite elettronica che, in piena psichedelia e in piena moda indiana, influenzera' molti musicisti rock, oltre a segnare il punto di massima perfezione formale raggiunto dal minimalismo.

Persian Surgery Dervishes
Il capolavoro della maturita' nasce pero' quando il musicista si affida con maggior convinzione all'ispirazione religiosa. La pace e l'estasi che presiedono ai suoi rituali sonori emergono piu' limpidamente nelle performance chiamate Persian Surgery Dervishes. L'album doppio (inciso dal vivo in due occasioni diverse) con Riley all'organo e con il solo ausilio di un tape delay, e' la sua opera piu' profonda e suggestiva, la piu' vicina alla spiritualita' orientale. Riley improvvisa senza sosta riciclando e ricombinando le poche figure ritmico melodiche; su una tastiera inventa continuamente flussi e flussi di colori tonali, mentre sull'altra impone una pulsazione ipnotica (il tape delay fa si' che il suono si sovrapponga di continuo a se stesso). L'organo sussulta lungo impennate maestose, in larghe volute estatiche, per inabissarsi subito in sommesse preghiere sottovoce.

"" In C -Columbia, 1966) (l' album piu' famoso)

"" A Rainbow in Curved Air -Columbia, 1970)
"" Persian Surgery Dervishes -Shandar 83501-2, 1974) doppio

Un altro sperimentatore: Frank Zappa


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