Traffic
Traffic
Traffic
Traffic
1968 Island
brani
You Can All Join In
Pearly Queen
Don't Be Sad
Who Knows What Tomorrow May Bring
Feelin' Alright
Vagabond Virgin
Forty Thousand Headmen
Cryin' To Be Heard
No Time To Live
Means To An End
Voto : 8-- .
|
Traffic - Traffic - Island 1968
band
Chris Wood - sax, flauto, fiati, percussioni, campane. Jim Capaldi - batteria, percussioni, voce, tastiere.
Stevie Winwood - voce principale, organo, pianoforte, chitarra acustica, chitarra elettrica, basso, organo Hammond, clavicembalo.
Dave Mason - chitarre elettriche ed acustiche, voce, sitar, tablas, mellotron, armonica, basso.
Traffic "Traffic".
I Traffic, nel 1968, hanno gia' subito un primo allontanamento di Dave Mason dal gruppo. Ritorna per questo secondo LP dal titolo "Traffic", ma per poco. I conflitti tra lui e Winwood non finiscono. Alla fine delle registrazioni di "Traffic" : Dave Mason e' ancora con le valigie in mano ...
"Traffic" del 1968 segue di un anno il primo grande LP dei Traffic del 1967 "Mr. Fantasy". Il secondo disco e' meno psichedelico del primo e grazie all' esperienza maturata in sala di registrazione dai Traffic genera canzoni piu' sofisticate. In questo secondo LP Dave Mason e' al suo vertice creativo con sorprendenti canzoni come "Don't Be Sad", "Vagabond Virgin", "Feelin' Alright", divenuta un classico, e "Crying To Be Heard". Probabilmente, pero', vertice dell'opera e' l' ultima gemma psichedelica di Steve Winwood : "Forty Thousands Headmen". "Traffic" e' un disco che senza avere lo sperimentalismo del primo, ma nemmeno le straordinarie canzoni di "John Barleycorn Must Die" del 1970 : appare come un album di transizione molto bello e registrato magistralmente. Fuori dubbio che i quattro ''ventenni'' appartenessero ad una categoria di super-strumentisti e che, quindi, quanto producevano non poteva non essere all' altezza delle loro capacita' tecniche.
"You Can All Join In" porta la firma di Mason. Un brano gioioso, canzonettistico, molto pop, carino ma nulla piu'.
"Pearly Queen" e' di tutt' altro spessore. E' di Winwood/Capaldi il brano che ha nei soli virtuosi di Steve, sorretto da una trama ritmica hard, la sua eccezionalita'. Il resto del pezzo risulta modesto, mentre nel finale, il gruppo si libera in un improvvisazione alla quale partecipa anche l' armonica di Mason.
"Don't Be Sad" e' un ottimo pezzo. Il soul vibrante dei fiati e delle tastiere vigorizzano il brano di Mason.
"Who Knows What Tomorrow May Bring" e' un bella song di Winwood in chiave pop-blues che ha degli inserimenti jazzati in punta di dita dello stesso Steve.
"Feelin' Alright" concilia un poderoso e robusto hard-soul nel ritornello graffiante (ne fara' una cover di successo Joe Cocker) con leggeri fraseggi pop-rock. Bel finale.
"Vagabond Virgin" e' venato da world music : calypso, gospel. Gli inserimenti di flauto sono leggeri e solari. Il piano e' appena accennato. E nel finale il gruppo libera assaggi acustici raffinati.
"Forty Thousand Headmen" e' il capolavoro del disco. Brano folk psichedelico di Winwood mette Wood nella condizione di liberare tutta la sua inventiva mentre l' organo Hammond lo sostiene tra una gamma percussiva davvero preziosa. Si odono colpi di campane e di bottigliette ...
E' una gemma di Mason "Cryin' To Be Heard". Si muove delicatamente sopra il clavicembalo di Winwood per poi liberare il ritornello grintoso con affondi di tastiere. Un pezzo con canto e controcanto dai tratteggi soul venati di tinte acide soprattutto dopo la meta' del brano. La parte sperimentale e' davvero grande con voci che si rincorrono, fiati, tastiere ruvide ed una trama ritmica poderosa.
E' un gran bel soul di Winwood "No Time To Live". Piano ed Hammond (questa volta suonato da Mason) sostengono il canto alto di Steve. Tutt' intorno si muove una certa tensione rock con il sax lontano di Wood e qualche bel colpo di tamburi di Capaldi.
"Means To An End" e' un buon pezzo ritmato dal piano e dal basso, con brevi fraseggi elettrici. Una canzone modesta, di Winwood : che suona tutto; con Wood alle percussioni. Un brano di poco piu' di due minuti e mezzo.
"Traffic" del 1968 e' un Lp di Rock, perfettamente inserito nel contesto musicale di quegli anni. Ingloba parecchi stili in voga all' epoca : blues, folk, soul, jazz, pop, calypso, gospel ... un pochino di rock acido... mischiandoli senza troppa invadenza. La miscellanea, il poco sperimentare, porta Dave Mason a litigi musicali con Winwood. E se ne va alla fine del mixaggio di "Traffic".
I due songwriters componevano gia' appartati. In sala di registrazione l' autore della song diventava anche il lead-voice del brano.
Rimasti in tre, Winwood, Wood e Capaldi incisero "Last Exit" (1969), che venne preceduto dal 45 giri funk-soul "Medicated Goo", e b-side "Shangai Noodle Factory" (ottimo!).
"Last Exit" (1969) era un album molto minore dei due precedenti, per meta' registrato dal vivo, che fece pensare allo scioglimento del gruppo. Non avvenne la fine definitiva dei Traffic, ma un passaggio ... di Winwood ... nel supergruppo Blind Faith. Fecero un solo ottimo disco e poi Winwood medito' di uscire con un disco-solo nel 1970 ... ma non fu cosi' perche' richiamo' con se' Capaldi e Wood per quel bellissimo disco del 1970 che porta il nome di "John Barleycorn Must Die".
|