Velvet Underground & Nico
Velvet Underground
Velvet Underground & Nico
Velvet Underground
1967 Verve

brani
Sunday Morning
I'm Waiting for the Man
Femme Fatale
Venus in Furs
Run Run Run
All Tomorrow's Parties
Heroin
There She Goes again
I'll Be your Mirror
The Black Angel's Death Song
European Son

Voto : 8+ .


I TESTI
DELL' ALBUM

Velvet Underground & Nico - Velvet Underground - Verve 1967

band
Nico - voce principale e pianola.  Maureen Tucker - batteria e percussioni e xilofono e vibrafono.
John Cale - tastiera, viola, basso, effetti.  Lou Reed - voce principale, chitarra elettrica e solista, effetti.
Sterling Morrison - chitarra ritmica.

Velvet Underground "Velvet Underground & Nico".

"The Velvet Underground and Nico", e' il disco d' esordio della band di Lou Reed e John Cale, destinata, assieme ad altre tre-quattro, a cambiare la storia del rock. Registrato nella prima meta' del 1966 e pubblicato nella prima meta' del 1967, il disco si avvaleva della supervisione estetica di Andy Warhol, che firmo' la celebre banana in copertina e lo produsse in parte. Fu sempre Warhol ad imporre ai Velvet Underground la sua pupilla Nico, chanteuse sepolcrale del rock. L' album e' quasi un perfetto equilibrio di melodia e rumore e distorsioni. E' un album che mescola rock, psichedelia, avanguardia, sperimentazione, minimalismo. Coraggiosissimo per quegli anni proprio per l' invenzione di alcuni stili innovativi nel rock. I testi di Reed, poi, erano qualcosa di mai scritto ... Nudi e crudi sulla scia de 'Il Pasto Nudo' di W. Burroughs. Non a caso l' album e' diventato poi una pietra miliare per le band del punk, della new wave, del dark e perfino dell' attuale post-rock. Si puo' dire che i Velvet Underground (il nome venne preso da una rivista pornografica dell' epoca) successivamente non riuscirono piu' a raggiungere la grandezza esplorativa di questo disco.

Dolce e malinconica "Sunday Morning" apre l' album. Un brano freschissimo dalla melodia solo apparentemente solare. Grande intervento di xilofono. Voce graziosa e lontana di Reed.
Piu' ritmo, quasi un rock' n' roll sgraziato e ripetitivo in "I'm Waiting for the Man" nel quale i Velvet Underground si propongono subito come gruppo unico per la forza dei testi e l' originalita' della musica. Buono.
"Femme Fatale" suona suadente e vizioso. Carinamente arpeggiato con la chitarra elettrica offre la voce melliflua di Nico.
Discesa negli inferi con "Venus in Furs"; tamburi spettrali e metronometrici e la viola elettrica di John Cale vanno a flagellare le melodie. Lou Reed canta con voce profonda raccontando una storia d' amore morbosa e malata. Splendido.
"Run Run Run" e' il punto piu' basso del disco. E' un abbandonarsi ai ritmi beat con un innocuo canticchiare di Reed; forse si nasconde un clima surreale, da teatro espressionista, accentuato da una ritmica sostenuta e da brevi assoli di chitarra, eseguiti con la frenesia di un trombettista free-jazz.
E' una filastrocca funerea "All Tomorrow's Parties", con la voce spettrale di Nico che giganteggia. Tamburi e percussioni si muovono all' unisono. Il brano sembra provenire da un' oltretomba medioevale. Bello.
Con "Heroin" riscendiamo negli abissi di una folle decadenza. Brano lento; poi in continua crescita ritmica; esplode nelle dissonanze della viola e nel feedback della chitarra di Reed. Il testo di Reed raggiunge l' apice della sua visione autodistruttiva. Impressionante.
Semplicita' per "There She Goes again", un pezzo carino, ma niente di piu'. Il clima si fa piu' disteso con il suo ritornello spensierato, quasi stridente in tanta desolazione.
Nella delicatissima "I'll be your Mirror" Nico canta a suo modo i melodiosi versi d' amore. Anche qui si muove sopra arpeggi graziosi di chitarra elettrica ed un tempo easy.
Devastante orgia sonora in "Black Angel's Death Song", nella quale emerge la tendenza all' ossessivita' ed al minimalismo di John Cale. Bello e brutto. E' un' immersione acida nella psichedelia piu' rumorista e dissonante; la viola tagliente penetra in profondita' e Reed incrocia con il suo cantato-recitato perverso ed angosciante. La melodia e' orrendamente deturpata e le percussioni sono battiti cardiaci che si fanno via via piu' palpitanti.
"European Son" e' l' ultima tappa del viaggio in questo album : un marasma free-jazz per rumori, chitarre distorte, feedback e tam tam propiziatori, che sfocia in un finale di pura cacofonia. E' il marasma di suoni che piace a Cale, il quala si prende in mano il pezzo affrontandolo decisamente da far suo. Strano.

Il disco, uscito regolarmente in tutti gli USA, venne praticamente ignorato dal pubblico, ma conquisto' subito una parte della critica dell' epoca. Fu poi la fama acquisita nei '70 da Lou Reed a rendere interessanti i lavori dei Velvet Underground. Oggi non si contano gli appassionati che lo includerebbero tra i famosi dischi da portare su un' isola deserta. E' un disco bello, un capolavoro raggiunto con qualche eccezione, perche' alcuni brani o parti di essi rasentano il disgusto sonoro protraendo ossessivamente le stesse note. Sopravvalutato, sottovalutato, non esiste una via di mezzo per "Velvet Underground & Nico" che e' un disco comunque da annoverarsi tra i classici del rock soprattutto in riferimento alla data di uscita : 1967. E' una carrellata di canzoni in bilico tra dolcezza e rabbia e perversione, tra luce e tenebre, raccontate dalle parole di un Lou Reed cantore della New York piu' viziosa e sporca di quegli anni, e cantore selvaggio della strada, della droga e del sesso. La musica, come i versi che accompagna, e' talvolta graziosa, talvolta fragorosa e sgraziata fino a farsi quasi rumore, influenzata tanto dal rock elettrico quanto dagli esperimenti di La Monte Young. Oltre alla strumentazione classica del rock, spicca la viola elettrica dal talentuoso John Cale, bassista ed anima del gruppo insieme a Reed. Nico splende per la voce in alcune canzoni, ma il suo contributo alla composizione del disco e' inesistente.

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  I CAPOLAVORI DEL ROCK  
pagina a cura di   Graziano Edi Corazza
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