Velvet Underground Velvet Underground & Nico - pag. 106 -

- pag. 107 - ROCK: 50 ANNI!   g.edi.c.


Velvet Underground  Velvet Underground & Nico
1967  Verve    Voto : 8+ .

brani
Sunday Morning    I'm Waiting for the Man    Femme Fatale
Venus in Furs    Run Run Run    All Tomorrow's Parties
Heroin    There She Goes again    I'll Be your Mirror
The Black Angel's Death Song    European Son

band
Nico - voce principale e pianola.  Maureen Tucker - batteria, percussioni.
John Cale - tastiera, viola, basso, xilofono, vibrafono, effetti.  Lou Reed - voce principale, chitarra elettrica e solista, effetti.
Sterling Morrison - chitarra ritmica.

Il gruppo si formo' a New York nella seconda meta' degli anni '60 del secolo scorso dall'incontro di Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison (morto il 30 agosto 1995) ed Angus MacLise alla batteria. La band proponeva un rock molto atipico per il periodo, che alternava e fondeva melodie semplici, ritmi ossessivi ed un largo uso della dissonanza. Andy Warhol conobbe il gruppo nel 1966 (con la nuova batterista Maureen Tucker) al Cafe' Bizarre di New York su segnalazione del ballerino della "Factory" Gerard Malanga e della groupie Barbara Rubin, sotto consiglio del regista Paul Morrissey e decise di co produrre il primo album dei Velvet Underground imponendo alla band la sua pupilla Nico (nome d'arte di Christa Paffgen morta ad Ibiza il 18 luglio 1988), affascinante modella, chanteuse sepolcrale del rock ed attrice tedesca.
"The Velvet Underground and Nico" e' il disco d'esordio della band di Lou Reed e John Cale, destinata, assieme ad altre poche, a cambiare la Storia del Rock.
Registrato nella prima meta' del 1966 e pubblicato nella prima meta' del 1967, il disco si avvaleva della supervisione estetica di Andy Warhol, che firmo' la celebre banana in copertina e lo produsse in parte. Il Lp, uscito regolarmente in tutti gli USA, venne praticamente ignorato dal pubblico, Fu poi la fama acquisita, nei '70 del secolo scorso, da Lou Reed a rendere interessanti i lavori dei Velvet Underground. L'album e' melodia e rumore e distorsioni. E' un album che mescola rock, psichedelia, avanguardia, sperimentazione, minimalismo. I testi di Reed, poi, erano qualcosa di mai scritto... Nudi e crudi sulla scia de "Il Pasto Nudo" di W. Burroughs. Si puo' dire che i Velvet Underground (il nome venne preso da una rivista pornografica dell'epoca) successivamente non riuscirono piu' a raggiungere la grandezza esplorativa di questo disco sebbene "White Light/White Heat" (1968), secondo lavoro del gruppo, piu' sperimentale e rumoroso del primo, anche a causa dell'assenza di Nico, e' da considerarsi ancora piu' affine al suono live dei Velvet Underground.


Velvet Underground "Velvet Underground & Nico".

Dolce e malinconica "Sunday Morning" apre l'album. Un brano freschissimo dalla melodia solo apparentemente solare. Grande intervento di xilofono. Voce graziosa e lontana di Reed.
Piu' ritmo, quasi un rock' n' roll sgraziato e ripetitivo in "I'm Waiting for the Man" nel quale i Velvet Underground si propongono subito come gruppo unico per la forza dei testi e l'originalita' della musica. Buono.
"Femme Fatale" suona suadente e vizioso. Carinamente arpeggiato con la chitarra elettrica offre la voce melliflua di Nico.
Discesa negli inferi con "Venus in Furs"; tamburi spettrali e metronometrici e la viola elettrica di John Cale vanno a flagellare le melodie. Lou Reed canta con voce profonda raccontando una storia d'amore morbosa e malata. Splendido.
"Run Run Run" e' il punto piu' basso del disco. E' un abbandonarsi ai ritmi beat con un innocuo canticchiare di Reed; forse si nasconde un clima surreale, accentuato da una ritmica sostenuta e da brevi soli di chitarra frenetici.
E' una filastrocca funerea "All Tomorrow's Parties", con la voce spettrale di Nico che giganteggia. Tamburi e percussioni si muovono all'unisono. Il brano sembra provenire da un'oltretomba medioevale. Bello.
Con "Heroin" riscendiamo negli abissi di una folle decadenza. Brano lento; poi in continua crescita ritmica; esplode nelle dissonanze della viola e nel feedback arcaico della chitarra di Reed. Il testo di Reed raggiunge l'apice della sua visione autodistruttiva.
Semplicita' per "There She Goes again", un pezzo carino, ma niente di piu'. Il clima si fa piu' disteso con il suo ritornello spensierato, quasi stridente in tanta desolazione.
Nella delicatissima "I'll be your Mirror" Nico si muove sopra arpeggi graziosi di chitarra elettrica ed un tempo easy.
Devastante orgia sonora in "Black Angel's Death Song", nella quale emerge la tendenza all'ossessivita' ed al minimalismo di John Cale. Bello e brutto. E' un'immersione acida nel rumorismo dissonante; la viola tagliente penetra in profondita' e Reed incrocia con il suo cantato recitato perverso ed angosciante. La melodia e' orrendamente deturpata e le percussioni sono battiti che si fanno via via piu' palpitanti.
"European Son" e' un marasma free jazz rock per rumori, chitarre distorte, feedback arcaico e tam tam propiziatori, che sfocia in un finale di pura cacofonia. E' il caos di suoni che piace a Cale, il quala si prende in mano il pezzo.

E' un disco bello, un capolavoro raggiunto con qualche eccezione, perche' alcuni brani o parti di essi rasentano il disgusto sonoro protraendo ossessivamente le stesse note. Sopravvalutato, sottovalutato, non esiste una via di mezzo per "Velvet Underground & Nico" che e' un disco comunque da annoverarsi tra i Classici del Rock soprattutto in riferimento alla data di uscita: 1967. E' una carrellata di canzoni in bilico tra dolcezza e rabbia e perversione, tra luce e tenebre, raccontate dalle parole di un Lou Reed cantore della New York piu' viziosa e sporca di quegli anni, e cantore selvaggio della strada, della droga e del sesso. La musica, come i versi che accompagna, e' talvolta graziosa, talvolta fragorosa e sgraziata fino a farsi rumore, influenzata tanto dal rock elettrico quanto dagli esperimenti di La Monte Young.
Oltre alla strumentazione classica del rock, spicca la viola elettrica dal talentuoso John Cale, bassista ed anima del gruppo insieme a Reed. Nico splende per la voce in alcune canzoni, ma il suo contributo alla composizione del disco e' inesistente.


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